Unità Ambientali Controllate

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Una breve rassegna sulle ECU (Environmental Control Unit) di Francesca Romana per A.M.I.C.A. – http://www.infoamica.it

DEFINIZIONE

Le ECU sono unità ambientali costruite con particolari materiali e tecniche volte a massimizzare il controllo sugli inquinanti, come sostanze chimiche volatili o VOC, polveri sottili o particolato, pollini, muffe, ma anche eccesso di luce, di rumore e di fonti elettromagnetiche. La ECU garantisce il controllo di altri due parametri necessari al benessere psicofisico: la temperatura e l’umidità.

Il suo obiettivo è aiutare i medici nella diagnosi e nel trattamento delle patologie scatenate dall’ambiente. Abbassando il carico tossico del corpo del malato, infatti, si può valutare meglio quali sono i fattori che scatenano le reazioni e ottenere, parallelamente, una stabilizzazione e spesso un miglioramento clinico che permette al paziente di sottoporsi a ulteriori terapie, come la terapia fisica e del calore (sauna), il massaggio, l’integrazione alimentare, ecc.

Il primo a descrivere la costruzione di un ambiente meno inquinato in ambito ospedaliero è stato il dott. Theodore Randolph, pioniere degli studi sulla Sensibilità Chimica Multipla (MCS).

L’ospedale più noto per le terapie delle patologie ambientali è l’Environmental Health Center di Dallas fondato dal dott. W.J. Rea nel 1978. In questo ospedale vengono trattati pazienti con patologie legate ad esposizioni chimiche (cardiocircolatorie, neurologiche, metaboliche, allergiche, ecc.) ma soprattutto persone affette da sensibilità chimica multipla (MCS) per le quali l’evitamento chimico ambientale è una terapia salvavita da seguire costantemente.

Molti pazienti non possono neppure essere trattati se prima non soggiornano per un certo periodo in una ECU, specialmente se devono sottoporsi a interventi chirurgici.

La validità delle conoscenze acquisite nel controllo ambientale e nella costruzione delle ECU è dimostrata non solo dai parametri strumentali, ma anche dal miglioramento clinicamente rilevabile dei pazienti che vi soggiornano.

Non a caso il giudizio finale sulla qualità dell’aria e sull’assenza di fonti inquinanti è dato da “sensori umani”, cioè persone sensibili, con una sviluppata acutizzazione dei sensi (particolarmente l’olfatto), alle sostanze chimiche, che non si trovano in uno stato di adattamento (cioè di abitudine) a contaminanti.

Il dott. W.Rea riferisce che le prime ECU sono state realizzate principalmente con l’aiuto di questi “sensori”, visto che non era ancora disponibile la tecnologia per tutte le misurazioni. Oggi, invece, la valutazione organolettica dei sensori umani, che è paragonabile a quella dei sommelier o degli esperti di profumi, va di pari passo con i test strumentali: cromatografia o gas, spettrometria di massa, conta del particolato, rilevamento del radon e dei campi elettromagnetici, ecc.

Tali analisi si rendono particolarmente indispensabili anche perché, a causa dei segreti industriali, spesso non sono indicati tutti i componenti dei materiali edili, né seguono sempre gli standard di legge che assicurano, già di per sé, solo una sicurezza minima e non la massima possibile.

I malati di MCS dovrebbero, per quanto possibile, organizzare il proprio ambiente di vita e di lavoro secondo i principi delle ECU.

POSIZIONE URBANISTICA

Maggiore è la qualità dell’aria esterna, minori le misure necessarie a depurare l’aria interna; perciò le ECU dovrebbero essere posizionate il più possibile lontano da inquinanti industriali, urbani (aree trafficate, stazioni di benzina, lavanderie, ecc.) e derivanti dalle attività agricole.

La dott.ssa Grace Ziem, autrice del famoso protocollo terapeutico ambientale per MCS, osserva che i suoi pazienti migliorano notevolmente se vanno a vivere distanti almeno 1.5 km da campi coltivati con pesticidi e altre sostanze chimiche disperse nell’aria e a 500 metri da strade trafficate.

Chi può scegliere un terreno su cui costruire una ECU deve considerare se questo era prima un luogo di interramento di rifiuti o un’area agricola trattata con pesticidi e se la pendenza del terreno tende a riportare, con l’acqua, l’inquinamento prodotto a monte. Parallelamente deve essere valutato l’inquinamento elettromagnetico (linee d’alta tensione, ripetitori tv e cellulari, ecc.) e quello provocato dal radon.

