Sensibilità Chimica Multipla. Il ruolo dell’ambiente e dell’epigenetica

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Il 13 Marzo 2019 si è tenuto a Palazzo Giustiniani del Senato, a Roma, il convegno dal titolo “Sensibilità Chimica Multipla. Il ruolo dell’ambiente e dell’epigenetica”, per fare il punto su questa malattia emergente nei paesi industrializzati.

L’evento è organizzato per iniziativa della Sen. Anna Maria Bernini  e da tre associazioni che sono impegnate per il riconoscimento della Sensibilità Chimica Multipla (MCS).

La Sensibilità Chimica Multipla (MCS) è una patologia cronica caratterizzata dalla reattività a sostanze chimiche per livelli di esposizione normalmente tollerati dalla popolazione in generale. Secondo i dati internazionali, la malattia colpisce nei paesi industrializzati circa il 10-15 % della popolazione in modo lieve, con intolleranze a prodotti d’uso comune o farmaci, e circa l’1,5 % della popolazione in modo invalidante tanto da impedire a chi ne è affetto di svolgere una vita sociale e lavorativa attiva.

La ricerca scientifica ha identificato sette classi di sostanze tossiche correlate all’innesco della malattia, tra cui pesticidi, solventi, monossido di carbonio e mercurio. Le caratteristiche cliniche assomigliano a quelle di una comune allergia, con problemi respiratori, rinite cronica e congestione, ma comporta anche problemi neurologici, come emicrania, insonnia e problemi di contrazione, e deficit ad altri sistemi d’organo.

Al convegno sono intervenuti sia esperti di salute ambientale sia ricercatori che hanno pubblicato studi sulla MCS.

La Prof.ssa Daniela Caccamo, biologa dell’Università di Messina, è coautrice di alcuni studi che hanno identificato alcuni marcatori dello stress ossidativo e della infiammazione cronica prevalenti nei casi di MCS rispetto ai controlli, e ha trovato anche una prevalenza di polimorfismi genetici che sembrano predisporre alla malattia.

 

 

 

 

Il Prof. Marco Alessandrini dell’Università Tor Vergata di Roma ha presentato gli aspetti neurologici e sensoriali della malattia e le sue ricerche che hanno trovato un’alterazione della perfusione cerebrale nelle strutture deputate al processo dello stimolo olfattivo nei pazienti con MCS rispetto ai controlli.

Il Dott. Andrea Cormano, che ha collaborato per alcuni anni con il compianto prof. Giuseppe Genovesi dell’Università di Roma La Sapienza, ha presentato i dati epidemiologici raccolti con il professore quando era Responsabile del Centro Malattie Rare della Regione Lazio al Policlinico Umberto I.

 

Il Prof. Maurizio Simmaco dell’Ospedale Sant’Andrea di Roma, che ha realizzato per conto del Ministero della Salute una ricerca pilota su protocolli di diagnosi e terapie per MCS nel 2015, ha parlato della possibilità di sviluppare, attraverso lo studio dei polimorfismi genetici, una “medicina personalizzata” per i pazienti con MCS.

 

 

 

 

Il Dott. Fiorenzo Marinelli, già ricercatore dell’Istituto di Genetica Molecolare del CNR di Bologna, attualmente collaboratore del Centro per la Ricerca per lo Sviluppo Sostenibile (CIRPS) dell’Università La Sapienza di Roma, ha approfondito gli effetti biologici dei campi elettromagnetici di Wi-Fi e cellulari sulla capacità di metabolizzare le sostanze chimiche e sull’attivazione di sintomi dovuti agli effetti non termici dei campi elettromagnetici che avvengono per livelli di esposizione molto deboli, al di sotto degli attuali limiti di legge.

 

 

Il Prof. Mario Barteri, già docente di Chimica all’Università La Sapienza, ha illustrato le sue ricerche sugli effetti dei campi elettromagnetici del cellulare e del Wi-Fi sulla cinetica enzimatica, ovvero sulla capacità antiossidante degli enzimi. In particolare, ha illustrato la ricerca che ha ricevuto un piccolo contributo di AMICA, per lo studio degli effetti sul Wi-Fi sul glutatione che è proprio un biomarcatore carente nei pazienti con MCS. L’interferenza che il Wi-Fi ha sul funzionamento del glutatione rappresenta la spiegazione del meccanismo per cui molti pazienti con MCS riferiscono sintomi uq

 

Il Dott. Gaetano Settimo, dell’ISS ha parlato del Gruppo di Studio che coordina sugli effetti dell’inquinamento indoor, ovvero degli ambienti interni, spiegando che nelle valutazioni di salute dei luoghi di lavoro raramente si fa riferimento ai VOC o ai rischi dei prodotti profumati. Un messaggio chiave della sua campagna informativa è che “profumato” non significa affatto “pulito”.

 

 

 

Al termine del convegno le associazioni hanno letto l’appello indirizzato al Ministero della Salute per richiedere l’immediato riconoscimento della MCS. Scarica qui l’Appello al Ministero della Salute del 13 MARZO 2019

Le associazioni

L’Associazione “CFU – Italia” è impegnata per il riconoscimento della fibromialgia e per le malattie correlate come la MCS e la Sindrome da Fatica Cronica e sta promuovendo una legge di iniziativa popolare con questo obiettivo.

L’ Associazione Malattie da Intossicazione Cronica e Ambientale (AMICA) nasce nel 2003 con lo scopo di aiutare i malati di MCS e di promuovere politiche ambientali più cautelative soprattutto in merito alle fragranze e ai campi elettromagnetici.

Il Comitato “Oltre la MCS” è  impegnato nel riconoscimento della MCS e opera attraverso azioni di supporto con la condivisione di pratiche di vita quotidiana e fornendo informazioni per ridurre e limitare l’isolamento sociale derivante dalla patologia.

Scarica qui il programma del convegno.

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