I profumi e i prodotti profumati causano l’asma nei luoghi di lavoro

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Una recente ricerca pubblicata sul Journal of Asthma (marzo 2017) ha analizzato i casi di asma provocati dall’uso di profumi e di sostanze profumate nei luoghi di lavoro analizzando i dati di sorveglianza sanitaria dal 1993 al 2012 in California.

I composti chimici usati nelle profumazioni si trovano in un’ampia gamma di prodotti, dai profumi veri e propri, ai cosmetici, agli shampoo, alle saponette, ai detersivi e ammorbidenti per il bucato, alle creme per il corpo, ai prodotti per capelli come gel e lacche, fino ai veri e propri deodoranti ambientali che sono noti danni per le loro proprietà di inquinamento dell’aria negli ambienti chiusi.

I lavoratori possono essere esposti a numerosi di questi composti chimici direttamente, quando ci sono ci sono deodoranti ambientali, per esempio, oppure indirettamente per effetto dei prodotti profumati indossati dai colleghi.
Attraverso l’analisi dei dati del Programma di Sorveglianza dei Casi di Asma correlati ai luoghi di lavoro, i ricercatori hanno ricercato il numero di casi che hanno ricevuto una diagnosi di asma causata dall’uso di deodoranti ambientali e di prodotti personali profumati, come profumi, colonie, deodoranti, ecc. I risultati dell’analisi mostrano che il profumo rappresenta la nona esposizione identificata come causa di asma e che sono stati contati 270 casi che riportano attacchi di asma associati all’esposizione alle fragranze, che rappresentano il 3,8% di tutti i casi confermati. Tra questi casi 242 riguardavano reazioni al profumo o alle colonie, 32 riguardavano reazioni ai profumatori ambientali e 4 casi riguardavano reazioni ad entrambi.

I casi di asma associati all’esposizione a profumi si riscontravano soprattutto nei lavori di ufficio, dell’ambito sanitario e della formazione rispetto ai casi di asma non associati alle profumazioni. Dai dati emerge, inoltre, che tra i casi di asma associati alle profumazioni sono più prevalenti le donne con una percentuale significativa del 94% rispetto al 62% dei casi non legati ai profumi.

I ricercatori concludono che sono necessarie misure di prevenzione per tutelare la salute pubblica in ambito occupazionale attraverso l’educazione dei lavoratori, attraverso delle politiche di lavoro in cui sia ristretto l’uso del profumo, così come attraverso la progettazione di sistemi più efficienti di ventilazione dell’aria.
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