Particolare attenzione va posta alla direzione dei venti che possono trasportare inquinanti generati anche a grandi distanze. In generale le aree meno inquinate sono quelle adiacenti il mare e l’alta montagna. Le prime devono essere sufficientemente distanti da emissioni inquinanti presenti nell’entroterra perché l’inversione atmosferica produce venti notturni da terra verso il mare. In montagna l’unica controindicazione sono i boschi di conifere che producono terpeni dannosi e resine che tendono a raccogliere l’inquinamento.

MATERIALI DA COSTRUZIONE

All’EHC di Dallas sono state realizzate diverse tipologie di ECU, ma secondo Rea la migliore è quella con struttura di pannelli di acciaio con pareti esterne a mattoni o stucco e pavimento di cemento non trattato (non a presa rapida). La struttura esterna può essere realizzata anche con travi e assi in legno (meglio se foderato con fogli di alluminio per ridurre l’emissione di terpeni) oppure in blocchetti di cemento atossico.

Queste due soluzioni sono particolarmente indicate per le persone elettrosensibili che tollerano male una struttura metallica.

INTERNI DELLA ECU

Le stanze nell’ECU possono essere costruite con qualsiasi materiale inerte. I materiali da costruzione devono essere selezionati con attenzione e bisogna scegliere con attenzione anche tutti i complementi della ECU (per esempio, gli strumenti disinquinanti, le luci e gli infissi, i mobili, gli strumenti per il controllo dell’umidità e la temperatura).

Ci sono solo pochi materiali facilmente disponibili e, quindi, usati: carta da parati in alluminio, calce, piastrelle di ceramica vetrificata (glazed ceramic), porcellana, legno massello e vetro.

LE PARETI

La carta da parati d’alluminio fornisce una copertura in qualche modo inerte per fermare l’emissione di gas di formaldeide e altre sostanze sintetiche. L’alluminio agisce, inoltre, come protezione parziale dai campi elettromagnetici generati da dispositivi elettrici ed è privo di particolato. Sfortunatamente alcuni individui sono intolleranti all’alluminio. Un paziente su 50 trattati nelle ECU di Dallas è sensibile all’alluminio, ma tale sensibilità è meno frequente nella popolazione generale che cerca una salute ottimale. Nonostante dietro l’alluminio possa proliferare della muffa, si può gestire questo problema se le giunzioni sono ben coibentate con una colla non tossica. Sono disponibili oggi delle bellissime carte da parati in alluminio presso il negozio dell’American Environmental Foundation all’8345 di Walmet Hill Lone, Svite 220, Dallas, Texas.

PAVIMENTI

La porcellana, la pietra e il marmo tendono ad essere migliori per i pavimenti rispetto all’acciaio e gli individui sensibili ai campi elettromagnetici (EMF) li tollerano meglio. Le piastrelle di ceramica vetrificata, il legno massiccio (lisciato), la porcellana o composti di vinile estremamente duro (la qualità auto-adesiva) sembrano più accettabili per i pavimenti. Bisogna fare attenzione che non ci siamo influssi d’inquinanti chimici dai pannelli antincendio e dall’isolamento.

INTONACO

L’intonaco sembra essere soddisfacente nella ECU, se non contiene agenti essiccanti o altre sostanze chimiche tossiche, come la formaldeide. Più dura è la calce e meglio è, perché la calce più dura tende ad essere resistente alla muffa. L’aggiunta di sodio silicato, alla calce e al cemento, li rende più duri. Gli intonaci normali sono porosi e trattengono gli odori più a lungo di altri materiali. Nessuno di questi intonaci rilascia campi elettromagnetici. Possono servire fino a sei mesi per asciugare completamente la malta da intonaco. Rea riferisce che nelle ECU dell’EHC, costruite recentemente, l’intonaco non si è asciugato per sei mesi fino a quando è arrivato il calore dell’estate.

PIASTRELLE DI CERAMICA VETRIFICATA (glazed ceramic)

La ceramica vetrificata è accettabile per un’ECU se si usa una malta liquida non sintetica libera da inquinanti. I vantaggi dell’uso della ceramica vetrificata sono la sua pronta disponibilità e l’abbondanza di buoni artigiani che conoscono la tecnologia per realizzarla e posarla.

Questa piastrella, inoltre, non emette esalazioni e non rilascia particolato. Ciò nonostante comporta degli svantaggi; innanzitutto, la muffa tende a crescere negli interstizi (quindi è consigliabile una posa con una fuga minimale), secondariamente non fa uscire i campi elettromagnetici e, inoltre, del particolato può essere rilasciato dalla malta.

