Le sostanze chimiche dei deodoranti ambientali possono ridurre la funzione polmonare

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Robin Mackar
Comunicato stampa del NIEHS – 27 Luglio 2006
Contatto: Robin Mackar, Tel. 919-541-0073,
e-mail: rmackar@niehs.nih.gov
Traduzione a cura di Amica – https://www.infoamica.it

Una nuova ricerca dimostra che un composto chimico presente in molti deodoranti ambientali, in cestini rinfrescanti per il water, palline profumate ed altri prodotti del genere possono essere nocivi per i polmoni. Alcuni studi sulla popolazione umana dell’Istituto Nazionale – Statunitense – di Scienze della Salute Ambientale (NIEHS, National Institute of Environmental Health Sciences), che è parte dell’Istituto Nazionale della Salute (NIH, National Institutes of Health), ha scoperto che un composto organico volatile (VOC), chiamato 1,4 Diclorobenzene (1,4 DCB), può causare una riduzione modesta della funzione polmonare. “Persino una piccola diminuzione della funzione polmonare può indicare un pericolo per i polmoni” – secondo la ricercatrice del NIEHS Stephanie London – “e il modo migliore per proteggersi, soprattutto nel caso di bambini che possono soffrire d’asma o di altre patologie respiratorie, è ridurre l’uso di prodotti e materiali che contengono questi composti”.

I ricercatori hanno esaminato il rapporto tra le concentrazioni nel sangue di 11 composti organici volatili comuni e le misurazioni della funzionalità polmonare in un campione rappresentativo di 953 adulti. I VOC sono un insieme di diversi composti emessi come gas da centinaia di prodotti usati comunemente, tra cui fumo di tabacco, pesticidi, vernici e detersivi. I VOC sono rilasciati anche dai gas di scarico delle auto.

I ricercatori hanno scoperto che dei comuni VOC analizzati, tra cui benzene, stirene, toluene e acetone, solo il 1,4 DCB è stato associato con una riduzione della funzionalità polmonare e tale effetto è stato osservato persino dopo un adeguato aggiustamento dei fumi. Hanno poi scoperto che il 1,4 DCB è rintracciabile nel sangue del 98% della popolazione. Gli afroamericani avevano i livelli di esposizione più alti e i bianchi non-ispanici i livelli più bassi.

Questo particolare VOC, il 1,4 DCB, è un composto bianco solido con un aroma distintivo, simile alle palline di naftalina. E’ usato soprattutto come un deodorante ambientale nei prodotti come i profumi da camera, le palline nel cestello del water, gli insetticidi per il controllo delle tarme. “Poiché la gente passa così tanto tempo all’interno in cui vengono usati questi prodotti, è importante capire gli effetti che persino bassi livelli di queste sostanze possano avere sull’apparato respiratorio” – ha dichiarato Leslie Elliott, ricercatrice dello studio finanziato dal NIEHS – “c’è stata pochissima ricerca sugli effetti per la salute di questo particolare composto al di fuori dell’ambito occupazionale”.

I ricercatori hanno usato dei dati provenienti dal Terzo Sondaggio di Analisi della Salute e della Nutrizione Nazionale (NHANES) e da una sezione speciale dello studio progettata appositamente per stabilire i livelli dei pesticidi comuni e dei VOC nella popolazione statunitense. Il NHANES III è un sondaggio rappresentativo a livello nazionale, condotto dal Centro per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie tra il 1988 e il 1994, per determinare lo stato di salute e di nutrizione della popolazione statunitense.

I dati relativi a 953 adulti, tra i 20 e i 59 anni, che avevano sia livelli di VOC nel sangue sia disfunzioni polmonari, sono stati inclusi nello studio pubblicato nel numero di Agosto di Environmental Health Perspectives. Nelle analisi sono state usate quattro misurazioni della funzionalità polmonare. I ricercatori hanno così scoperto modeste riduzioni della funzionalità polmonare in relazione a concentrazioni più alte nel sangue di 1,4 DCB. C’era una diminuzione di circa il 4% nel test di misurazione del volume dell’espirazione forzata in 1 (FEV 1) secondo tra il livello più alto e quello più basso di esposizione. FEV 1 è un indice usato comunemente per stabilire la funzionalità e l’ostruzione delle vie aeree.

I ricercatori hanno stabilito l’influenza di altri fattori nell’ambiente dell’individuo che possa essere correlata alla funzione polmonare e all’esposizione a 1,4 DCB, come il tipo di riscaldamento, l’uso di stufe a gas, l’età delle case, la presenza di animali domestici a pelo lungo, il tipo di lavoro, lo stato socio-economico, il fumo di tabacco rilasciato nell’ambiente, la storia clinica di tabagismo, la diagnosi di asma o di enfisema. Gli autori hanno notato che i partecipanti potrebbero essere stati esposti ad altri agenti chimici, non investigati nello studio, che potrebbero essere correlati sia al danno respiratorio sia ai livelli di 1,4 DCB.

Secondo il Direttore del NIEHS, David A. Schwarz: “Questa ricerca suggerisce che l’1,4 DCB possa esacerbare le patologie respiratorie e, all’interno di un nuovo approccio del NIEHS sulle patologie, i ricercatori useranno questa informazione per comprendere meglio la patogenesi delle malattie respiratorie”. Il NIEHS ha rivelato a Maggio il nuovo piano strategico “Nuove frontiere nelle Scienze Ambientali e nella Salute Umana”, che ha lo scopo di porre la sfida alla comunità scientifica di usare le Scienze della Salute Ambientale per comprendere le cause delle patologie e per migliorare la salute umana.

Per maggiori informazioni sul piano:
http://www.niehs.nih.gov/external/plan2006/

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