Rischi legati ai detersivi

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UCBerkley News,
22 maggio 2006 Our Toxic Times,
novembre 2006, pubblicazione del Chemical Injury Information Network-www.ciin.org
Traduzione a cura di A.M.I.C.A. – http://www.infoamica.it

Secondo un nuovo studio condotto da ricercatori dell’Università della California, Berkley e del Laboratorio Nazionale Lawrence Berkley, quando usati negli interni, a certe condizioni, molti detersivi e deodoranti ambientali emettono inquinanti tossici a livelli che possono portare a rischi per la salute. I livelli di esposizione di alcuni inquinanti – e dei prodotti inquinanti secondari che si formano a contatto con l’ozono – possono superare la soglia delle linee guida quando si pulisce un’ampia superficie in una stanza piccola o quando i prodotti sono usati regolarmente, producendo un’esposizione cronica.

Lo studio è il primo a misurare le emissioni e le concentrazioni dei composti tossici primari e secondari, generati da questi prodotti nelle tipiche condizioni d’uso, ed esamina i rischi potenziali dell’uso minimo, eppure rilevante, di una gamma di prodotti progettati per la casa. “Ci siamo concentrati molto negli ultimi decenni sul controllo delle grandi fonti inquinanti e sulle sostanze contenute nei prodotti di largo consumo che contribuivano alla formazione dell’ozono all’esterno. Ora, invece, abbiamo imparato a porre attenzione ad altre fonti inquinanti che sono sotto al nostro naso”, ha dichiarato il professore di ingegneria ambientale dell’Università di Berkley, nonché direttore dello studio, William Nazaroff.

Per portare a termine il proprio mandato di protezione della salute pubblica, negli ultimi 10 anni il Reparto delle Risorse dell’Aria della California (ARB) ha sviluppato e implementato dei programmi legislativi per ridurre l’inquinamento atmosferico nello Stato. Tali leggi comprendono anche le emissioni dei composti organici volatili (VOC) derivanti dai prodotti di largo consumo usati nelle case e negli uffici pubblici.

Diversi anni fa, quando alcuni nuovi studi sollevarono la preoccupazione che i prodotti d’uso comune potessero contribuire ai livelli di inquinamento interno (in modi che non furono completamente compresi), la ARB ha commissionato al prof. Nazaroff e al suo team uno studio del problema. Dopo 4 anni lo studio e il rapporto di 330 pagine, dal titolo “Chimica dell’Aria Interna: Agenti Pulenti, Ozono e Inquinanti Tossici per l’Aria” è stato pubblicato on-line il 10 maggio 2006.

La ARB ha chiesto al prof. Nazaroff e al suo gruppo di concentrare il loro lavoro in due settori:

1) ricerca sui contaminanti tossici nell’aria dei detersivi per la casa e nei deodoranti ambientali, in particolare su una classe di sostanze conosciute come eteri glicolici a base di etilene;

2) esame delle reazioni chimiche che avvengono quando tali prodotti sono usati all’interno – soprattutto quelli che contengono alcune sostanze chiamate “terpeni”.

Gli eteri glicolici a base di etilene sono solventi comuni e solubili in acqua che sono usati in un’ampia gamma di detersivi, vernici al lattice e altri prodotti. Questi sono classificati come pericolosi contaminanti per l’aria in base agli Emendamenti della legge sull’Aria Pulita del 1990 dell’Agenzia Statunitense per la Protezione Ambientale e come inquinanti tossici dall’ARB della California. Il loro grado di tossicità dipende dalla loro struttura chimica.

I terpeni sono una classe di sostanze chimiche presenti negli oli di pino, di limone o d’arancia che sono usati in molti prodotti di largo consumo o come solventi o come fragranze per dare una profumazione. Sebbene i terpeni di per sé non siano considerati tossici, alcuni studi recenti hanno dimostrato che questi possono reagire con l’ozono e produrre alcuni composti tossici. (L’ozono, che è una componente primaria dello smog, entra negli ambienti interni attraverso l’infiltrazione dell’aria esterna, ma è prodotto anche da alcune macchine stampanti e fotocopiatrici e da alcune apparecchiature vendute come “purificatori per l’aria” che emettono volontariamente ozono negli ambienti interni).

L’obiettivo principale del gruppo di ricercatori era determinare quali prodotti per le pulizie contenessero terpeni ed eteri glicolici e in quale quantità. I ricercatori hanno compilato una lista di detergenti e di deodoranti ambientali disponibili in una delle cinque catene di grandi magazzini della California del Nord e hanno esaminato i livelli, nonché le avvertenze (per esempio la scritta “al profumo di pino”) e le schede di prodotto disponibili per ciascun prodotto.

Sulla base di queste informazioni hanno selezionato i 21 prodotti con la maggiore probabilità di contenere quantità significative di terpeni e di eteri glicolici a base di etilene: quattro deodoranti ambientali e 17 detersivi, tra cui almeno un disinfettante, uno sgrassatore universale, un detergente universale, uno per il legno, uno per la cura dei mobili, uno smacchiatore e solventi multiuso.

