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Come i VOC inducono le reazioni di MCS

Recensione di Treesha de France
dell’articolo “Identification of Volatile Chemicals Hat Induce Hypersensitive Reactions in Patients with Multiple Chemical Sensitivity”, di Naohide Shinoara, Atsushi Mizukoshi e Yukio Yanagisawa, pubblicato sul Journal of Exposure Analysis and Environmental Epidemiology (2004).
Traduzione a cura di A.M.I.C.A. www.infoamica.it

La Sensibilità Chimica Multipla (MCS) è un problema medico serio che causa, in chi ne è affetto, sintomi scatenati da piccolissime quantità di sostanze chimiche considerate non tossiche negli individui che non ne sono affetti. “E’ noto che l’inizio della MCS è dovuto ad esposizioni ripetute a sostanze chimiche”. Una volta iniziata la MCS, le sostanze specifiche che l’hanno scatenata, ma anche altre, possono attivare le reazioni di ipersensibilità anche se a basse concentrazioni. I meccanismi di induzione della MCS sono ancora sconosciuti così come lo sono le quantità di sostanze responsabili dell’attivazione della malattia. Per chiarire tali meccanismi sono stati usati molti metodi, compresi questionari e visite dirette.
Le moderne tecniche edilizie, per la costruzione di edifici ermeticamente coibentati, hanno portato a concentrazioni di composti organici volatili (VOC) che sono più alte dove i residenti si lamentano dell’odore o hanno dei sintomi. L’inquinamento atmosferico causato dalle moquette aumenta i sintomi della Sindrome dell’Edificio Malato e diminuisce la produttività negli uffici anche quando le concentrazioni di 41 VOC sono molto al di sotto della soglia olfattiva.
Gli autori non conoscono alcuno studio che abbia monitorato le esposizioni individuali a composti organici di persone con diagnosi di MCS nelle loro vita quotidiana. Un controllo del genere potrebbe rivelare una relazione causale tra le esposizioni e le reazioni di ipersensibilità. Bisogna identificare le sostanze chimiche responsabili delle reazioni e i relativi livelli di esposizione. L’analisi delle sostanze e la quantificazione delle loro concentrazioni potrebbero essere condotte attraverso test di provocazione in una “stanza pulita”. Tuttavia, non si saprebbe quali sostanze testare e a quali livelli. “L’identificazione e la quantificazione delle sostanze chimiche sospettate di essere responsabili dei sintomi sono essenziali per una diagnosi efficace così come per la sicurezza del paziente”.
E’ stata sviluppata una nuova strategia di campionamento che usava sia campionamenti attivi che passivi. Sono state confrontate le esposizioni personali dei 15 soggetti affetti da MCS e dei 12 soggetti non affetti. I soggetti erano sia maschili che femminili, di un’età compresa tra 12 e 63 anni, e comprendevano studenti, lavoratori, un pensionato e 5 casalinghe. I soggetti non affetti da MCS comprendevano vicini di casa e familiari dei pazienti con MCS.
I soggetti ipersensibili sono stati diagnosticati attraverso le aberrazioni del movimento degli occhi e le reazioni delle pupille alla luce. I possibili fattori riferiti dai soggetti con MCS come responsabili dell’attivazione della loro malattia comprendevano: trasloco in una casa nuova (9 su 15), esposizioni occupazionali a solventi, uso di stampanti a getto d’inchiostro e frequente uso di repellente per insetti.
I risultati hanno dimostrato che le sostanze chimiche responsabili delle reazioni variavano da paziente a paziente. “Si è scoperto che le concentrazioni che causavano le reazioni di ipersensibilità in alcuni pazienti con MCS erano molto al di sotto delle linee guida dell’OMS (80 ppbm per la formaldeide, 260 mg/m³ per il toluene e 870 mng/m³ per lo cilene)”. I sintomi più comuni erano mal di testa e nausea. Altri sintomi comuni comprendevano difficoltà di memoria, irritazione del tratto respiratorio, dolore ai muscoli e/o alle giunture, stanchezza, confusione e depressione.
I livelli medi di esposizione a cui si sottoponevano i pazienti con MCS in una settimana erano più bassi di quelli degli individui senza MCS a meno che fossero esposti a sostanze chimiche sul luogo di lavoro. Ciò indica che i pazienti con MCS sembravano evitare le esposizioni ai composti chimici che causavano le reazioni. E’ stato fatto un campionamento di una settimana durante il quale è stato chiesto ai pazienti con MCS di portare con sé una pompa con 2 cartucce per raccogliere le concentrazioni di composti carbonici e di VOC per il metodo di campionamento attivo. Hanno portato con sé anche due campionatori passivi senza pompa per il metodo di campionamento passivo.
