I cosmetici causano allergie alle vie aeree?

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Devinder Nohan Thappa
Our Toxic Times, dicembre 2006, pubblicazione del Chemical Injury Information Network http://www.ciin.org
Lettera all’editore, Journal of Cosmetic Dermatology, marzo 2006, 5 (1):76
Traduzione a cura di A.M.I.C.A.

I cosmetici sono una parte importante della nostra quotidianità e sono stati usati per anni. Molti di noi danno per scontati, mentre li usiamo, saponi, shampoo e dentifrici. Alcuni passano molto del proprio tempo e impegnano molta concentrazione e risorse nell’uso di cosmetici per migliorare il proprio aspetto fisico con trucchi, tinte per capelli e profumi. Fondamentalmente i cosmetici sono progettati per pulire, abbellire, alterare l’aspetto della pelle. L’attuale generazione “contraria all’invecchiamento” è determinata ad apparire giovane e sexy fino alla morte, fatto che ha portato all’incremento dell’uso di vari cosmetici (1). Oggi le reazioni ai cosmetici rappresentano una percentuale minore, ma significativa, di casi di dermatite da contatto (2). Circa il 10% della popolazione adulta potrebbe soffrire di reazioni avverse ai cosmetici (3). Tali reazioni cutanee sono varie e comprendono irritazioni oggettive, dermatite allergica da contatto, orticaria da contatto, depigmentazione, distrofia delle unghie, capelli spezzati e acne. Metà dei casi riportati di dermatite da contatto emergono sul volto, comprese le palpebre (le vie aeree non sono distanti) e l’80% riguardano le donne.

I tre maggiori allergeni sono i profumi, i conservanti e le tinture per i capelli (2). I prodotti per la cura della pelle e quelli per i capelli sono le cause più frequenti di dermatite da contatto scatenata da cosmetici. La domanda che ne viene è: i cosmetici causano allergie alle vie aeree? La risposta è sì. La sensibilizzazione ai profumi attraverso il contatto è una delle cause più comuni di allergia da contatto nella popolazione generale così come nei pazienti affetti da eczema (4). L’esposizione della pelle a fragranze, così come l’esposizione a composti volatili derivanti dai prodotti di largo consumo o da altre persone che indossano profumi, sono quotidiane; ciononostante, questi possono causare sintomi agli occhi e alle vie aeree. Gli individui che hanno allergie da contatto ai profumi e/o eczemi alle mani hanno, rispetto ai soggetti sani, sintomi agli occhi o alle vie aeree più frequenti e più severi dopo l’esposizione a prodotti profumati.

“Avere l’eczema alla mano ha l’impatto maggiore sull’incidenza di sintomi riportati agli occhi o alle vie aeree scatenati da prodotti profumati” è stato l’avviso dello studio pubblicato recentemente dal British Journal of Dermatology (4). E’ stato riportato che l’esposizione attraverso le vie aeree a potenti allergeni, tipo il conservante Kathon, può produrre, in pazienti sensibilizzati, reazioni sistemiche con eczema da contatto e sintomi respiratori immediati (5). Ciononostante, il meccanismo alla base di tali reazioni rimane non determinato.

Gli ingredienti delle fragranze causano reazioni immediate non immunologiche sulla pelle (6.7), ma nessun dato suggerisce che i sintomi siano correlati ad un’allergia da contatto. Elbering ed altri (4) hanno tuttavia dimostrato associazioni consistenti e significative tra l’allergia da contatto ai profumi, diagnosticate con i patch test, e i sintomi provocati dai prodotti profumati agli occhi e alle vie aeree. E’ stato riportato che i sintomi sono scatenati soprattutto entro secondi o minuti dopo l’esposizione ai prodotti profumati attraverso le vie aeree. I marker usati per la diagnosi dell’allergia da contatto ai profumi erano balsamo del Perù, cloroformio e un mix di fragranze composto da alfa-amil cinnamide aldeide, alcol cinnamico, eugenolo, geraniolo, idrossicitronella, isoeugenolo e fragranza di “quercia assoluta”.

Le esposizioni ad alta concentrazione di gas, vapori e fumi possono causare sintomi respiratori e broncocostrizione attraverso vari meccanismi patofisiologici (8,9). Ciò è stato scoperto nei lavoratori sottoposti ad alte esposizioni di polveri organiche e vernici, compreso il Welding. Gli impiegati di un salone di bellezza sono esposti periodicamente a varie sostanze chimiche, contenute negli oli per permanenti, nelle tinte e nelle lacche, che possono causare problemi respiratori (9).

