Manuale di autodifesa per elettrosensibili

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Recensione a cura di Francesca Romana Orlando del libro

“Manuale di autodifesa per elettrosensibili” di Maurizio Martucci, Edizioni Terra Nuova

L’elettrosensibilità è una patologia che comporta reazioni a vari organi quando ci si espone a campi elettromagnetici, di bassa o alta frequenza, per livelli normalmente considerati innocui per la popolazione generale. I sintomi sono molto vari, da mal di testa a eritemi, da insonnia a perdita della concentrazione. La condizione si sta diffondendo sempre più nei paesi industrializzati in corrispondenza con la diffusione delle tecnologie di comunicazione senza fili. 

In Italia non ci sono stime ufficiali del fenomeno e al momento il Sistema Sanitario Nazionale lo ignora, come se la rimozione collettiva del problema potesse in qualche modo risolverlo. Di fatto sta solo ritardando una presa d’atto e la messa in moto di azioni di politiche di prevenzione per il bene della salute pubblica.

Le statistiche di altri paesi fanno supporre che siano migliaia gli italiani elettrosensiblii, molti dei quali non consapevoli. Quanti di voi hanno mal di testa dopo aver usato il cellulare oppure percepiscono una stanchezza insolita o uno stato di confusione quando soggiornate in un luogo dove sia acceso un Wi-Fi? Se non si ha l’occasione di rendersi conto, spesso per caso, che in assenza di Wi-Fi quei sintomi scompaiono è difficile rendersi conto di essere elettrosensibili.

Secondo l’Istituto di Medicina Sociale e Preventiva dell’Università di Berna gli svizzeri elettrosensibili rappresentano il 3% della popolazione.  L’associazione britannica Powerwatch ritiene che il 3% degli inglesi sia affetto da elettrosensibilità, mentre in Svezia il fenomeno potrebbe raggiungere il 10%. Queste sono le statistiche riportate dal libro di Maurizio Martucci dal titolo “Manuale di autodifesa per elettrosensibili”.

Si tratta di un vero e proprio manuale che cerca di fare il punto su tutti i diversi aspetti della elettrosensibilità, a cominciare dalla considerazioni fondamentale che gli attuali limiti di esposizione per i campi elettromagnetici non sono sufficienti a tutelare la salute pubblica. Da almeno 10 anni la comunità degli scienziati indipendenti sta lanciando appelli per informare la popolazione e i governi dell’esistenza provata di numerosi effetti non termici, ovvero di effetti biologici di campi elettromagnetici deboli molto al di sotto degli attuali limiti di legge. Gli attuali standard di sicurezza, invece, tutelano la salute pubblica solo dagli effetti termici.

Si definiscono effetti “non termici” quelli che non hanno niente a che vedere con il fenomeno noto del riscaldamento della materia dovuto all’accelerazione delle molecole che, sottoposti a campo elettromagnetico producono energia cinetica e quindi un riscaldamento. Questi effetti sono biologici avvengono per l’interazione tra il campo elettromagnetico esterno e quello proprio della materia vivente. Le cellule e gli organi, infatti, non sono semplici conglomerati di proteine informi, ma sono vivi proprio perché funzionano tramite una energia interna che viene alterata dai campi elettromagnetici artificiali, come cellari, Wi-Fi, tablet, ecc.

Si può concludere, quindi, che tutti gli esseri viventi sono “elettrosensibili” perché funzionano elettromagneticamente ed è del tutto naturale che rispondano alla sollecitazione di campi elettromagnetici esterni.

Il libro di Martucci elenca i meccanismi d’azione più noti di questa interazione tra campi elettromagnetici artificiali e sistemi viventi, come per esempio l’aumento dell’ingresso del calcio intracellulare studiato dal Prof. Martin L. Pall, professore emerito dell’Università di Washington, gli effetti sui radicali liberi studiati dall’equipe della Dott.ssa Chiara De Luca (ex IDI), le alterazioni della cinetica enzimatica trovate dal Prof. Mario Barteri dell’Università di Roma e dal Dott. Fiorenzo Marinelli del CNR di Bologna, la riduzione dei livelli di alfa-amilasi trovate dall’Istituto Nazionale di Rischi Ambientali e Industriali di Verneuil in Francia e molti altri.

Per spiegare concretamente come si manifesti l’elettrosensibilità Martucci riporta numerose testimonianze di persone che  ne sono affette, dimostrando che questa condizione può colpire soggetti di ogni sesso, età, classe sociale e di ogni ambito. Purtroppo in alcuni casi i livelli di elettrosensibilità sono tali da risultare insopportabili e c’è chi preferisce togliersi la vita che continuare a soffrire o a cercare di sfuggire alle radiazioni. Chi non conosce il fenomeno non può rendersi conto di quanto sia difficile trovare un luogo libero da campi elettromagnetici dove la persona elettrosensibile possa sentirsi bene. E’ come essere allergici al polline ed essere costretti a vivere in un negozio di fiori.

Martucci riporta i casi di persone che si sono tolte la vita. Non sono persone esaltate o disturbate, ma solo persone esasperate perché prive di qualsiasi aiuto sanitario e sociale. Una quindicenne inglese si è tolta la vita perché non riusciva più a sopportare il Wi-Fi presente a scuola. Una signora di Pistoia, portatrice di protesi metalliche e quindi particolarmente sensibile, si è tolta la vita perché stanca dei continui dolori e delle difficoltà insormontabili che riscontrava nel cercare una nuova abitazione. Ero in contatto con lei poco prima che si togliesse la vita e ho avuto modo di apprezzare per la sua grande umanità, sensibilità e la sua intelligenza. Era una persona perfettamente sana di mente, con tanta voglia di vivere, ma consumata dalla sofferenza.

Il quadro del fenomeno è piuttosto avvilente non solo per questi casi estremi, ma anche perché, a fronte di un aumento sconsiderato di tecnologie che usano la radiofrequenza, come l’imminente lancio del 5G, la ricerca scientifica, invece, dimostra che questi campi elettromagnetici sono tutt’altro che sicuri per la salute umana. Ci si trova di fronte allo stesso conflitto che abbiamo vissuto trent’anni fa con l’industria del tabacco, quando tutti sapevano che il tabacco faceva male, ma l’industria minimizzava il rischio per continuare a vendere a prendere tempo (perché il tempo nel business è denaro).

Chi si ammala di elettrosensibilità, però, non trova assistenza né medico di base, né negli ospedali e spesso deve lasciare il proprio lavoro e persino la propria abitazione per sopravvivere. Il manuale di autodifesa di Martucci cerca di dare risposte concrete ai malati, sulla base delle esperienze, del buon senso e delle buone pratiche, senza avere la pretesa di fornire consigli medici.

In assenza di protocolli standardizzati e consolidati per la diagnosi e per le terapie, la prima arma per risolvere un problema è senza dubbio l’informazione e questo libro contribuisce a trovare delle risposte sulla elettrosensibilità e ad individuare delle linee di ricerca da approfondire.

 

L’autore. Maurizio Martucci nasce a Roma nel 1973. Sposato e felicemente padre di due figlie vive in campagna con la famiglia, nutrendosi esclusivamente di alimenti vegani e biologici. Cultore di discipline olistiche e tradizioni millenarie, pratica Kundalini Yoga unito al sentiero spirituale dei popoli nativi, in simbiosi con la natura. Dal 2012 collabora a Il Fatto Quotidiano con un blog in cui affronta il problema dell’elettrosmog. Nel 2017 è ideatore di Oasi sana, sito di informazione libera, eventi e residenziali disintossicanti anche per malati di elettrosensibilità.

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