Lettera aperta a genitori, insegnanti, assistenti scolastici riguardo alle reti Wi-Fi nelle scuole

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Lettera della Dr.ssa Magda Havas, Professore associato alla Trent University
5 maggio 2009
Traduzione di Francesca Romana Orlando per AMICA

Sono una scienziata che fa ricerca sugli effetti prodotti dalle radiazione elettromagnetiche  sulla salute  e  mi sono sempre più preoccupata perché un numero crescente di scuole sta installando trasmettitori Wi-Fi e rendono disponibili i terreni della scuola per l’installazione di antenne di telefonia mobile. Il Governo Federale (Health Canada e Industry Canada) così come chi vende le tecnologie Wi-Fi vi avranno già detto che questa tecnologia è sicura  e che le esposizioni  alle  radiazioni di frequenza rimangono sotto i limiti di legge federali. Queste informazioni sono superate ed errate, se ci si basa sulle pubblicazioni scientifiche che sempre più riportano effetti biologici avversi alla salute per livelli di esposizione inferiori a quelli indicati dalle linee guida del nostro Codice di Sicurezza 6 (vedere  http://www.bioiniative.org/) e se si considera il numero crescente di organizzazioni scientifiche e mediche che chiedono limiti più severi. Per queste ragioni è irresponsabile portare le radiazioni del Wi-Fi in un ambiente scolastico dove bambini e giovani trascorrono molte ore ogni giorno.

I FATTI:
1. LINEE GUIDA: Le linee guida per la radiazione da micro-onde (che si applica nel caso del Wi-Fi) varia per 5 ordini di grandezza nei paesi di tutto il mondo. Le linee guida più basse sono a Salisburgo in Austria e oggi nel Liechtenstein. Le linee guida in questi paesi sono di 0.1 microW/cm2. Vedere il video
(http://videos.nextup.org/SfTv/Liechtenstein/AdoptsTheStandardOf06VmBioInitiative/09112008.html).
In Svizzera il limite è di 1 e in Canada è di 1000 microW/cm2! Perché il Canada ha limiti di legge che sono tanto più alti degli altri paesi? Questi si basano sull’effetto di riscaldamento a breve termine (6 minuti). Si presume che, se una radiazione non scalda il vostro tessuto (biologico), la persona non corra rischi, ma questo è errato perché sono documentati effetti nocivi a livelli inferiori di quelli in grado di scaldare i tessuti del corpo.
Leggere il rapporto allegato: L’analisi della salute e gli effetti ambientali. Proposte della Rete di San Francisco Earthlink Wi-Fi (2007). Questi effetti biologici comprendono un’aumentata permeabilità della barriera ematoencefalica, un aumento del flusso di calcio, un aumento del cancro, danni al DNA, induzione delle proteine dello stress e danni nervosi. L’esposizione a questo tipo di energia è associata ad un’alterazione dei linfociti e ad allergie nei bambini in età scolastica, a leucemia infantile, e a disfunzioni motorie, a danni nei tempi di reazione e della memoria, mal di testa, capogiri, fatica,  debolezza e  insonnia.

