Fibromialgia (FM): Diagnosi e Trattamento

0

MCS – America News, http://www.mcs-america.org, novembre 2008
Traduzione a cura di A.M.I.C.A.

Definizione
La fibromialgia è un processo patologico caratterizzato da un dolore cronico muscoloscheletrico diffuso, sonno non riposante, stanchezza, mal di testa, scarsa memoria, difficoltà di concentrazione, parestesia e un impedimento generale nelle funzioni sociali e lavorative (1, 3, 15, 16). La gravità del dolore è generalmente più costante delle altre forme di dolore e può comparire e andare via rapidamente, spostarsi a varie parti del corpo e peggiora al tatto. Per esempio, alcuni pazienti fibromialgici sentono il contatto con i propri abiti, soprattutto se stretti, come doloroso (1).

Incidenza
La fibromialgia è il secondo disturbo più osservato dai reumatologi, con un’incidenza sul 2% della popolazione negli Stati Uniti e l’1,4% in Francia. Sono colpite soprattutto le donne di mezza età con un’incidenza del 3,1% tra le donne e dello 0,5% tra gli uomini (1, 4). Uno studio islandese stima che la percentuale di bambini affetti da fibromialgia sia dell’1,2 – 6,2% (13).

La percentuale aumenta con l’età e la diagnosi è più comune nella popolazione dai 60 ai 79 anni (4). L’incidenza è maggiore nelle famiglie con parenti affetti da fibromialgia con un rischio 8,5 volte maggiore di sviluppare la malattia (2, 5, 6, 7).I membri della famiglia hanno più probabilità di ammalarsi di altre sindromi mialgiche e articolari rispetto agli altri non appartenenti alla famiglia, suggerendo una componente ambientale o genetica nella malattia (8).

Il dott. Koto e colleghi hanno usato un modello di equazione strutturale per sostenere il ruolo di fattori genetici, determinando così che queste influenze hanno un impatto modesto che spiega il 50% della variabilità totale nelle probabilità di sviluppare il dolore cronico diffuso (2, 11). Non è stato identificato, tuttavia, alcun gene particolare che porta alla malattia (2, 11).

Diagnosi
La diagnosi di fibromialgia si fa sulla base di criteri specifici dell’American College of Rheumatology e dopo l’esclusione di altre possibili condizioni. Prima di prendere in considerazione la fibromialgia si effettua un approfondito esame fisico e neurologico e l’esame della funzione tiroidea (15, 16).

La diagnosi si fa in presenza di dolore diffuso per un periodo di almeno tre mesi e:

1. in presenza di dolore in 11 dei 18 punti di dolore,
2. o in presenza almeno di 4 dei seguenti sintomi:
– stanchezza generalizzata
– mal di testa
– disturbi del sonno
– problemi neuropsichiatrici
– parestesie (NUMBNESS e/o TINGLING)
– sindrome dell’intestino irritabile

Co-morbidità
Ci sono patologie specifiche che si presentano insieme alla fibromialgia tra cui l’osteoartrite, patologie autoimmunitarie, lupus, sindrome da stanchezza cronica, emicrania, sindrome dell’intestino irritabile, disturbi del sonno, disturbi dell’umore, disturbi neuroendocrini e ipotiroidismo (11, 17).

Il dott Bennett e colleghi hanno condotto un sondaggio che mostrava la seguente percentuale di co-morbidità: (3, 9)
Dolore lombare 63%
Mal di testa ricorrenti 47%
Artrite 46%
Spasmi muscolari 46%
Problemi di equilibrio 45%
Sindrome dell’intestino irritabile 44%
Dolori diffusi 44%
Stanchezza cronica 40%
BLOATING 40%
Depressione 40%
Ansia 38%
Problemi sinusali 37%
Disturbi ai denti 32%
Sindrome delle gambe senza riposo 32%
Acufeni 30%
Dolore alla mascella 29%
Problemi alla vescica 26%
Rash cutanei 25%

All’esame fisico non è individuabile alcun cambiamento strutturale o infiammazione muscolare nonostante una soglia del dolore notevolmente diminuita e una sensibilizzazione periferica che indica cambiamenti nei percorsi metabolici del dolore con un aumento dei livelli di sostanza P e una disfunzione dell’asse pituitario ipotalamico surrenale (11, 17, 22, 23).

Eziologia (causa)
La causa della fibromialgia non è ancora compresa a pieno, sebbene potrebbe coinvolgere anomalie nel sistema sensoriale periferico e centrale, (23) che potrebbero essere scatenate da infezioni virali, dal morbo di Lime, dall’epatite e da cambiamenti ormonali ed endocrini, da farmaci, vaccini e da trauma fisico (8, 17, 18, 19, 20, 21, 24, 25, 26). La sensibilizzazione centrale porta a cambiamenti funzionali nel sistema nervoso centrale che abbassa la soglia del dolore, aumenta i campi recettivi nervosi e l’eccitabilità dei neuroni spirali (23). Una volta che avviene la sensibilizzazione centrale, serve solo un minimo imput per aumentare la risposta al dolore e mantenere lo stato di dolore cronico (23, 27, 28).

