Tutti i documenti sul 5G: ora tocca ai Sindaci

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Nel dicembre 2018 l’Associazione Malattie da Intossicazione Cronica e Ambientale ha richiesto l’accesso agli atti per sapere se il Ministero dello Sviluppo Economico, guidato da Luigi Di Maio, avesse richiesto all’Istituto Superiore di Sanità e all’INAIL (che fa le funzioni dell’ISPESL, abrogato) il parere sanitario sulla sicurezza delle esposizioni elettromagnetiche del 5G. Il Ministero della Salute non rispondeva così AMICA ha fatto ricorso all’ufficio della Presidenza del Consiglio dei Ministri

Finalmente sono arrivati i documenti richiesti e AMICA ha potuto constatare che non è stato richiesto dal Governo alcun parere sanitario sul 5G ai sensi della Legge di Riforma Sanitario 833 del 1978. In particolare:

  • l’INAIL dichiara di non avere alcuna documentazione sulla sicurezza del 5G;
  • il Ministero della Salute dichiara di non essere stato interpellato sulla sicurezza del 5G dal Ministero dello Sviluppo Economico prima della vendita delle frequenze del 5G e che anche il Consiglio Superiore di Sanità non si è interessato del problema;
  • il Ministero dello Sviluppo Economico risponde che la documentazione richiesta (il parere sanitario) non è di sua competenza.
  • l’Istituto Superiore di Sanità dichiara di non aver prodotto alcun parere sanitario ma di aver risposto all’AGICOM che richiedeva la semplificazione delle procedure di installazione delle nuove antenne 5G.

Clicca qui di seguito per leggere gli originali delle risposte ricevute:

Come utilizzare adesso queste informazioni?

L’Associazione A.M.I.C.A. mette a disposizione di tutti questi documenti affinché ciascuna associazione, comitato e organizzazione si senta libera di intraprendere le inziative che più ritiene utili a fermare lo sviluppo delle reti 5G fino a quando non sarà fatta una valutazione approfondita dei rischi per la salute dell’uomo e per la sicurezza della flora e della fauna.

Nei mesi scorsi alla notizia dell’assenza del parere sanitario sul 5G alcune associazioni si sono proposte di fare una raccolta di fondi per avviare un ricorso al TAR, sotto l’egida di A.M.I.C.A., ma non è così. A.M.I.C.A. sta ancora valutando le possibili iniziative da intraprendere per ora non è in corso alcuna raccolta di fondi.

A.M.I.C.A. ritiene che sia indispensabile informare i Sindaci che il Governo non ha chiesto il parere sanitario perchè sono i Sindaci ad essere responsabili per legge dell’incolumità dei cittadini. A tale scopo, A.M.I.C.A. mette a disposizione su questa pagina un facsimile di lettera da inviare ai Sindaci, preparata con la consulenza pro bono dello studio Studio Legale Associato Ambrosio & Commodo, che si ringrazia per la grande collaborazione e la professionalità.

Si invitano pertanto tutte le associaioni e i comitati che si interessano di salute e di ambiente ad inviare al proprio sindaco questa lettera, lo stesso possono fare i singoli cittadini preoccupati per la salute e per l’ambiente.

Scaricate qui il facsimile di lettera e inserite i vostri dati nello spazio del mittente e i dati del vostro sindaco nello spazio del destinatario.

Se volete potete inviare la lettera al Sindaco in copia per conoscenza ad A.M.I.C.A. così da darci la possibilità di tenere il conto dei sindaci che sono stati avvisati della mancanza del parere sanitario. Potete inviare la vostra lettera ad A.M.I.C.A. per lettera o per email ovvero:

e p.c. A.M.I.C.A.
Casella Postale 3131
00121 Roma
amica@infoamica.it

Tutti i documenti sul 5G

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