2. ELETTROSENSIBILITÀ: Una percentuale crescente della popolazione risente di queste frequenze elettromagnetiche. Tale malattia è nota come “elettrosensibilità” (EHS) e in Svezia è riconosciuta come disabilità. L’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce l’EHS come: “… un fenomeno per il quale gli individui hanno effetti avversi per la salute quando usano o sono vicini ad apparecchiature che emanano campi elettricomagnetici… L’ Elettrosensibilità è un vero problema invalidante per chi ne è affetto, anche se il livello di esposizione ai campi elettromagnetici nelle vicinanze non è maggiore di quello presente negli ambienti normali di vita. Le loro esposizioni sono generalmente molto al di sotto dei limiti internazionalmente accettati come standard.” Il Canada, per la tutela della salute, dà credito al proprio Codice di Sicurezza 6  e ritiene  che alcune persone siano più sensibili a questa forma di energia, ma, nel revisionare i loro orientamenti, devono ancora considerare questo aspetto. I sintomi della Elettrosensibilità comprendono disturbi del sonno, fatica, dolore, nausea, disturbi della pelle, problemi agli occhi e alle orecchie (acufeni), capogiri, ecc.; si stima che il 3% della popolazione sia colpita in modo grave ed un altro 35% abbia sintomi moderati. L’esposizione prolungata può essere correlata alla iper-sensibilità e per tale ragione è imperativo che l’esposizione di bambini alle radiazioni delle microonde (Wi-Fi e telefoni mobili) sia minimizzata il più possibile.
3. LA SENSIBILITÀ NEI BAMBINI: I bambini sono più sensibili alle sostanze inquinanti ambientali, comprese la radiazioni da microonde. Lo Stewart Report (2000) ha raccomandato che i bambini non usino telefoni cellulari salvo che per le emergenze. Il telefono cellulare espone la vostra testa alle radiazioni da microonde. Un computer senza fili (Wi-Fi) espone la parte superiore del corpo e, se si mette il computer sulle gambe, si espongono anche gli organi riproduttivi. Certamente questo non è desiderabile, specialmente per i bambini, gli adolescenti e i giovani. Per questa ragione dobbiamo scoraggiare l’uso della tecnologia senza fili nei bambini, soprattutto nelle scuole elementari. Questo non vuole dire che gli studenti non possono usare Internet, ma solo che l’accesso ad Internet  dovrebbe  essere attraverso fili piuttosto che attraverso l’aria (radiotelegrafi, Wi-Fi).
4. RIMOZIONE DEL WI-FI: La maggior parte delle persone non vuole vivere vicino alle antenne della telefonia mobile o del Wi-Fi a causa delle preoccupazioni per la salute.  Ciononostante, quando si usa il Wi-Fi dentro agli edifici, questo si comporta in modo simile ad un’antenna esterna ed è potenzialmente molto peggiore per quanto riguarda l’esposizione, poiché si è più vicino alla fonte di emissione. In Francia le biblioteche stanno rimuovendo gli impianti Wi-Fi per la preoccupazione della comunità scientifica e dei loro impiegati e dirigenti. Il Distretto Scolastico di Vancouver nel gennaio 2005 ha adottato una decisione che proibisce la costruzione di antenne per cellulari entro un raggio di 1000 piedi (305 m) di distanza dalla proprietà della scuola. Palm Beach, Florida, Los Angeles, California e Nuova Zelanda hanno tutte proibito l’installazione di stazioni di telefonia mobile e di antenne vicine a scuole, per le preoccupazioni  riguardo alla  sicurezza. Tale decisione  si basa sulla possibilità che i bambini siano più suscettibili a questa forma di radiazione. Chiaramente se noi non vogliamo antenne  “vicine” alle scuole,  non vogliamo certamente antenne “nelle scuole”. Il modo più sicuro di far arrivare Internet è attraverso il cavo e non con tecnologie senza fili. Anche se il cavo è l’alternativa più costosa a breve termine, di fatto è quella meno costosa a lungo termine per la difesa della salute  di insegnanti e studenti.
5. AVVISI: Il monito di limitare l’uso del telefono cellulare è stato pubblicizzato da vari paesi ed organizzazioni tra cui il Regno Unito (2000), la Germania (2007), la Francia, la Russia, l’India, il Belgio (2008), ma anche il Toronto Board of Health (luglio 2008) ed il Pittsburgh Cancer Institute  (luglio 2008). Anche se questi avvisi si riferiscono al telefono cellulare, si applicano anche all’esposizione alle reti Wi-Fi perché entrambe emettono radiazioni da microonde. I computer con Wi-Fi espongono la maggior parte del corpo a questa radiazione più dei telefoni cellulari.

6. PRINCIPIO DI PRECAUZIONE: Anche coloro che non accettano la scienza che mostra effetti biologici avversi da esposizione a microonde dovrebbero riconoscere il bisogno di tutelare  la salute dei bambini. Per queste ragioni il Principio di Precauzione stabilisce che: Per proteggere l’ambiente, il principio di precauzione sarà applicato in modo esteso dagli Stati secondo la loro capacità. Se ci sono minacce di danni seri o irreversibili, non bisogna usare la mancanza della piena certezza scientifica come ragione per posticipare delle misure effettive per prevenire il degrado ambientale. I due  ambienti più importanti nella vita di un bambino sono la casa (specialmente la camera da letto) e la scuola. Per questa ragione questi ambienti devono rimanere sicuri il più possibile. Se sbagliamo, per favore permetteteci di sbagliare dal lato della cautela.

Con rispetto,
Dr. Magda Havas,
Professore Associato
Università di Trent
5 Maggio 2009
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