Spect scan
La medicina nucleare usa la tomografia computerizzata ad emissione singola di fotoni (spect) per eseguire scansioni di immagini del cervello (39). Questa tecnologia registra la funzione cerebrale attraverso la misurazione del flusso sanguigno (39). Nei pazienti fibromialgici tale flusso è alterato e maggiori sono le alterazioni nella perfusione, maggiore è la gravità dei sintomi. E’ stata sospettato un eccesso di perfusione nelle aree cerebrali coinvolte nella elaborazione della dimensione del dolore (40).

Uno studio basato sulla Spect ha esaminato un blocco della modulazione del dolore che lo diminuisce tramite la chetamina (41). Il flusso sanguigno cerebrale nell’area media del cervello mostrava un grande aumento dopo provocazione con chetamina ed era proporzionale ad una riduzione del dolore (41).

Un altro studio basato sulla Spect ha scoperto che giovani donne con fibromialgia mostravano un’assimilazione significativamente più alta in percentuale del nucleo condotto destro e sinistro (62). Esiste un’importante correlazione tra il flusso regionale cerebrale, l’intorpidimento mattutino e i disturbi del sonno (42).

C’era un aumento significativo nel flusso sanguigno cerebrale dei nuclei condotti, una riduzione dei Pons, dell’attività di regioni corticali e un aumento dei livelli di IL8 e Il2r. Tali scoperte erano più accentuate nei pazienti con percentuali inferiori di depressione (42).

Proteina Gi
La proteina Gi funziona meno del normale nella fibromialgia ed è inalterata nel dolore neuropatico, nell’artrite reumatoide e nella ostroartrite. I pazienti fibromialgici, peraltro, mostrano livelli basali di CAMP più alti rispetto al gruppo di controllo (38).

Neurotrasmettitori
Nel flusso cerebrospinale dei soggetti con fibromialgia sono stati scoperti livelli ridotti di dopamina, di norepinefrina e di serotonina (29). La dopamina è un importante trasmettitore (messaggero) che facilita alcune funzioni cerebrali critiche. Un disequilibrio dei livelli di dopamina può causare una disfunzione cerebrale e una malattia. Classificata come catecolamina, la dopamina migliora la conduzione nervosa, è un antidolorifico naturale e aiuta diminuire i disturbi del movimento come quelli osservati nel morbo di Parkinson.

Studi mostrano un’associazione tra fibromialgia e una disfunzione della neurotrasmissione dopaminica che produce un ridotto metabolismo della dopamina nell’ambito dell’origine nervosa del dolore (30, 31). Questo è stato dimostrato sia con la PET scan mentre il test di provocazione con buspirone ha dimostrato una risposta “aumento di prolattina” (30, 31).

Questi livelli ridotti producono una diminuzione della inibizione presinaptica della trasmissione del dolore nei neuroni afferenti primari (33). La serotonina svolge anche un ruolo importante in altri ambiti spesso alterati nella fibromialgia, tra cui la regolazione dell’umore, del sonno, e della percezione del dolore (34, 35).

La serotonina inibisce il rilascio della sostanza P e di altri neurotrasmettitori che elaborano il dolore (32). I livelli elevati di sostanza P cerebrospinale rilevata nei pazienti con fibromialgia possono essere correlati alla riduzione di serotonina (33, 34). I pazienti fibromialgici sentono la pressione e gli stimoli allo stesso livello dei gruppi di controllo (35, 36).

Fattori ambientali
Vari fattori di stress, come infezioni virali, trauma fisico e l’esercizio possono dare inizio e scatenare la fibromialgia (8, 37). Una malattia o un danno di origine ambientale possono danneggiare il sistema nervoso che rilascia la corticotrapina e che attiva il sistema nervoso simpatico e riduce la funzione immunitaria cellulare (8, 37). Nei pazienti con fibromialgia questo sistema funziona a livello poco ottimale, portando ad una risposta fisiologica aumentata (8, 37).

I fattori ambientali possono scatenare lo sviluppo di disturbi cronici del dolore negli individui con predisposizione genetica (44). L’intolleranza a certi alimenti e a certe sostanze e correlata alla fibromialgia (8). Queste intolleranze sono descritte meglio come ipersensibilità piuttosto che come reazioni allergiche Ige-mediate (8). I livelli sierici di glutatione e di catalasi erano significatamene più bassi nei soggetti con fibromialgia, una scoperta che era fortemente correlata all’intorpedimento del mattino (43). E’ stata scoperta, inoltre, una correlazione tra i livelli sierici di ossido nitrico e di dolore (43).

Condizioni che minano
Ci sono diverse condizioni che minano la fibromialgia e dovrebbero essere escluse e/o trattate (8). Queste comprendono l’ipotiroidismo, la poliomielite reumatica, i disturbi autoimmunitari, l’epatite c, l’apnea notturna, la malformazione di chiori e il morbo celiaco (8).

Per vedere la bibliografia scaricare l’articolo originale in inglese.

