I ricercatori propongono un nuovo concetto di “Sindromi da Sensibilità Centrale”

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Recensione di Treesha DeFrance
dell’articolo “Fibromialgia e Disturbi che si sovrappongono: il concetto unificante di Sindromi da Sensibilità Centrale” di B. Muhammad e B. Yumus, pubblicato da Seminars in Arthritis and Rheumatism, giugno 2007; 36(6):339-356
Pubblicato su Our Toxic Time, febbraio 2008 di http://www.ciin.org

Il concetto di Sindromi da Sensibilità Centrale è un nuovo concetto che comprende sindromi simili legate alla Sensibilizzazione Centrale e che coinvolgono un’ipereccitabilità dei neuroni centrali attraverso vari neurotrasmettitori sinoptici e attività neurochimiche.

“La Sensibilizzazione Centrale si manifesta come una ipersensibilità a vari stimoli nocivi (per esempio pressione e calore) e non nocivi (per esempio il tatto)”. La fibromialgia e altre condizioni simili sono descritte come “funzionali”, “sindromi somatiche funzionali “ e “sintomi medici non spiegati”.

La “Sindrome da Sensibilizzazione Centrale” è un termine che stabilisce la correlazione tra queste sindromi e un meccanismo patofisiologico noto, definito Sensibilizzazione Centrale, che è una iperalgesia (eccessiva sensibilità a stimoli normalmente dolorosi), allodinia (stimoli normalmente non dolorosi che diventano tali) ed espansione del campo percettivo (che spiega verosimilmente il dolore più ampio), ma scarica prolungata elettrofisiologia (che può spiegare la natura cronica del dolore) e uno spiacevole dolore successivo allo stimolo (per esempio bruciore e parestesia) che dura più a lungo del normale osservato nei gruppi di controllo dopo lo stimolo doloroso. 

L’enorme ipereccitabilità dei neuroni del sistema nervoso centrale nella Sensibilità Centrale può spiegare l’ipersensibilità a molti stimoli ambientali (per esempio rumore, tempo, stress) e chimici (per esempio pesticidi e farmaci). L’autore propone le seguenti condizioni di appartenenza alla classe delle Sindromi da Sensibilità Centrale: fibromialgia, Sindrome da Stanchezza Cronica, sindrome del colon irritabile, mal di testa ipertensivo, emicrania, disturbi temporomandibolari, sindrome dolorosa miofacciale, sindrome delle gambe in movimento, movimento limbico periodico nel sonno, MCS, dismenorrea primaria, sindrome uretrale femminile/cistite interstiziale e disturbo da stress post-traumatico.

Un test obiettivo della Sensibilizzazione Centrale è il riflesso della flessione nocicettiva (NFR), che può avvenire con una stimolazione elettrica, e la risposta elettromiografica nel femore. E’ stata dimostrata una risposta accentuata al test NFR nei pazienti con fibromialgia e con sindrome dell’intestino irritabile.

La MCS, una patologia prodotta da esposizioni ambientali ripetute a basse dosi di sostanze chimiche, produce una Sensibilizzazione Centrale così che anche l’esposizione ad una quantità infinitesima di tali sostanze produce i sintomi di una grave sensibilizzazione. Sono fortemente suggeriti gli studi della Sensibilizzazione Centrale ed è stata documentata nei pazienti di MCS una forte sensibilizzazione ai rumori.

C’è una relazione diretta tra i disturbi del dolore cronico e la depressione. I pazienti depressi hanno meno punti di tensione di quelli con fibromialgia, livelli di soglia del dolore più alti, minore sensibilità alla pressione, al calore e agli stimoli elettrici cutanei. La relazione di causa-effetto nella depressione è diversa da quella che caratterizza i soggetti affetti da Sindromi da Sensibilità Centrale.

“La sensibilità centrale si manifesta con un aumento anormale ed intenso del dolore prodotto dai meccanismi del sistema nervoso centrale”. Il dolore comporta l’attivazione di tessuti somatici e viscerali alla periferia e normalmente è seguito da una infiammazione o da un trauma che rilascia mediatori infiammatori come, bradichinina, serotonina, istamina, prostaglandina e Sostanza P.

Gli impulsi periferici viaggiano verso i neuroni del Wide Dynamic Range (WDR) nel midollo spinale e tali neuroni rispondono ad una vasta gamma di stimoli che sono classificabile come non dolorosi fino a molto dolorosi. Le fibre che trasportano sia non-nocivi (A-beta) che nocivi (A-delta e C) convergono nei neuroni WDR dove le fibre A-beta sono vicine a quelle A-delta e C causando l’allodinia (dolore).

Il rilascio di Sostanza P e di altre sostanze nervose, come NGF e glutammato, causa un’ipereccitabilità sinoptica. Ciò rimuove il blocco del magnesio e i canali recettori del N-Metil-D-aspartate (NMDA), consentendo al glutammato di attivare i recettori del NMDA sui neuroni postsinoptici. Ciò è seguito all’aumentato ingresso di calcio intracellulare, di cambiamenti della membrana e all’attivazione della proteina Kinasi, della fosfoliposi e la produzione dell’ossido nitrico; tutti contribuiscono ad un livello notevole di Sensibilizzazione Centrale.

