Alterazioni nelle persone elettrosensibili

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Recensione dell’articolo “Elettrosensibilità: stato dell’arte di un disturbo funzionale” di Olle Johansson, in Electromagnetic Biology and Medicine, 2006; Vol. 25, 245 – 258

I campi elettromagnetici sono presenti a casa, al lavoro e in altri ambienti. Sempre più studi dimostrano chiaramente vari effetti biologici, a livello cellulare, causati dai campi elettromagnetici, compresi i campi delle frequenze radio e delle microonde. L’esposizione a campi elettromagnetici è stata correlata a forme tumorali, come leucemia, tumori cerebrali, a patologie neurologiche come morbo di Alzheimer; asma; allergia.
L’elettrosensibilità è stata descritta in letteratura per definire una nuova categoria di soggetti con un impedimento funzionale. Chi ne è affetto riporta, quando entra in contatto con i campi elettromagnetici, una varietà di sintomi, come sintomi obiettivi e soggettivi della pelle e delle mucose per esempio prurito, dolore, sensazione di calore, arrossamento, papule e pustole, ecc. dopo l’esposizione a videoterminali, cellulari, telefoni portatili DECT e altri strumenti magnetici. Altri sintomi colpiscono il cuore e il sistema nervoso centrale.
L’obiettivo di questo studio era ricercare le possibili alterazioni a livello cellulare e nervoso nelle persone elettrosensibili. Le scoperte indicano che in questi soggetti siano presenti varie alterazioni biologiche.
Le reazioni avverse di carattere dermatologico, in seguito all’esposizione a questi strumenti, potrebbero essere altamente specifiche a livello cellulare. L’ipotesi di lavoro per questo studio era che le reazioni siano reazioni completamente corrette di evitamento, soprattutto se l’agente di provocazione era una radiazione e/o una emissione chimica. La reazione sarebbe appropriata proprio come se capitasse di essere esposti a raggi x o ad emissioni chimiche. Le reazioni potrebbero avvenire in concerto con emissioni chimiche come ritardanti di fiamma, componenti plastiche, ecc.
È stato scoperto che le fibre nervose intraepidermiche nei soggetti normali sono abbastanza vicine alla superficie per rendere altamente possibile che campi elettromagnetici deboli possano influenzarle.
I campioni di pelle del viso di persone elettrosensibili contenevano un aumento profondo di mastociti e la loro distribuzione aveva una struttura diversa, cioè la normale zona vuota mostrava un’alta densità di cellule mastoidali.
Queste cellule tendono anche a migrare verso l’epidermide e molte di loro svuotavano il proprio contenuto granulare nello strato papillare. Altri mastociti degranulati potevano essere osservati nello strato reticolare del derma nei soggetti elettrosensibili. I granulomi citoplasmatici avevano una distribuzione più densa nel gruppo degli elettrosensibili. Si è scoperto che in questo gruppo i mastociti infiltrati erano di misura maggiore. Bisogna notare che è stato scoperto un aumento simile in soggetti posti di fronte a videoterminali, comprese le tv domestiche.
In uno studio precedente due persone elettrosensibili, con problemi alla pelle attribuiti al lavoro davanti al videoterminale, sono stati esposti ad una normale tv. Prima di ogni esposizione sono stati prelevati campioni di pelle del loro collo anteriore e sono state eseguite le autopsie.
È stato scoperto un numero alto di cellule dendridiche positive all’istamina. Dopo l’esposizione il numero delle cellule mastoidali era lo stesso, ma le cellule positive alla somatostatina erano apparentemente sparite. La ragione di questa scomparsa è la perdita di reattività. L’alto numero di mastociti può spiegare i sintomi clinici di prurito, dolore, edema ed eritema.
È stato svolto il confronto tra persone elettrosensibili e non, per valutare possibili markers da usare in ricerche future a doppio cieco o di provocazione. Sono state scoperte differenze nei marker biologici del peptide correlato al gene della calcitonina, della somatostatina, del peptide intestinale vasoattivo, dell’amide isoleucina istidina peptide, del necropeptide tiroxina, della proteina S-100, del neurone specifico enolase, del prodotto 9.5 del gene proteico e la feniletanolamina  N-metiltrasferase. L’impressione generale è che fosse facile distinguere i due gruppi. Comunque, nessun marker da solo poteva fare la distinzione al 100%, sebbene alcuni avevano la potenzialità di farlo.
L’autore e i collaboratori hanno pubblicato due lavori di natura teorica con un modello su come i mastociti e le sostanze secrete da essi (per esempio istamina, eparina e serotonina) possano spiegare l’elettrosensibilità. Il modello usa fatti noti riguardo i danni correlati ai campi UV e alle radiazioni ionizzanti e usa tutte le informazioni più nuove sulle alterazioni osservate dopo l’esposizione a campi dell’alta tensione o campi elettromagnetici delle microonde, per proporre un modello riassuntivo semplice per capire il fenomeno della elettrosensibilità.