SECONDA PARTE: Trattamenti per la Fibromialgia

I farmaci da soli non hanno generalmente effetto per la Fibromialgia (1, 45) L’American Pain Society Fibromyalgia Panel raccomanda un approccio multidisciplinare (1, 45).

La Fibromialgia può essere trattata usando sia la medicina convenzionale che alternativa per migliorare i sintomi e generalmente è utile educare il paziente, fare esercizio fisico, fisioterapia, integratori e terapia farmacologia. La medicina convenzionale si basa sui trattamenti farmacologici per gestire i sintomi come dolore, fatica e problemi del sonno, mentre i trattamenti non farmacologici come l’esercizio fisico, possono essere d’aiuto nei miglioramenti funzionali (46).

I pazienti possono anche avere giovamento dall’assistenza sociale, dall’educazione riguardo la malattia, dai gruppi di supporto, dal miglioramento del sonno, dall’aiuto della famiglia, dal riposo, dall’adozione di uno stile di vita sano che eviti l’esposizione a sostanze chimiche (fragranze, pesticidi, ecc.) e il fumo di sigaretta e l’alcol (46).

Una osservazione ha mostrato che le modalità di trattamento più efficaci sono il riposo, farmaci contro il dolore, antidepressivi (da usare piuttosto che arrivare alla depressione), e l’ipnosi (3).

Alcuni trattamenti farmacologici che i medici possono prescrivere includono:

Analgesici
Gli analgesici possono essere prescritti per bloccare il glutammato e la sostanza P per diminuire il dolore.

Antidepressivi
Basse dosi di antidepressivi possono essere somministrati per migliorare il sonno e ridurre il dolore(4, 8, 47). I benefici degli antidepressivi nella FM non dipendono dal loro effetto antidepressivo (4, 47). Gli antidepressivi triciclici sono, tra quelli più studiati, quelli che è risultato essere in grado di migliorare i sintomi del dolore, dell’insonnia e la stanchezza in molti sperimentazioni controllate e randomizzate (8). Un esempio di alcuni antidepressivi includono amitriptyline, paroxetine, citalopram, fluoxetine, fluvoxamine, paroxedtine e sertraline (4, 47).

SSRI e SSNI
Selective Serotonin Reuptake Inhibitors (SSRI) e/o Selective Norepinephrine Reuptake Inhibitors (SSNI) possono essere efficaci per migliorare la forma e la funzione fisica, il dolore e la rigidità e il numero dei punti di dolore (8,45,47,48,49,50,51,52). Un esempio di alcuni di questi farmaci che sembrano aver l’effetto migliore sono duloxetine, milnacipran, fluoxetine e sertraline.

Iniezioni di Lidocaina/Idrocortisone
Lidocaina e/o Idrocortisone possono essere somministrati in caso di dolore persistente in una zona.

Anti-infiammatori non steroidei (NSAIDs)
NSAIDs si possono usare in alcuni casi per ridurre l’infiammazione, sebbene non siano spesso idonei a ridurre il dolore.

GABA
Gamma-aminobutyric acid (GABA), medicinali antiepilettici vengono usati comunemente per il trattamento del dolore cronico (53). Il Pregabalin è un acido gamma-aminobutyric (GABA) analogo che è approvato per il trattamento del dolore neurologico ed è dimostrato essere efficace nel ridurre significativamente il dolore, i disturbi del sonno, la fatica e la qualità della vita (54). Il Gabapentin è stato usato per trattare gli stati di dolore cronico (55).

I metodi senza medicinali per alleviare i sintomi comprendono il sonno regolare, stretching e esercizi fisici costanti, digitopressione, massaggi leggeri e integratori (4, 47). Gli esercizi di aerobica ad impatto lieve hanno dato risultati di una incrementata capacità funzionale (47, 56).

Terapia nutrizionale
La terapia nutrizionale e certi agenti che regolano l’abbassamento del circolo biochimico dell’ossido nitrico e del perossinitrito (NO/ONOO) è molto consigliata (57). Gli agenti sottoelencati sono indicati per l’abbassamento del circolo NO/ONOO e per ridurre i sintomi nella pratica clinica (57).
Inalazione per nebulizzazione di glutatione ridotto (solo RX)
Inalazione per nebulizzazione di Idrocobolamina (solo RX)
Tocoferoli naturali
Magnesio come malate
Quattro differenti risorse di flavonoidi:
estratti di Ginkgo Bilboa, estratti di Mirtillo, estratti di sylimarin e mora
Selenio come selenium grown Yeast
Coenzima Q10
Acido folico
Carotenoidi inclusi Lycopene, Luteina e Alfa-carotene
Acido Alfa-Lipoico
Zinco (dosi modeste)
Manganese (dosi modeste)
Rame (dosi modeste)
Vitamina B6 nella forma di Pyridoxal fosfato
Riboflavina 5’-Phosphate (FMN)
Beatine (Trimethilglycine)
Estratti di te verde
Acetil L-Carnitina

Si possono fare combinazioni diverse dei trattamenti sopra elencati per cercare di trovare quello più adatto al singolo paziente.

Bibliografia: Scaricare l’originale dall’inglese.

Share.

Leave A Reply