Facebook
WhatsApp
Twitter
LinkedIn
Email

Diritto a restare analogici

ESC ha presentato una petizione al Parlamento europeo contro la digitalizzazione obbligatoria

La digitalizzazione dei servizi pubblici e privati sta rapidamente trasformando un’opportunità in un obbligo. Contro questa deriva, Europeans for Safe Connections (ESC) ha presentato una petizione ufficiale al Parlamento europeo per chiedere il riconoscimento di un diritto vincolante all’accesso analogico (non digitale) ai servizi essenziali. Un’iniziativa che segna un passaggio cruciale: dal dibattito culturale alla richiesta di una norma europea obbligatoria.

ESC è una ONG europea con sede in Belgio, che riunisce circa 30 organizzazioni, tra cui AMICA, e rappresenta oltre 10.000 cittadini in tutta l’Unione europea. La rete include persone anziane, soggetti con disabilità, cittadini a basso reddito, residenti in aree rurali e persone affette da ipersensibilità elettromagnetica (EHS).

AMICA fa parte della rete ESC e sostiene questa iniziativa, che mette al centro libertà di scelta, diritti fondamentali, salute, inclusione sociale e tutela dei dati personali.

La petizione europea nasce in continuità con esperienze e mobilitazioni già avviate in Svizzera, Regno Unito e con il Manifesto internazionale sul diritto alla disconnessione, promosso dal collettivo di Nantes. Se il Manifesto ha aperto una riflessione profonda sul significato politico, sociale e ambientale della connessione permanente, oggi ESC compie un passo ulteriore: chiede che il diritto a restare offline sia sancito da un Regolamento europeo, quindi vincolante per tutti gli Stati membri

Il 21 gennaio 2026, ESC ha depositato formalmente la petizione al Parlamento europeo. Il prossimo passaggio sarà l’esame di ammissibilità da parte della Commissione per le petizioni: l’esito è atteso nelle prossime settimane.

Perché il digitale dovrebbe essere un obbligo?

Negli ultimi anni, in molti Paesi europei l’accesso a servizi fondamentali — sanità, banche, trasporti, energia, telecomunicazioni, pubblica amministrazione — viene progressivamente subordinato a:

  • possesso di uno smartphone
  • uso di app obbligatorie
  • identità digitale
  • autenticazione via app
  • modulistica e comunicazioni solo online

In assenza di alternative equivalenti, la connessione non è più una scelta, ma una condizione imposta. Secondo ESC, questo modello “digital-only” produce un effetto sistemico di esclusione e discriminazione, incompatibile con i principi di uguaglianza e accessibilità sanciti dal diritto europeo.

Il vuoto normativo europeo

Uno dei punti centrali della petizione riguarda l’assenza, a livello UE, di un diritto esplicito all’accesso analogico. Pur esistendo tutele indirette — dalla Carta dei diritti fondamentali al GDPR, dall’European Accessibility Act al regolamento eIDAS — nessuna norma garantisce oggi, in modo chiaro e vincolante, la possibilità di accedere ai servizi senza strumenti digitali

Scarica qui la petizione al Parlamento Europeo.

Particolarmente rilevante è il richiamo al GDPR: quando l’accesso a un servizio essenziale è possibile solo tramite strumenti digitali e trattamento dei dati, il consenso non può essere considerato realmente libero. Senza un’alternativa analogica, la scelta diventa obbligata e la tutela dei dati personali perde significato.

Cosa chiede la petizione al Parlamento europeo

ESC chiede al Parlamento europeo di sollecitare la Commissione a proporre un Regolamento sul diritto all’accesso analogico nei servizi essenziali, che preveda:

  • il divieto di modelli esclusivamente digitali
  • alternative cartacee, telefoniche o in presenza, valide ed efficaci
  • nessuna penalizzazione per chi sceglie l’analogico
  • una protezione rafforzata per i gruppi vulnerabili
  • meccanismi di controllo e ricorso effettivi

L’obiettivo non è fermare l’innovazione tecnologica, ma impedire che la tecnologia diventi uno strumento di selezione, controllo o esclusione sociale.

Un tema che riguarda tutti

La digitalizzazione forzata non colpisce solo chi “non è tecnologico”. Riguarda la resilienza dei sistemi, la dipendenza da piattaforme private, la sicurezza dei dati, l’impatto ambientale delle infrastrutture digitali e, in ultima analisi, il significato stesso di cittadinanza.

Come afferma ESC, il digitale deve essere un’opzione, non un requisito per esercitare diritti fondamentali.

La petizione è ora all’esame della Commissione per le petizioni del Parlamento europeo. In attesa della decisione sull’ammissibilità, ESC continuerà a informare cittadini e associazioni sull’evoluzione dell’iter.

AMICA seguirà da vicino questo percorso, perché difendere il diritto all’accesso analogico significa oggi difendere libertà, dignità e inclusione.

Perché diventare Socio di AMICA?

Sostieni la ricerca indipendente e le attività di divulgazione, ricevi la rivista “Infoamica”, che offre ogni mese approfondimenti su salute, ambiente, lotta all’elettrosmog, disabilità ambientali e molto altro. Come Socio puoi acquistare i libri di AMICA e partecipare ai nostri convegni e seminari formativi. Hai anche la possibilità di entrare nel Gruppo di discussione AMICA per richiedere informazioni, scambiare consigli ed esperienze.