“Questi cambiamenti funzionali causano una neuroplasticità che porta ad una eccessiva amplificazione dello stimolo nervoso periferico così che anche uno stimolo innocuo come quello di essere toccati è percepito ora come doloroso”.

I farmaci noti in grado di attenuare questa Sensibilizzazione Centrale sono gli antagonisti del recettore NMDA come la chetamina e l’amitriptilina e la gabapectina, tra gli altri, e saranno verosimilmente sviluppati presto nuovi farmaci più sicuri.

Un ampio numero di studi ha confermato l’associazione tra fibromialgia, sindrome del colon irritabile, mal di testa di tipo tensivo ed emicrania. Nella maggior parte dei pazienti con una delle sindromi da Sensibilità Centrale è stata documentata la Sensibilità Centrale. La prova della Sensibilità Centrale non è presente in tutte le patologie proposte per la definizione di Sindromi da Sensibilità Centrale esistono prove valide per la correlazione tra Sensibilità Centrale e fibromialgia, sindrome del colon irritabile, sindrome del dolore miofacciale, RSTPS ed emicrania. Esiste una prova modesta di correlazione tra Sensibilità Centrale e disturbi temporomandibolari, sindrome delle gambe in movimento e dismenorrea primaria. I dati sono limitati o non pubblicati per quanto riguarda la correlazione tra Sensibilità Centrale e MCS, mal di testa di tipo tensivo, sindrome dello stress post-traumatico, sindrome da stanchezza cronica e cistite interstiziale. Questo studio ha una estesa bibliografia. L’assenza di prova non significa che non ci possano essere, bisogna effettuare degli studi appropriati e da questi dipenderà la dimostrazione della Sensibilità Centrale che può essere influenzata dai seguenti fattori: età, genere, genetica, variazione della risposta al dolore, uniformità della classificazione di malattia, sottogruppi, misurazioni della percezione del dolore, soglia di tolleranza, tipo di stimoli, aree testate, tecniche e metodi usati, tipi di tessuti stimolati e stato del trattamento, tra gli altri.

Alcuni pazienti che non mostrano una Sensibilità Centrale potrebbero mostrarla se si prendessero in considerazione le suddette variabili.

L’autore ritiene che la Sensibilità Centrale sia probabilmente un fenomeno preesistente presente in individui asintomatici prima che sviluppino i sintomi e che questa, insieme a fattori genetici, rappresenti una causa dello sviluppo di una delle sindromi da Sensibilità Centrale. “Queste patologie sono poligeniche e sono influenzate in modo significativo da fattori ambientali”. La riduzione della soglia del dolore alla pressione si trova al primo stadio dei pazienti fibromialgici anche se non hanno sintomi.

La Sensibilità Centrale potrebbe non essere il solo meccanismo responsabile dei sintomi dei disturbi racchiusi nella definizione di “Sindromi da Sensibilità Centrale”. Meccanismi biosociali comprendono: fattori genetici, poco sonno, trauma fisico, disfunzione endocrina, disfunzione del sistema nervoso, iper-reattività del simpatico, infezioni/infiammazioni, fattori ambientali, stress psicologico e altri fattori potrebbero essere coinvolti indipendentemente attraverso meccanismi diversi.

A supporto del concetto di classificazione sotto un unico gruppo, queste sindromi hanno in comune più somiglianze che differenze. E’ importante comprendere che non sono la stessa patologia e che i loro meccanismi biopatologici variano per alcuni aspetti. Per esempio nella sindrome da stanchezza cronica c’è una ipofunzione dei neuroni che rilasciano corticotropine, mentre nella fibromialgia c’è una iper-attività. I vantaggi di considerare queste patologie come un gruppo sono molti. Il concetto di Sindrome da Sensibilità Centrale promuoverà ulteriore ricerca sul sistema nervoso centrale. Le associazioni tra le patologie aiuteranno la diagnosi e la renderanno più veloce, evitando domande inadeguate sulla veridicità del paziente e aiuteranno nella formazione dei medici e nel sostegno ai pazienti.

Comprendere i meccanismi patofisiologici di una condizione migliorerà a chiarire i meccanismi o l’efficacia del trattamento di un’altra. La Sensibilità Centrale in un individuo asintomatico può prevenire lo sviluppo in futuro di una delle patologie delle sindromi da Sensibilità Centrale. Lo sviluppo di una di queste patologie può allertare il medico affinché valuti la concomitanza di un’altra di queste sindromi. La comprensione della compresenza di patologie permetterà di avere un approccio solistico e di evitare trattamenti medici non necessari e pericolosi.

E’ possibile acquistare l’articolo originale presso http://www.ciin.org con l’ordine No.0116-YUBU-07-018 al costo di 7 dollari per ciascuna copia.

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