In uno studio basato su questionari somministrati a parrucchieri di Bergen, in Norvegia, è stato scoperto che questi riportano significativamente più raffreddori, respiro corto, lacrimazione, naso chiuso o gocciolante – dovuti all’esposizione a tinte per capelli, oli per permanenti, polveri sbiancanti e altre sostanze usate nel salone – rispetto agli addetti che lavorano in ufficio (8). Alcune di queste sostanze sono considerate allergeni, altre irritanti e possono causare reazioni respiratorie acute a-specifiche subito dopo l’esposizione. I sali persolfati e le tinte per capelli, per esempio, sono stati associati ad asma cronica e ricorrente nei parrucchieri e nei lavoratori del settore chimico (8.9). Sperimentalmente le polveri sbiancanti inducono una iper-reattività delle vie aeree nei ratti dopo un’esposizione singola di breve tempo (4 ore) a concentrazioni di per solfati di circa 5-10 mg/mq (10).

I parrucchieri sono esposti a diversi agenti con effetti potenziali di irritazione e di sensibilizzazione (9). In uno studio clinico su parrucchieri, fu osservato che i decoloranti e gli spray per capelli erano i fattori scatenanti principali nell’aumentare i sintomi respiratori e fu ritenuto che il 90% delle patologie respiratorie occupazionali erano causate dai persolfati contenuti nei decoloranti (11). In uno studio nazionale svedese condotto su parrucchieri, fu correlato l’aumento del rischio di contrarre l’asma con l’esposizione a per solfati e possibilmente agli spray per capelli (9). Gli autori suggerirono, perciò, che dovrebbe esser presa in considerazione l’eziologia occupazionale nella diagnosi dell’asma ad un parrucchiere.

Al fine di superare il problema legato ai persolfati, è stato suggerito l’uso di preparazioni meno polverose o granulari. Potrebbe aiutare a risolvere il problema anche l’installazione di una ventilazione nelle aree dove si mescola la polvere sbiancante con il perossido di idrogeno e, più in generale, un miglioramento complessivo dei sistemi di ventilazione.

Per focalizzare il tema dell’allergie alle vie respiratorie come effetto dei cosmetici, soprattutto di profumi e prodotti profumati (lozioni per il corpo, agenti pulenti, saponi, deodoranti ambientali), così come di agenti decoloranti e spray per capelli ecc., si potrebbe adottare, oltre all’etichetta “ipoallergenico”, l’etichetta che spieghi se il prodotto è adatto agli asmatici o a chi è affetto da patologie alle vie aeree. Forse in futuro potremo adottare un test predittivo per scoprire il potenziale di ciascun cosmetico di produrre sintomi alle vie aeree e/o allergia prima che sia immesso nel mercato.

Bibliografia
1. Kligman A.M, Cosmetics – Dermatologist looks to the future promises and problems. Dermatol Clin 2000, 18 (1) – 699 – 799.
2. Maibach H. I., Engasser P.G., Dermatitis due to cosmetics. In: AA Fisher, Ed Contact Dermatitis, 3rd edn Philadelphia, Lea & Febiger; 1986: 368 – 93.
3. Rietschel R.L., Conde-Salazar L., Goossens A., Veien N.K., Atlas of Contact Dermatitis. London: Martin Dunitz; 1999: pp.185.
4. Elberling I., Linneberg A., Mosbech H. et al., A link between skin and airways regarding sensitivity to fragrance products? Br. J. Dermatol 2004; 151: 1197 – 203.
5. Bohn S., Niederer M., Brehm K. et al., Airborne contact dermatitis from methylchoroisothiazolinene in wall paint. Abolition of symptoms by chemical allergen inactivaction. Contact Dermatitis 2000; 42: 196 – 201.
6.Bhella M., Thami G.P., Acute orticaria due to dental eugenol. Allergy 2003; 58: 158.
7. Mathias C. G., Chappler R. R., Maibach H. I., Contact urticaria from cinnamic aldehyde. Arch Dermatol 1980; 116: 74 – 6.
8. Hollund B.E., Moen B.E., Lygre S.H. et al., Prevalence of airway symptoms among hairdressers in Bergen, Norway. Occup Environ Med 2001; 58:780 – 5.
9. Albin M., Rylander L., Mikoczy Z., Incidence of asthma in female Swedish hairdressers. Occup Environ Med. 2002; 59: 119 – 23.
10. Mensing T., Marek W., Raulf-Heimsoth M. et al., Acute exposure to hair bleach causes airway hyperresponsiveness in a rabbit model. Eur Respir J. 1998; 12: 1371 – 4.
11. Leino T., Tammilehto L., Hytonen M. et al. Occupational skin and respiratory diseases amongst hairdressers. Scand J Work Environ Health 1998: 24: 398–406.

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