Appello alla Sindaca Chiara Appendino in merito al 5G

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A.M.I.C.A. ha scritto una lettera alla Sindaca di Torino in merito al 5G, visto che da notizie di stampa siamo venuti a conoscenza che TIM ha installato la prima antenna per la tecnologia 5G nell’ambito delle applicazioni digitali per la Smart City e che avrà una applicazione per l’Internet delle cose.
Abbiamo chiesto alla Sindaca se la Sua Amministrazione abbia condotto una valutazione approfondita delle innumerevoli evidenze scientifiche che dimostrano gli effetti biologici, sulla salute umana, ma anche sulla flora e sulla fauna, dei campi elettromagnetici da radiofrequenza pulsati, anche a bassissime dosi.
Lo scorso 13 Settembre 180 scienziati hanno lanciato un Appello alla Commissione Europea (Allegato 1) per chiedere di sospendere l’autorizzazione all’uso delle frequenze 5G in attesa che la ricerca definisca l’entità dei rischi che queste possono comportare in aggiunta a quelli già noti per le tecnologie a radiofrequenza 2G, 3G, 4G e Wi-Fi.
Abbiamo fatto presente alla Sindaca che l’Assemblea Plenaria del Consiglio d’Europa già nel 2011 con la Risoluzione 1815, approvata all’unanimità, impegnava i paesi membri a ridurre le fonti di esposizione a campi elettromagnetici a favore di forme di connessioni via cavo che sono le uniche davvero innocue e per giunta le più efficaci in termini di capacità di trasmissione (Allegato 2).
La letteratura scientifica pubblicata ad oggi dimostra chiaramente che i campi elettromagnetici, molto al di sotto degli attuali limiti di legge, comportano dei rischi per la vitalità cellulare, per la permeabilità cerebrale, per l’enzimatica, per lo stress ossidativo, per la fertilità e danni epigenetici che si evidenziano come deficit dei nascituri.
Diversi gruppi di esperti indipendenti, come il Gruppo Bionitiative, la Commissione Internazionale per la Sicurezza dei Campi Elettromagnetici (ICEMS) e il Consenso di Seletun o la Risoluzione di Potenza Picena (MC), hanno pubblicato risoluzioni e ricerche concludendo che il limite accettabile per la tutela della salute è di 0,6 V/m.
Le ultime ricerche epidemiologiche svedesi, peraltro, hanno concluso che le radiazioni da radiofrequenza e da microonde emesse dalle tecnologie senza fili, sono da considerarsi “Cancerogeni certi per l’Uomo” (Allegato 3) ovvero sono da inserire nella Classe 1 della Classificazione dell’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC), che già nel 2011 ha classificato la radiofrequenza come “Possibile cancerogeno per l’Uomo” (Allegato 4), compreso il Wi-Fi (Allegato 5).
Purtroppo i dirigenti dell’OMS sembrano essere sordi agli appelli rivolti dagli scienziati che fanno ricerca sul campo, come testimonia una pubblicazione apparsa quest’anno sull’International Journal of Oncology (Allegato 6), ma curiosamente sembrano molto attenti ad evitare le radiazioni Wi-Fi nei loro uffici di Ginevra.
Bisogna tenere conto, inoltre, dell’aumento esponenziale di persone che riportano sintomi di elettrosensibilità, anche in Italia. Abbiamo raccontato alla Sindaca che siamo letteralmente assediati dalle email di persone che ci chiedono aiuto perché stanno male a causa soprattutto del Wi-Fi, alcune devono abbandonare il lavoro perché è stato installato il Wi-Fi in ufficio, altre non riescono più a dormire da quando il loro vicino d’appartamento ha installato un modem Wi-Fi, persino bambini mostrano anomalie comportamentali, come attacchi di rabbia o deficit di attenzione, da quando è stato installato un Wi-Fi a scuola.
Nel 2015 a Bruxelles (Allegato 7) un gruppo di scienziati indipendenti ha approvato la ”Dichiarazione Scientifica Internazionale sulla Elettrosensibilità e sulla Sensibilità Chimica Multipla (MCS) secondo la quale “Tenuto conto delle nostre attuali conoscenze scientifiche, sollecitiamo tutti gli enti e le istituzioni nazionali e internazionali… a riconoscere l’Elettrosensibilità e la Sensibilità Chimica Multipla come condizioni mediche reali che, rappresentando delle malattie sentinella, potrebbero creare una preoccupazione per la salute pubblica negli anni a venire in tutto il mondo, cioè in tutti i paesi che fanno un uso illimitato di tecnologie senza fili basate su campi elettromagnetici”.
Non ultimo abbiamo fatto presente alla Sindaca che lo Ministero dell’Ambiente nel suo decreto dell’11 gennaio 2017 (Allegato 8) prevede che nei luoghi pubblici vengano installate connessioni via cavo piuttosto che wireless.
Abbiamo chiesto, quindi, alla Sindaca di darci la possibilità di incontrarla per poterle illustrare, dati alla mano, i rischi per la salute connessi all’implementazione di tecnologie Wi-Fi e 5G e le abbiamo chiesto di attivare tutte le possibili azioni per sospendere gli accordi presi per l’installazione delle antenne del 5G in attesa di una valutazione più approfondita e indipendente dell’impatto sulla salute di Uomo, flora e fauna.

Speriamo che ci risponda.

Allegati:

1 Appello degli scienziati per messa al bando del 5G alla Commissione Europea del 13 Settembre 2017.
2 Risoluzione 1815 dell’Assemblea Plenaria del Consiglio d’Europa del Maggio 2011.
3 Studio di Hardell sulla rivista scientifica Pathophysiology 2014.
Classificazione IARC della radiofrequenza come “Possibile Cancerogeno per l’Uomo”.
5 Scambio di email sull’inserimento del Wi-Fi nella classificazione IARC.
6 Resoconto dell’incontro di Hardell con i dirigenti dell’OMS pubblicato sull’International Journal of Oncology (2017).
7 Appello di Parigi.
8 D.M. 11/01/2017 Ministero dell’Ambiente.

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