PORCELLANA

Poiché la porcellana è facilmente tollerata da coloro che soffrono di patologie scatenate dall’ambiente, questa è un materiale ideale per una ECU. Questa superficie è composta essenzialmente da silicio fuso ed acciaio con una cottura a 1600-2000° F. Per ovvie ragioni i problemi inerenti gli altri materiali sopra menzionati sono eliminati. Il materiale è libero da polveri e chimicamente inerte e protegge i campi elettrici dai cavi elettrici, cambia alcuni input magnetici e permette colonie solo di pochissimi funghi e batteri. Le unità di porcellana su acciaio, come quelle d’alluminio, hanno interferenze elettriche minime, mentre la precedente altera il magnetismo a causa del ferro nell’acciaio. Nelle ECU del dott. Rea, la misurazione della radiazione ionizzante nella forma di radon mostrava livelli che variavano da 0.24 a 0.35 pc, che sono molto più bassi di quelli trovati nelle costruzioni in pietra. Nonostante questi livelli non destino preoccupazione, bisognerebbe sempre misurare quelli al di sopra di tale soglia, che possono esacerbare i problemi di salute esistenti, peggiorarli o crearne di nuovi.

LEGNO MASSELLO

Il legno massello è stato usato per i pavimenti, le pareti e il tetto di alcune ECU. Quella di Meberly è un esempio particolarmente buono di questo tipo di costruzione. Bisogna scegliere del legno massello non trattato con conservanti del legno o coibentanti. Il legno deve essere liscio e non incollato. Sebbene un’unità costruita in legno massello non protegge dalle radiazioni elettromagnetiche, alcuni individui estremamente elettrosensibili si trovano meglio in un ambiente di legno piuttosto che di porcellana. Alcuni individui estremamente sensibili ai terpeni, invece, hanno problemi per lungo tempo con l’odore del legno. Inoltre, il legno comporta lo svantaggio di lasciare proliferare la muffa tra le tavole se queste non sono state adeguatamente ventilate e poi coibentate.

Tipi di legno consigliati: quercia, frassino, acero.

VETRO

Il vetro è stato usato nella costruzione di alcune ECU e sembra tollerato bene tanto quanto l’acciaio porcellanato. Tuttavia, il vetro trattiene gli odori tossici e deve essere pulito frequentemente. Alcuni individui sopportano il vetro meglio di qualsiasi altro tipo di stanza.

Il vetro è generalmente libero da muffa, ma non protegge da alcuna radiazione elettromagnetica e deve essere lavato spesso perché trattiene residui chimici.

L’ILLUMINAZIONE

Secondo Rea l’illuminazione migliore per la ECU è quella con lampade a incandescenza perché quelle fluorescenti rilasciano emissioni al neon, xeno e berillio, contenuti all’interno, così come anche perdite di idrocarburi ai loro lati. Devono essere schermate con griglie metalliche (preferibilmente di 1mm di diametro) perché gli individui sensibili potrebbero reagire alle emissioni elettriche che producono.

Le lampade a incandescenza emettono una radiazione elettromagnetica inferiore, ma vanno comunque schermate con un vetro per ridurre almeno la radiazione elettrica.

In caso di trattamento di pazienti con grave elettrosensibilità si possono scegliere voltaggi bassi o attrezzare delle ECU con grandi vetrate.

RISCALDAMENTO E RAFFREDDAMENTO

Premesso che l’aria della ECU deve essere sempre filtrata quando entra dall’esterno e nel ricircolo, i sistemi di riscaldamento più adeguati sono quelli ad acqua riscaldata con la fonte di calore posta all’esterno. Tale fonte dovrebbe essere il più lontano possibile dalla casa, preferibilmente elettrica o, in alternativa, a gas metano.

Le apparecchiature e le condutture devono essere tutte in metallo e posate in modo da poter essere pulite facilmente.

In alternativa il mezzo di riscaldamento/raffreddamento può essere anche l’aria, anche se questa tende ad accrescere il problema della polvere.

MOBILI

I migliori materiali per la costruzione di mobili per l’ECU sono il metallo, il vetro e i legni massello che non rilasciano particolato e plastiche. Mobili in truciolato non sono consentiti.

Generalmente la biancheria e i tendaggi usati nell’ECU sono fatti di 100% cotone, lino o seta a bassa contaminazione chimica. Gli individui fortemente sensibili al cotone possono, tuttavia, usare tessuti di poliestere/cotone (30/70%). Tutti sono lavati in lavatrice con sapone puro vegetale o animale, bicarbonato di sodio, borace o solo acqua.

I materassi sono al 100% di cotone organico ecologico, tenuto insieme da un tessuto a trama fitta di cotone che fa da barriera alla polvere e alla muffa. Questa barriera non eliminerà le sostanze chimiche tossiche, perciò è strettamente proibito l’uso di materiali contaminati con pesticidi o sterilizzanti chimici nel cotone o sotto la federa di protezione.