Un’analisi completa di questi 21 prodotti ha rivelato che:

  • 12 contenevano terpeni e altri composti che reagiscono con l’ozono a livelli che variavano da 0.2 a 26% delle masse.
  • 6 contenevano livelli di eteri glicolici a base di etilene tra lo 0.8 e il 9.6% delle masse.
  • Dei 4 deodoranti ambientali analizzati 3 contenevano quantità sostanziali di terpeni (9-14% delle masse).

Quando i ricercatori hanno testato i prodotti contenenti terpeni per la presenza di ozono, hanno scoperto che le reazioni producevano particelle molto piccole (con proprietà simili a quelle riscontrate nello smog e nel HAZE), altri prodotti dell’ossidazione e formaldeide, una sostanza irritante per le vie respiratorie che è classificata come cancerogena del gruppo 1 (tale identificazione dell’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro è riservata alle sostanze per le quali c’è un’evidenza sufficiente per concludere che causa il cancro negli esseri umani). La quantità di terpeni che erano convertiti in questi inquinanti dipendeva dalle quantità di ozono presente.

Dopo aver completato le loro analisi chimiche, i ricercatori hanno condotto una serie di 18 esperimenti per determinare i livelli di esposizione a cui le persone possano essere soggette quando usano i prodotti in uno spazio confinato. I test sono stati condotti in una stanza di circa 7 mq con una ventilazione normale poi ad un ricambio d’aria ogni due ore. In alcuni test sui prodotti contenenti terpeni, è stato introdotto dell’ozono nella stanza a livelli pari a quelli presenti nelle case e negli uffici.

I prodotti sono stati usati in modi diversi secondo le istruzioni sull’etichetta: alcuni sono stati diluiti e altri no. In alcuni test sono stati lasciati nella stanza i tovaglioli di carta o le spugne usati per pulire. In altri sono stati rimossi subito.

I test hanno prodotto vari risultati: alcuni rassicuranti, altri che destano preoccupazione.

La buona notizia riportata dai ricercatori è che, quando le persone usano i prodotti nelle circostanze ordinarie, la loro esposizione agli eteri glicolici a base di etilene, a formaldeide e a particolato non raggiunge la soglia delle linee guida, cioè quelle stabilite dalle agenzie governative come livello massimo di esposizione in condizioni di sicurezza. Tuttavia, gli autori hanno sottolineato che, poiché la formaldeide è rilasciata anche da altre fonti, come truciolato e compensato presente nella maggior parte degli edifici, qualsiasi aumento nelle emissioni di formaldeide non è desiderabile.

In diversi scenari di utilizzo i test hanno mostrato che le persone possono essere esposte a livelli potenzialmente pericolosi di inquinanti tossici. Gli scenari comprendevano:

  • Pulire un bagno piccolo moderatamente ventilato. Calcolando le emissioni di un prodotto contenente eteri glicolici, il gruppo di ricerca ha scoperto che una persona che passasse 15 minuti a pulire la doccia in cima ad una scala poteva inalare tre volte la quantità del “limite massimo di esposizione acuta per un’ora” per tale composto secondo l’Ufficio della California la Valutazione del Pericolo Sanitario Ambientale.
  • Deodoranti ambientali e ozono nella cameretta del bambino. Tale scenario si presenta quando le persone usano contemporaneamente nella stanza sia deodoranti ambientali che apparecchiature che producono ozono. Questo potrebbe portare ad esposizioni di formaldeide che sono il 25% più alte del valore soglia della California. Poiché potrebbero essere presenti nella stanza altre fonti di formaldeide, l’esposizione a tale sostanza potrebbe essere di fatto maggiore.
  • Pulire quando i livelli esterni di ozono sono alti. Tale scenario simula un appartamento della California del Sud in un giorno in cui la concentrazione di ozono a metà pomeriggio è alta. Una persona che restasse in una cucina per due ore, successive all’impiego di una quantità moderata di uno dei prodotti contenenti terpeni, respirerebbe circa ¼ del valore giornaliero limite per il particolato.
  • Pulizie di più case da parte di personale addetto alle pulizie. Secondo questo scenario una persona che pulisse quattro case al giorno, per cinque giorni a settimana, 50 settimane all’anno, inalerebbe 80 microgrammi al giorno di formaldeide, il doppio del valore limite 65 stabilito dalla Proposition della California. L’inalazione di particolato durante le ore passate a svolgere le pulizie, inoltre, supererebbero i livelli di sicurezza federali relativi ad un intero anno. Tali quantità si aggiungano alla formaldeide e al particolato a cui la persona sarebbe esposta a causa di tutte le altre fonti e attività durante l’anno.

Il messaggio da trarre da questi studi, secondo Nazaroff, è che ognuno – soprattutto chi lavora nelle pulizie – dovrebbe essere cauto riguardo l’abuso di prodotti contenenti alti livelli di eteri glicolici a base di etilene e di terpeni. Le stanze dovrebbero essere ventilate durante e dopo le pulizie, alcuni prodotti dovrebbero essere usati diluiti piuttosto che a piena concentrazione e le spugne dovrebbero essere rimosse dalle stanze una volta finite le pulizie. Le persone dovrebbero, inoltre, evitare l’uso di generatori di ozono o di ionizzatori, soprattutto nella stessa stanza dove siano stati usati deodoranti ambientali o detersivi contenenti terpeni (profumi).

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