Sostanze chimiche a livelli di sicurezza possono essere tossiche se sommate

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David Biello
Our Toxic Times, giugno 2006, http://www.ciin.org
tratto da Scientific American, maggio 2006
Traduzione a cura di A.M.I.C.A. – http://www.infoamica.it

Una sostanza da sola a basse dosi può non rappresentare alcun pericolo, ma insieme ad altre dello stesso tipo, anche a dosi considerate sicure, può causare un serio pericolo.

Una nuova ricerca sulle rane dimostra che un insieme di sostanze chimiche a basse dosi, scoperte in un campo di mais nella Contea di New York, ha ucciso un terzo delle rane esposte e ha allungato il tempo di metamorfosi di altre due settimane a quelle sopravvissute.

Il biologo Tyrone Hayes e i suoi colleghi dell’Università della California (Berkley) hanno passato gli ultimi quattro anni a testare quattro erbicidi, due funghicidi e tre insetticidi normalmente usati nei campi americani.

Singolarmente le sostanze chimiche a basse concentrazioni (come 0,1 part. per un milione) avevano un effetto minimo sullo sviluppo delle rane. Quando, però, Hayes le ha esposte in laboratorio a tutte e nove le sostanze insieme, allo stesso basso livello, lo stesso riscontrato in quel campo, le rane della generazione futura sono diventate vittime di un’infezione endemica e quelle sopravvissute sono cresciute più piccole delle corrispettive cresciute nell’acqua pulita, nonostante abbiano impiegato più tempo a maturare.

“Negli umani ciò equivarrebbe a dire che più a lungo dura la gravidanza e più piccolo sarà il nascituro, cioè che l’utero non è più un luogo accogliente per la crescita”, ha notato Hayes. Gli studi di Hayes si uniscono ad un crescente corpo di ricerche che dimostrano come le sostanze chimiche incrociate possano produrre un’ampia gamma di effetti persino a basse concentrazioni.

Rick Relyea, dell’Università di Pittsburgh, ha dimostrato in diversi studi che le rane, esposte nell’acqua a bassi livelli di un solo pesticida e all’odore di un predatore, vanno incontro a percentuali significativamente più alte di mortalità. Per esempio, circa il 90% delle rane sono morte per l’esposizione al pesticida Carbarile quando è presente l’odore di Tritone predatore, mentre nessuna rana è morta se esposta a ciascuno singolarmente. Secondo Relyea, il pesticida potrebbe indurre uno stress generale nella rana e diventare mortale quando combinato con un altro fattore di stress.

Non sono solo i pesticidi a mostrare degli effetti misti. Gli ftalati, infatti, che sono delle sostanze che rendono la plastica morbida, possono interferire con lo sviluppo sessuale dei ratti maschi. Le nostre cavie, trattate con gli ftalati, hanno i testicoli sotto ai reni che fluttuano nella cavità addominale, spiega L. Early Gray Jr., un biologo dell’Agenzia per la Protezione Ambientale (E.P.A., cioè Environmental Protection Agency) e co-scopritore di questa deformità, che è stata soprannominata la “Sindrome degli Ftalati”.

Gray ha anche scoperto che vari tipi di ftalati in combinazione tra loro e con certi pesticidi e scarichi industriali producono persino effetti più forti. Per esempio, due ftalati a concentrazioni che non produrrebbero singolarmente alcuna deformità, creano, se combinati, delle uretre difettose (ipospadia) nel 25/ dei ratti esposti.

Aggiungendosi al tema dei distruttori endocrini, inoltre, cioè di quelle sostanze che mimano gli ormoni umani, le scoperte sulle esposizioni incrociate pongono un’incredibile sfida ai legislatori. Con migliaia di tonnellate di sostanze chimiche in uso regolarmente in tutto il mondo, la valutazione del pericolo degli effetti incrociati può essere un compito di dimensioni colossali.

”La maggior parte degli uffici dell’agenzia riconoscono che non possiamo più operare con l’idea di una sostanza chimica, un’esposizione. Abbiamo bisogno di indagare classi più ampie di composti e come essi interagiscono”, riferisce Elaine Francis, Direttore del programma nazionale dell’E.P.A. sul programma di ricerca sui pesticidi e sulle sostanze tossiche.

Tuttavia, ci vorrà ancora molto prima che analisi del genere producano una qualche nuova legislazione, soprattutto considerando le pretese dell’industria circa la validità della ricerca esistente.

Marian Stanley, che presiede il gruppo di ricerca sugli ftalati dell’American Chemistry Council, nota che ”Almeno uno studio ha dimostrato che i roditori malati per le malformazioni degli ftalati potevano ancora accoppiarsi e riprodursi, e che gli additivi degli ftalati da sale sono così marginali da non avere alcuna rilevanza biologica”. Ciononostante, si continuano ad accumulare evidenze che gli effetti composti sono un campo critico di studi.

Il Geological Survey Statunitense, nel suo Piano di Valutazione Nazionale della qualità dell’Acqua, ha scoperto che un campionamento dei fiumi nazionali conteneva due o più pesticidi nel 90% dei casi. ”Gli effetti potenziali degli inquinamenti combinati tra loro sull’uomo, sulla vita acquatica e sugli esseri che si alimentano di pesce sono scarsamente compresi” – ha dichiarato l’idrologo Robert Gilliom, principale autore dello studio – “I nostri risultati indicano comunque che questi studi sugli effetti incrociati sono una priorità”.

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