Ai pazienti è stato chiesto di girare la pompa quando avvenivano le reazioni di ipersensibilità e di staccarla quando queste finivano. Tali misurazioni attive, prese attraverso il metodo di campionamento attivo, indicano i livelli  delle concentrazioni chimiche alle quali avvenivano le reazioni di ipersensibilità. Le misurazioni prese con il metodo di campionamento passivo indicano la media personale delle esposizioni. Agli individui non affetti da MCS è stato chiesto di portare con sé degli altri campionatori per poter effettuare dei confronti.
Se le concentrazioni di alcuni composti particolari erano più alte nei campionamenti attivi piuttosto che in quelli passivi, quando i sintomi iniziavano, questo indicherebbe che si sospetta che tali composti siano responsabili dello scatenamento dei sintomi. Se le concentrazioni sono alte in modo continuo durante le letture passive, verosimilmente tali sostanze non sarebbero responsabili dei nuovi sintomi scatenati in quel preciso momento.
Ai soggetti è stato anche chiesto di prendere nota dei propri sintomi, delle loro attività e della loro collocazione nel momento in cui comparivano i sintomi di ipersensibilità. I luoghi comprendevano le visite ad un amico, una biblioteca, un negozio di moquette, un negozio di scarpe, una casa nuova e una camera non ventilata. Gli odori notati dai soggetti comprendevano odore del fumo di sigaretta, di un pesticida, di cucinato, di una fotocopiatrice, di un secchio della spazzatura in fiamme, di gas di scarico, di prodotti per capelli.
I 41 VOC oggetto della ricerca comprendevano: cloroformio, benzene, talnene, 1,2-dicloroetano, 1m2-dicloropropano, stirene, butil ed etil-acetato, o-xilene, pentedecano ed exano. I VOC sono stati estratti dal carbone con i netrosoni e sono stati analizzati con la spettrometria di massa al gas-cromotografo. I composti carbonilici comprendevano formaldeide, acetaldeide, acetone, toluene e limonene.
Secondo i risultati i livelli di toluene in 11 pazienti con MCS sotto reazione, variavano da 6.31 a 770 mg/m³, l’ecetaldeide in 6 pazienti variava da 6.16 a 30.7 ppm, i livelli di formaldeide in 8 pazienti variavano da 11.9 a 136 ppm, mentre il p-diclorobenzine in 5 pazienti variava da 67.5 a 314 mg/m³.
E’ difficile determinare le sostanze chimiche responsabili e le loro concentrazioni, che inducevano i sintomi in tutti i pazienti, perché le concentrazioni variavano da soggetto a soggetto. Uno ha subito un’esposizione a formaldeide a 61.22 ppb senza avere sintomi e un altro mostrava sintomi a 11.9 ppbm.
Il totale dei VOC (TVOC) è associato all’odore e alla sensazione pungente nel naso. Gli autori hanno ricercato una possibile relazione tra il TVOC e l’induzione dei sintomi della MCS. Non è stato possibile determinare se ci fosse un’associazione perché le concentrazioni di fondo del TVOC erano, in alcuni casi, più alte durante il campionamento passivo rispetto a quando iniziavano i sintomi nel campionamento attivo.
Le misurazioni delle concentrazioni prese con il campionamento attivo da una paziente (A1), durante la prima apparizione dei sintomi, indicava che 5 concentrazioni chimiche erano elevate, comprese 18.9 mg/m³ di limonene. Si ritenne che queste fossero responsabili dei suoi sintomi. Ciononostante, in un’altra occasione, le misurazioni passive del limonene erano di 331 mg/m³,ma lei non aveva alcun sintomo. Gli autori hanno concluso che nel primo esempio il limonene non era stato la causa dei sintomi.
E’ necessario tuttavia ripetere il monitoraggio per rintracciare le sostanze chimiche responsabili delle reazioni. Una limitazione di questa metodologia è che i livelli responsabili non possono essere determinati quando campionati con il metodo di campionamento attivo se sono al di sotto della soglia rintracciabile. Il “livello minimo di determinazione” delle concentrazioni è molto più basso della soglia olfattiva e inferiore al livello entro il quale pazienti senza MCS risentono dei sintomi della Sindrome dell’Edificio Malato.
Questo metodo di ricerca può funzionare come metodo di osservazione senza alcun peso per i soggetti con MCS e senza usare agenti che mascherano l’odore. Tuttavia, dopo l’identificazione delle sostanze chimiche responsabili, si dovrebbe eseguire un test di provocazione per dimostrare che le sostanze chimiche, a determinati livelli, sono responsabili delle reazioni di ipersensibilità.
L’articolo originale si può ordinare da www.ciin.org (order n.0112-SHIN-04-008)

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