Perché il mercurio non ha posto nell’odontoiatria del XXI secolo

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L’amalgama è il più costoso materiale per otturazioni dentali quando si comprendono anche i costi ambientali

  • Secondo il Programma Ambientale delle Nazioni Unite, l’uso di otturazioni in amalgama rappresenta un consumo globale di mercurio di circa 313-411 tonnellate l’anno, cioè è uno dei maggiori impieghi di mercurio nel mondo.[1]  La maggior parte di questo mercurio dentale non può essere trattenuto dai separatori. Lascia lo studio dei dentisti, entra nell’aria, nell’acqua e nel suolo attraverso numerosi percorsi.[2]
  • Il nuovo rapport economico I Costi Reali del Mercurio Dentale conferma che, una volta presi in considerazione questi costi, l’amalgama è di gran lunga il più costoso materiale per otturazioni rispetto alle altre alternative più responsabili dal punto di vista ambientale.[3]
  • Questi costi ambientali esternalizzati non vengono pagati dai dentisti che usano l’amalgama, ma dalla comunità interessata, cioé da chi paga le tasse, dai pescatori, dagli agricoltori, dalle donne in gravidanza, dagli addetti alle onoranze funebri, dai proprietari degli studi odontoiatrici, dagli impiegati del settore turistico, dai dentisti responsabili dal punto di vista ambientale che non usano mercurio, da chi paga il canone idrico, dalla natura, dai lavoratori del settore odontoiatrico, dai consumatori, dai bambini e dalle loro famiglie.

 

L’amalgama è un materiale “primitivo” del XXI secolo che danneggia la struttura del dente

  • Il posizionamento di otturazioni in amalgama danneggia la salute del dente, indebolisce la struttura e può fratturare il dente, tutto ciò può portare all’impiego di ulteriori lavori odontoiatrici più costosi nel futuro.
  • Il rapporto del 2011 dell’Organizzazione Mondiale della Sanità Future Use of Material for Dental Restoration stabilisce che, “Le resine adesive [come i compositi]permettono una minore distruzione del dente e, di conseguenza, una più lunga sopravvivenza dello stesso. Le agenzie pubbliche dovrebbero prendere l’iniziativa ed incoraggiare la sostituzione dell’amalgama con materiali di scelta per i denti posteriori.”[4]

Esisono alternative all’amalgama senza mercurio, efficaci e a buon prezzo

  • Sono oggi largamente disponibili delle alternative all’amalgama prive di mercurio e sono così efficaci che l’uso dell’amalgama sta rapidamente diminuendo nel mondo.  Per esempio, l’amalgama rappresenta solo meno del 4% dei restauri in Giappone,[5] meno del 10% in Olanda[6] e in Svizzera,[7] del 10% in Mongolia, del 20% in Singapore e in Vietnam.[8]  Alcuni paesi come la Svezia[9] e la Norvegia [10] hanno virtualmente messo al bando l’amalgama del tutto.
  • Anche se non si considerano i costi ambientali dell’amalgama, ci sono molte alternative economiche. Per esempio, il trattamento restaurativo traumatico (ART) costa solo la metà dell’amalgama[11] e le piccole otturazioni in composito sono paragonabili a piccole otturazioni in amalgama in molti luoghi.

L’uso dell’amalgama è stato già limitato per i bambini in molte nazioni

  •  Una delle iniziative intraprese da alcuni governi per diminuire l’uso di amalgama è ridurre l’uso nei bambini e nelle donne in gravidanza. Per esempio il Canada, l’Italia, la Germania e l’Australia hanno adottato misure per scoraggiare l’uso di amalgama nei bambini.
  • Ci sono alternative disponibili per i denti dei bambini. Come sottolineato nella relazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, “Materiali da restauro alternativi di qualità sufficiente sono disponibili per l’uso nella dentizione decidua dei bambini.”[12]  A differenza dei denti permanenti, i denti primari dei bambini cadono e vengono sostituiti da denti definitivi. Di conseguenza, essi non richiedono otturazioni che durano a lungo.[13] Ad esempio, il ricercatore Dr. Prathip Phantumvanit dice: “crediamo che l’ART sarà un’alternativa al restauro in amalgama in particolare nei denti decidui, la cui vita dura meno di dieci anni.”[14]

[2] See Mercury Policy Project, Facing Up to the Hazards of Mercury Tooth Fillings: A Report to the U.S. House of Representatives Government Oversight Subcommittee on Domestic Policy (8 July 2008).

[4] World Health Organization, Future Use of Materials for Dental Restoration (2011), http://www.who.int/oral_health/publications/dental_material_2011.pdf, p.16

[5] Bio Intelligence Service/European Commission, Review of the Community Strategy Concerning Mercury (p.213-14), 4 October 2010,

[6] World Health Organization, Future Use of Materials for Dental Restoration (2011), http://www.who.int/oral_health/publications/dental_material_2011.pdf,p.21

[7]Letter, Federal Office for the Environment to Francesca Romana Orlando (8 August 2011), http://www.toxicteeth.org/SVIZZERA.pdf.

[8] World Health Organization, Future Use of Materials for Dental Restoration (2011), http://www.who.int/oral_health/publications/dental_material_2011.pdf, p.21, 23

[9] World Health Organization, Future Use of Materials for Dental Restoration (2011), http://www.who.int/oral_health/publications/dental_material_2011.pdf, p.21

[10] World Health Organization, Future Use of Materials for Dental Restoration (2011), http://www.who.int/oral_health/publications/dental_material_2011.pdf, p.21

[11] Pan American Health Organization, Oral Health of Low Income Children: Procedures for Atraumatic Restorative Treatment (PRAT) (2006), http://new.paho.org/hq/dmdocuments/2009/OH_top_PT_low06.pdf

[12] World Health Organization, Future Use of Materials for Dental Restoration (2011), http://www.who.int/oral_health/publications/dental_material_2011.pdf, p.35

[13] Manual for the Atraumatic Restorative Treatment Approach to Control Dental Caries, http://www.dentaid.org/data/dentaid/downloads/ART_Manual_English.pdf

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