Roma contro l’elettrosmog

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Il Coordinamento dei Comitati Romani contro l’Elettrosmog che raggruppa numerosi comitati, associazioni e movimenti del territorio romano, che da anni si battono per accrescere la sensibilità delle istituzioni nei confronti dell’inquinamento elettromagnetico e delle sue fonti.

E’ nato ufficialmente l’11 aprile 2003, nell’ambito di una affollata Assemblea pubblica cittadina, sotto la spinta di una crescente emergenza, determinata dall’espandersi del fenomeno di proliferazione incontrollata delle fonti di inquinamento elettromagnetico nella Capitale.

Obiettivi

Il Coordinamento con la propria azione intende incidere ad assicurare la tutela della salute e dell’ambiente, sollecitando le istituzioni nella ricerca e l’adozione di forme di minimizzazione del rischio nei confronti delle innovazioni tecnologiche ritenute potenzialmente nocive nonché invadenti sotto il profilo paesaggistico ed urbanistico.

Realtà aderenti al Coordinamento romano

Comitato Cinecittà Est
Comitato Nuovo Trastevere
Coordinamento Comitati V° Municipio
Comitato Nuova Tor Vergata
Comitato Torrevecchia
CSPL Longarina
Comitato Via Fani
Comitato Monteverde Nuovo
Associazione Cittadini Castro Pretorio-Sallustiano
Comitato EsquilinoSenzaElettrosmog

Le richieste del coordinamento

Al fine di dare concreto avvio ad un confronto serio e costruttivo, con l’Assessorato alle Politiche di attuazione degli strumenti urbanistici e con il Sindaco del Comune di Roma, da cui possa evincersi inequivocabile la volontà dell’Amministrazione Comunale di voler fornire risposte certe ai problemi sollevati, vengono ribaditi di seguito i punti qualificanti, costituenti, fra l’altro, il contenuto dell’atto consiliare, di irrinunciabile interesse per questo Coordinamento, la cui azione deve essere orientata verso due principali obiettivi:

interventi di risanamento e bonifica delle situazioni di illegalità, abusivismo e di rischio rispetto alle infrastrutture di telecomunicazione e di rete elettrica esistenti nel territorio comunale;
pianificazione dei nuovi impianti, affidata a regole e criteri capaci di acquisire i principi di partecipazione e decentramento.
E’, infatti, opinione di questo Coordinamento che solo rivisitando le situazioni del passato, da cui è scaturito il fenomeno di proliferazione selvaggia delle infrastrutture di telecomunicazione, è possibile accedere con serietà e razionalità alla pianificazione controllata di una rete, capace di coniugare le crescenti esigenze dello sviluppo tecnologico con le preminenti (e preesistenti) garanzie di tutela della salute e dignità del cittadino.

Punti qualificanti (o piattaforma rivendicativa)

A. avvio di un programma di revisione e risanamento delle infrastrutture ritenute a rischio, in regime di illegalità e/o abusivismo in tutto il territorio comunale, con particolare riferimento a:

elettrodotti, (interramento e/o rilocalizzazione in aree non urbanizzate);
bonifica e rilocalizzazione degli impianti di teleradiodiffusione ubicati a Monte Mario (via Cadlolo);
rilancio delle iniziative rivolte a definire la vicenda della discarica elettromagnetica di Cesano (Radio Vaticana), attivazione delle procedure di cautela e monitoraggio necessarie, in relazione all’esito delle indagini epidemiologiche e contestuale apertura di un tavolo per la delocalizzazione degli impianti;
Stazioni Radio Base ritenute incompatibili, in quanto installate in regime di irregolarità, illegalità ed abusivismo, di cui si chiede la dismissione e/o la rilocalizzazione;
B. predisposizione di un vero e proprio ‘Piano Regolatore’ degli impianti di telecomunicazione, ispirato a criteri di partecipazione sociale;

C. affidamento ad un Delegato del Sindaco di tutte le questioni connesse all’inquinamento elettromagnetico;

D. decentramento ai Municipi delle competenze autorizzatorie in materie di infrastrutture di telecomunicazione;

E. rafforzamento del principio di informazione e partecipazione dei cittadini alle iniziative di monitoraggio e pianificazione;

F. affidamento degli interventi di monitoraggio e pianificazione delle infrastrutture di telecomunicazione nel territorio a soggetti e/o enti qualificati nonché indipendenti per funzione e ruolo, anche in alternativa agli organismi attualmente preposti;

G. istituzione di un gruppo interassessorile (Lavori Pubblici, Ambiente, Sanità) in materia di controllo dell’inquinamento elettromagnetico.

Riferimenti ed azioni auspicate
Al fine di poter dare concreta attuazione ai punti sopra riportati, è opportuno che l’Amministrazione Comunale affidi la propria azione ad alcuni modelli di riferimento europei nonchè persegua comportamenti coerenti con l’adozione di principi precauzionali.

In particolare, è opportuno che il Comune di Roma:

  • effettui una comparazione tra il protocollo d’intesa siglato con i gestori nell’aprile 2002 (rimasto sostanzialmente disatteso) e quello sottoscritto dal Sindaco di Parigi lo scorso anno, attraverso cui è dato registrare:
  • una maggiore articolazione nella pianificazione e programmazione della politica gestionale (decentramento ai Municipi delle procedure autorizzatorie);
    un diverso approccio del monitoraggio e degli oneri connessi (a carico dei gestori a Parigi, dei contribuenti a Roma);
  • un differente modo di gestire l’informazione alla cittadinanza (il Comune di Parigi si pone quale referente e garante delle esigenze espresse dalla popolazione);
  • un approccio che ha consentito al Comune di Parigi di garantire la copertura della rete di infrastrutture e contestualmente realizzare l’obiettivo della minimizzazione dei rischi di esposizione attraverso il ricorso a soglie di rispetto precauzionali;
  • revochi l’attuale Protocollo d’Intesa Anci – Ministero delle Comunicazioni, basato su premesse normative inaccettabili per una amministrazione locale sensibile alla tutela preventiva dei cittadini;
  • adotti appositi accorgimenti tecnici (scatole nere), idonei ad interrompere le radiocomunicazioni in caso di sforamento della c.d. soglia di rispetto;
  • attui una seria politica di minimizzazione del rischio attraverso la verifica delle opportunità di interramento e/o delocalizzazione degli elettrodotti attualmente collocati in zone densamente abitate;
  • predisponga gli atti necessari per l’intervento “ad adiuvandum” del Comune di Roma nel giudizio dinanzi alla Corte Costituzionale contro il D. Lgs. “Codice delle Comunicazioni elettroniche”;
  • promuova nuove indagini epidemiologiche nelle aree giudicate più a rischio.

Referente del Coordinamento: Dott. Giuseppe Teodoro

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