La risonanza magnetica funzionale è il test diagnostico per la elettrosensibilità

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Il Dott. Gunnar Heuser è un medico di fama internazionale di origini tedesche che vive in Canada che ha scritto numerosi libri e numerosi articoli scientifici. Noto per i suoi studi sulla neurotossicità, sulla Sensibilità Chimica Multipla e sull’impiego della camera iperbarica a media intensità, il Dott. Gunnar Heuser ha pubblicato il 5 luglio 2017  uno studio sulla elettrosensibilità sulla rivista scientifica “Review of Environmental Health”.

Il Dott. Heuser riferisce di aver visitato sempre più pazienti negli ultimi anni che riferiscono sintomi multipli dopo un’esposizione prolungata a campi elettromagnetici, come per esempio mal di testa, problemi cognitivi e di memoria, disorientamento intermittente e anche sensibilità alle esposizioni elettromagnetiche.
Dal momento che spesso questi pazienti vengono classificati erroneamente come psichiatrici, il Dott. Heuser ha ritenuto necessario effettuare una ricerca di un possibile test diagnostico specifico, ma spesso i test di laboratorio non riescono a trovare delle anomali in questi pazienti. Poiché si rifiutavano di esporsi alla radioattività, si è dovuta escludere la SPECT cerebrale e si è preferito sottoporli alla risonanza magnetica funzionale per ricercare dei segni di alterazioni. E’ stato usata la risonanza magnetica aperta a 3 Tesla “Siemens Verio”.
I risultati hanno mostrato che tutti e 10 i pazienti presentavano delle anomalie funzionale cerebrali, soprattutto una iperconnettività della parte anteriore dell’area medio orbito frontale, ma anche altre anomalie.
Alla luce di queste evidenze il Dott. Heuser ritiene che la risonanza magnetica funzionale possa essere considerato uno strumento valido per la diagnosi di pazienti che riportano sintomi di elettrosensibilità. Lo studio ha rivelato anche che diversi pazienti mostravano segni di trauma cranico e, in effetti, è emerso che molti dei pazienti osservati avevano una storia di truma cranico, a seguito del quale è insorta l’elettrosensibilità. Molti pazienti osservati avevano anche una storia di esposizione a sostanze chimiche potenzialmente neurotossiche, soprattutto la muffa. Sembra, quindi, che l’esposizione a sostanze chimiche neurotossiche e i trauma cranici possano rendere più vulnerabili all’insorgenza della elettrosensibiltà.

Fonte: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28678737
Il sito del Dott. Heuser è http://emfdoc.com/about.html
Il curriculum (in inglese) del Dott. Heuser è http://emfdoc.com/pp/cv.html

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