Movimento anti-profumi e motivazioni dell’industria: diritti o profitti?

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Dal sito di Betty Bridges del Fragranced Products Information Network http://www.ameliaww.com/fpin/fpin.htm
Bcb56@ix.netcom
20 giugno, 2000 Halifax, Nova Scotia
Introduzione

Nel giugno 2000 nella città di Halifax (Nuova Scotia), si scatenò una battaglia aperta tra le organizzazioni locali dei malati del movimento “antiodore” e l’industria delle fragranze, con dibattiti pubblici che hanno coinvolto i media anche a livello internazionale; la notizia, infatti, arrivò in Europa e fu trasmessa brevemente anche in Italia. Il tema della discordia era la libertà dell’uso delle profumazioni in contrapposizione alla tutela della salute dei malati. In molti stati dell’America, nei luoghi di lavoro e nelle sedi per le attività sociali e ricreative, nelle sedi religiose, negli ospedali, negli uffici pubblici e nelle scuole si tutelano i malati che hanno reazioni avverse alle fragranze in base alla legislazione che vieta la discriminazione delle persone portatrici di handicap: la Legge (ADA) che riguarda gli Americani con Disabilità.

Tutto ebbe inizio con un giornalista del movimento anti-MCS, che si recò, dopo essersi preventivamente e volutamente cosparso di profumo, nel reparto pediatrico dell’ospedale di Halifax, dove ancora oggi vige il divieto di entrare profumati per il rispetto dei bambini gravemente affetti da Asma Bronchiale.

L’industria delle fragranze, preoccupata per gli sforzi fatti ad Halifax per educare e realizzare delle politiche di divieto, si lanciò in una campagna di pubbliche relazioni.

La Canadian Cosmetic, Toiletry and Fragrance Association (CCTFA) e la Scented Products Education and Information Association of Canada (SPEIAC) organizzarono una campagna di comunicazione per spiegare la loro posizione e per opporsi alle preoccupazioni sollevate da quelli che vedono le fragranze come una preoccupazione sanitaria. La CCTFA e la SPEIAC tennero una riunione il 20 giugno ad Halifax, in Nuova Scotia, sulle preoccupazioni dell’industria per le politiche “anti-profumazione”.

Numerose organizzazioni furono invitate a mandare qualcuno in Canada per farsi rappresentare. Albert Donnay del MCS Referral and Resources e Betty Bridges delFragranced Products Information Network furono invitati dalla Environmental Illness Society of Canada (EISC) e dalla The Nova Scotia Allergy and Environmental Health Association (NSAWHA) come loro rappresentanti.

Il CCTFA e la SPEIAC concentrarono le loro presentazioni su quelli che vennero definiti come i “miti” sulle fragranze. Ci fu una breve rassegna sul procedimento di “autoregolamentazione” dell’industria delle fragranze. Fu sostenuto anche che non c’era alcun dato scientifico a supportare i divieti e le preoccupazioni sanitarie riguardanti i prodotti profumati. Furono presentate informazioni molto ridotte riguardo un cambiamento e solo da pochi, ma nessun dato scientifico. Dopo la presentazione c’è stato un dibattito costituito da domande e risposte. L’industria non è stata in grado di fornire risposte adeguate alle domande poste.

Dopo la riunione fu tenuta una conferenza stampa sulle prospettive attuali di quelli che sostenevano che ci sono preoccupazioni sanitarie concernenti l’uso delle fragranze. L’industria delle fragranze fu invitata ad assistere a questo evento e le informazioni furono presentate alla stampa con la possibilità di fare domande.

Un’altra conferenza stampa fu tenuta, dopo questa, dall’industria delle fragranze. Alle associazioni Environmental Illness Society del Canada (EISC) e The Nova Scotia Allergy and Environmental Health Association (NSAWHA), come pure ai loro rappresentanti, non fu permesso di partecipare. I media, dopo aver assistito a quella precedente, furono in grado di fare molte domande decise, ma spesso non ci furono delle risposte.

L’appoggio dei media fu abbastanza buono e soprattutto bilanciato. Entrambe le vedute furono presentate. Nel resoconto di quelli preoccupati per la sicurezza delle fragranze, furono presentati molti dati scientifici a sostegno, mentre l’industria, invece, non desiderava presentare niente di diverso da materiale generico di pubbliche relazioni.

Il documento sottostante è stato redatto dalla signora Betty Bridges, una grande attivista americana affetta da allergia alle fragranze, che ha aperto uno dei siti web più qualificati e competenti sull’argomento, in quanto non ospita solo documentazione avversa alle profumazioni, ma anche ricerche e documentazioni eseguite dall’industria stessa delle fragranze, per offrire al pubblico una visione oggettiva del problema sociale.

Il movimento anti-profumo fu ben descritto dalle sue asserzioni e confutazioni, insieme ad un’ampia bibliografia sull’argomento. L’intento disonesto della provocazione terminò con il mantenimento dei diritti acquisiti, nella città di Halifax, dalle persone danneggiate dall’esposizione alle fragranze e, anzi, la notorietà dei fatti a livello internazionale ha aumentato la determinazione del movimento dei consumatori nell’esigere una maggior chiarezza e tutela della salute pubblica, nel proporre leggi più restrittive, nel sostenere una intensificazione di controlli sulla qualità delle materie prime impiegate e la trasparenza delle etichette.