POLITICHE DI USO DELLA ECU

Per assicurarsi un ambiente meno tossico, ci si può astenere dall’uso di spray e decorazioni per capelli, deodoranti cosmetici (eccetto bicarbonato), prodotti profumati, tabacco e abiti in poliestere. Si possono indossare abiti di 100% cotone, seta o lino a bassa contaminazione chimica. Per aiutare a mantenere l’ambiente il meno inquinato possibile, si dovrebbero avvisare i visitatori della ECU dei contaminanti chimici che trasportano con sé quando indossano abiti che sono stati recentemente lavati a secco, sono di poliestere o contengono fumo di sigaretta. Poiché potrebbe essere impraticabile ed offensivo suggerire loro di coprire i propri abiti con mantelle di cotone quando entrano in un ambiente meno inquinato, potrebbe essere necessario avvisarli in anticipo circa il comportamento accettabile. Si deve proibire l’ingresso nelle aree meno inquinate a visitatori fin tanto che indossano materiali odorosi, come i profumi.

TELEVISIONE, COMPUTER E CARTE TOSSICHE

Quando usate nell’ECU, televisioni, computer e carte tossiche, come giornali, riviste e fatture, dovrebbero esser schermati con scatole di vetro e di metallo dotate di ventilatori per bloccare la radiazione elettrica e i fumi che emettono.

Chi guarda la tv o usa il computer dovrebbe stare ad almeno due metri dagli schermi per evitare la radiazione magnetica che emettono.

Le carte tossiche possono essere schermate da una scatola per la lettura.

STRUMENTI DI DEPURAZIONE

I sistemi di depurazione per l’aria possono essere centralizzati, con flussi dedicati separati verso le varie stanze, oppure locali in ogni ambiente.

Bisognerebbe usare sistemi con filtri di cotone, carta e prefiltri con maglie di metallo, impregnato di permanganato di potassio, per la rimozione delle altre sostanze tossiche e carta non incollata e non trattata a fisarmonica, tondini di vetro, maglie dei filtri di marmo, acciaio o alluminio che riducano il problema del particolato dai carboni e da altri filtri d’ossido di alluminio e permanganato di potassio. I filtri di ciascuna stanza dovrebbero essere posti vicino all’entrata e nell’unità e possono essere usati in modo intermittente perché l’uso costante tende ad aumentare il rischio di sensibilizzazione degli occupanti ai materiali dei filtri. In teoria tutti i filtri dovrebbero essere posti in scatole tutte di metallo. Si sconsigliano filtri elettronici a causa della loro emissione d’ozono e fosgene.

I filtri HEPA sembrano essere i più tossici tra i filtri ad alta efficienza, apparentemente a causa delle colle usate per tenere insieme i fogli. Sono tollerati i filtri a più maglie (intrecci) di carta non chimicamente trattata senza colla, nonostante alcuni individui sembrano reagire a questi nell’area di sbocco dell’aria. E’ preferibile un filtro intrappolante. Non si dovrebbe usare alcun olio perché raccoglie la polvere. Sono indicati tondini di vetro come filtri finali. Possono essere facilmente lavati, tuttavia, richiedono flussi d’aria più alti e, quindi, motori più potenti: tutti i motori dovrebbero essere posti fuori del flusso dell’aria. Dovrebbero essere usati sono sistemi a gabbie che muovono l’aria, connessi ad un motore esterno con una asta di teflon.

Le condutture usate nell’ECU dovrebbero essere costruite con metallo galvanizzato fissato meccanicamente (non incollato). Nei sistemi di depurazione dell’aria non si devono usare legno di conifere, fibre di vetro, plastica, fogli incollati e condotte o contenitori di plastica impregnata d’alluminio a causa del loro sbavatura di fumi e particolato. L’uso costante di aria forzata nell’ECU è precluso a causa della sensibilità di alcuni individui ai gas, al particolato e alla emissione elettromagnetica di questi apparecchi. Perciò, in teoria, si dovrebbe essere in grado di accendere e spegnere il flusso dell’aria quando necessario.

Per potenziare il controllo della qualità dell’aria bisogna fare particolare attenzione all’ingresso della ECU che dovrebbe avere una doppia porta con un’area di passaggio (come le case di vecchia concezione) in cui le polveri possano precipitare a terra prima di riuscire a contaminare l’aria interna della ECU.

Copyleft A.m.i.c.a. Aprile 2005

Si incentiva la copia e la ristampa solo citando l’associazione autrice del documento e per dare credito alla Sindrome da Sensibilità Chimica

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