Un lavoro descrive le persone elettrosensibili con sintomi cutanei (per esempio dolore, sensazione dio calore e prurito), con disturbi al cuore o del sistema nervoso centrale (per esempio confusione, stanchezza e mal di testa) quando sono vicini ad apparecchiature elettriche, più comunemente videoterminali. Il prurito, la sensazione di calore e il dolore sono sintomi anche della scottatura (dermatite da UV).
“Sono state osservate alterazioni nelle popolazioni cellulari della pelle delle persone elettrosensibili simili a quelle osservate nella pelle danneggiata dalla luce ultravioletta o delle radiazioni ionizzanti.” Ci sono scoperte cliniche molto simili e alcune alterazioni nelle popolazioni cellulari sia dei soggetti elettrosensibili che nelle persone con la pelle danneggiata dai raggi UV o da radiazioni ionizzanti.
Il secondo lavoro si concentra sulla teoria proposta e comprende il ruolo dei campi elettromagnetici, negli effetti sui mastociti, e gli effetti biologici con rilevanza clinica delle sostanze che rilasciano sui sintomi cutanei. Peraltro, sono discussi i dati derivanti dagli studi sulle interazioni dei campi elettromagnetici sui mastociti nel tessuto cardiaco con la funzionalità cardiaca. Alcune persone elettrosensibili hanno sintomi simili ad infarto dopo l’esposizione a campi elettromagnetici. Gli autori suppongono che i mastociti con degranulazione post-esposizione siano responsabili di questi sintomi.
Un recente studio degli autori ha esaminato 22 soggetti elettrosensibili per scoprire un eventuale aumento dei livelli di IgE come indicatore di sistema immunitario in allerta. Hanno anche cercato di caratterizzare il complesso insieme di sintomi riportati. Hanno scoperto che i sintomi dermatologici e del sistema nervoso dominavano il quadro. I più comuni erano arrossamento della pelle, eczema, sudorazione, perdita di memoria, difficoltà di concentrazione, disturbi del sonno, confusione, dolori muscolari e alle giunture, sintomi gastrointestinali e stanchezza. Altri sintomi comuni erano il mal di testa, senso di svenimento, blocco nasale. Tutti avevano acufeni. Non è stata riscontrata alcuna correlazione tra i livelli di IgE e i sintomi.
L’autore ha partecipato ad una serie di studi su animali per ricercare l’influenza di campi magnetici di frequenze estremamente basse sui mastociti, sulle cellule parafollicolari e sulle fibre nervose della pelle di ratto e sulla tiroide, usando il microscopio elettronico. I campioni sono stati esaminati con marker degli anticorpi della serotonina, della sostanza P, sul peptide correlato al gene proteico, oltre che con i marker del neuropeptide Y applicato alla tiroide.
Il numero significativamente più alto di mastociti positivi alla serotonina nella pelle e di neuropeptidi Y nella tiroide di ratti esposti indica un effetto diretto dei campi elettromagnetici sui vasi della pelle e della tiroide.
“I risultati ottenuti sugli animali non possono essere compresi attraverso le teorie psicologiche o psichiatriche, ma bisogna dire che sono dovuti solo all’esposizione a campi elettromagnetici”. In Svezia l’elettrosensibilità è un’invalidità funzionale pienamente riconosciuta in modo ufficiale.
Studi epidemiologici dimostrano che 230.000 – 290.000 persone riportano si essere elettrosensibili. In Svezia l’invalidità non è vista come menomazione della persona, ma piuttosto come carenze ambientali che causano uno stato di impedimento della persona.
Poiché recenti studi epidemiologici puntano alle correlazioni tra l’esposizione di lungo termine a campi elettromagnetici dell’alta frequenza e il cancro, e poiché c’è un uso crescente di gadget moderni, gli autori suggeriscono di considerare seriamente i loro dati e di analizzarli ulteriormente.
L’interazione tra i campi elettromagnetici e il rilascio dai mastociti di istamina e di altre sostanze biologiche attive, del flusso di linfociti e di melanociti contenenti serotonina e il loro rapporto con le fibre dei nervi intraepidermici richiede ulteriori studi. Questo lavoro scientifico può creare le basi per dare accessibilità, aiuto e sostegno alle persone elettrosensibili con un impedimento funzionale da elettrosensibilità.
Si può acquistare lo studio originale in inglese dall’associazione http://www.ciin.org con il codice d’ordine n° 0120-JOHA-06-014 al costo di 6.00 dollari USA.
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