Campagna di sensibilizzazione contro gli inquinanti nascosti negli articoli per la cura della persona e nei prodotti per la casa

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                                                                                    Il problema
Il profumo è tra i primi cinque allergeni umani nel mondo. Danneggia gravemente sia gli esseri umani sia gli animali domestici e selvatici.
Una persona su tre, quando esposta a prodotti profumati, manifesta problemi di salute come disturbi respiratori, sintomi delle mucose, problemi della pelle, mal di testa, effetti neurologici, disturbi cognitivi, sintomi gastrointestinali, problemi cardiovascolari, disfunzioni del sistema immunitario, disturbi muscolo-scheletrici e altri.
Il 27% degli individui con asma riporta un aggravamento in seguito ad esposizione a un profumo.
Tra i rischi a lungo termine ci sono disfunzioni ormonali da interferenti endocrini e cancro.

“Questa è un’epidemia”.
Secondo la professoressa Steinemann – scienziata riconosciuta in ambito internazionale ed esperta mondiale di inquinanti ambientali, qualità dell’aria e relativi effetti sulla salute – “i prodotti profumati stanno creando problemi di salute”. “Tutti si stanno ammalando a causa di questi prodotti”, dice la Steinemann. “Alcuni hanno effetti immediati, severi e disabilitanti. Ma l’effetto sulla salute può anche essere subdolo e insidioso e le persone possono non rendersi conto di essere state colpite se non quando è troppo tardi”.

                                                                                      Le cause 
I profumi e gli aromi sono composti da centinaia di miscele chimiche generalmente derivate dal petrolio da più di 100 anni, mentre la consapevolezza dei rischi sta emergendo solo di recente. In almeno l’80% dei casi, gli effetti di queste sostanze sulla salute umana non sono stati testati.
Nascosti dietro i termini generici “profumo” o “fragranza” ci sono composti tossici, cancerogeni e interferenti endocrini, cioè sostanze che interferiscono col funzionamento del sistema endocrino umano.
Tuttavia, l’industria nega l’accesso alla composizione dei prodotti profumati, limitando così la consapevolezza delle persone circa gli effetti sulla salute e sull’ambiente.

                                                                                    Soluzioni
1) Promuovere campagne di informazione spiegando che “pulito” non ha nessun odore e che “profumato” non è indice di igiene e pulizia. Sia negli ambienti indoor che outdoor, prevenire gli effetti negativi delle sostanze profumate sulla salute, informando tramite pubblicità progresso, dépliant, manifesti e brochure da distribuire in scuole, luoghi di lavoro, strutture per la salute e attività sociali.

2) Istituire un decreto legge che obblighi le industrie a formulare anche prodotti alternativi FRAGRANCE FREE (SENZA PROFUMO). Nominare un organismo di controllo che rilasci la certificazione per gli articoli che rispettano i nuovi criteri, come già avvenuto negli USA con l’etichetta FRAGRANCE FREE rilasciata dall’EPA (Environmental Protection Agency).

3) Stanziare fondi per una ricerca pubblica e indipendente dalle industrie profumiere. Il fine è valutare non solo le reazioni allergiche da contatto, ma anche gli effettivi rischi di queste sostanze sulla salute umana. Investigare gli effetti respiratori, oculari, neurologici, sistemici e sui meccanismi sensoriali. Istituire studi ambientali. L’obiettivo è valutare la persistenza di queste sostanze profumate nei corsi d’acqua, la loro biodegradabilità e il loro livello di accumulo nelle forme di vita selvatica (bioaccumulo), nell’aria e nel suolo.

4) Inserire, nei regolamenti relativi alla formulazione di cosmetici e profumi industriali, un emendamento “sull’intensità delle note aromatiche e sulla persistenza delle sostanze odorose volatili, in modo da rispettare le indicazioni date dalla Fragrance Association”. Tale organismo avvisa che
“i prodotti profumati possono essere usati solo in una quantità tale da essere percepibile alla distanza di un braccio”.
richieste
1) Vietare l’uso di prodotti profumati negli ospedali, negli studi medici e nelle strutture socio-sanitarie.
2) Promuovere la conoscenza dei rischi per la salute correlati al profumo. Adottare conseguenti misure di sicurezza nei luoghi di lavoro.
3) Istituire Servizi Igienici Pubblici senza profumatori ambientali e detergenti profumati.
4) Vietare la vendita e lo stoccaggio del cibo negli stessi locali ove siano presenti prodotti profumati. Vietare i deodoranti ambientali nei locali per la ristorazione.

Chiedi al Premier Paolo Gentiloni del Governo Italiano e al presidente Jean-Claude Juncker della Commissione Europea l’introduzione di normative che tutelino la salute pubblica e l’ambiente dagli effetti nocivi per l’uso incontrollato di sostanze profumate.

Firma anche tu la petizione: https://fragrancefreezone.jimdo.com/

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