In tutte le sue asserzioni l’industria sostiene che non esistono preoccupazioni e non ci sono dati scientifici disponibili da presentare. Un numero crescente di scienziati, medici e dati della letteratura dell’industria sostengono timori per la salute, la sicurezza e per gli aspetti ambientali delle fragranze. L’industria, invece di concentrarsi responsabilmente verso questi problemi riconosciuti, ha scelto di giocare la sua controversia puntando contro la Sensibilità Chimica Multipla.

In questo ambito l’industria ha degli interessi. Una petizione rivolta al FDA chiede un rafforzamento delle leggi sull’etichettamento. La pubblicità sugli eventi di Halifax minaccia l’immagine e i profitti dell’industria. In Europa è imminente un cambio legislativo, che richiede l’identificazione delle sostanze che producono sensibilizzazione sulla pelle. Le vere motivazioni dell’industria riguardano i grandi finanziamenti, travestiti sottilmente da asserzioni sulla libertà personale, messa in pericolo.

Asserzioni di Betty Bridges

Domande provenienti dall’articolo “L’industria cosmetica diffonde in Nova Scotia il dibattito sul profumo” di Jonathan Gotehouse, 25 aprile, 2000 pubblicato dal The National Post: un sommario di preoccupazioni sostenute da scienziati, medici e dati dell’industria.

Asserzione 1°: Le fragranze sono usate da secoli con effetti poco avversi. La storia sull’uso delle fragranze indica che sono sicure.

Confutazione: I composti delle fragranze sono stati usati da secoli. Prima del 1800 l’uso primario era per scopi medicinali, religiosi e cerimoniali. Si pensava che queste sostanze avessero il potere di proteggere dalle malattie e di prevenire dei danni. L’elite impiegò oli profumati per migliorare la bellezza. Cleopatra è famosa per una tale uso, ma queste abitudini erano limitate alle persone di potere. Fino al 1800 le materie prime furono ricavate da piante e fonti animali (1). Le fragranze moderne sono ricavate principalmente dai materiali sintetici sviluppati dopo la II Guerra Mondiale (2). I molteplici prodotti delle fragranze ora sono usati quotidianamente (3). La qualità delle esposizioni ai materiali e la quantità delle esposizioni sono lungamente diverse così da annullare qualsiasi paragone nei secoli e sfatare qualsiasi validità legata alla storia dell’uso.

Asserzione 2°: “Le persone hanno la libertà di usare le fragranze e i profumi da secoli, sia per il piacere individuale che per l’igiene” (Charles Low, Presidente del Cosmetic Toiletry Canada e dell’Associazione delle Fragranze).

Confutazione: I profumi erano usati per mascherare l’odore sgradevole del corpo durante un periodo storico in cui i bagni e l’igiene personale mancavano in larga misura, non come una parte integrante dell’igiene personale. Il profumo non fu mai usato per le sue proprietà, come un’entità distinta, fino al 1800 circa.

Asserzione 3°: Non ci sono evidenze scientifiche che giustificano la messa al bando di tutte le fragranze.

Confutazione: Ci sono in questo periodo considerevoli dati scientifici per sostenere i divieti sulle fragranze in certi ambienti. Certamente c’è abbastanza documentazione per sostenere le ragioni della salute, della sicurezza e delle preoccupazioni ambientali. Esiste una lunga rassegna di dati considerevoli prodotti da medici, scienziati e letteratura promossa dall’industria, sebbene, per quel che riguarda l’uso e l’esposizione alle fragranze, la documentazione sia sparsa e frammentaria. Queste riflessioni, nel tempo, portano una preoccupazione sull’abilità dell’industria dei profumi di assicurare l’incolumità dei suoi prodotti a causa di piccole sviste o delle regolamentazioni. Questi timori emergono anche dall’analisi di un profumo popolare, bisogna considerare quali sostanze chimiche sono davvero contenute nei profumi moderni.

Nel 1999 molti individui frustrati per la mancanza di informazioni disponibili su “Eternity”, un profumo molto noto di Calvin Klein, lo fecero analizzare da una società di analisi (che è membro dell’Associazione di Fragranza Internazionale e si è specializzata in additivi e fragranze). Per le limitate disponibilità economiche ed il costo elevato dell’analisi, fu esaminato un solo prodotto. Questo particolare profumo fu scelto perché frequentemente era stato menzionato come causa di sintomi negativi con un’azione scatenante della malattia, la MCS, ed aveva tutte le caratteristiche dei prodotti moderni: intensità molto forte e lunga persistenza.

L’analisi (OVER) rilevò sostanze che erano presenti sotto il livello di .01% nel prodotto. 41 sostanze furono riscontrate. I dati riguardanti la salute e la sicurezza di questi materiali furono poi approfonditi.

Dai dati disponibili nella letteratura emerse che le sostanze nel prodotto includevano composti tossici, irritanti per le vie respiratorie e per la pelle, sostanze che producono sensibilizzazione delle vie respiratorie e della pelle, con effetti sul Sistema Nervoso Centrale e possibili distruttori endocrini. La chimica, la fisica e le proprietà tossicologiche della maggior parte dei composti non erano state testate completamente.

La sostanza trovata nella concentrazione più elevata era l’ISO E SUPER, molte sostanze usate nelle fragranze comuni non avevano studi sulla salute e dati di sicurezza pubblicamente disponibili (4). Basandosi su questi dati l’Environmental Health Network/Rete della Salute Ambientale della California presentò una petizione alla FDA, in cui si chiedeva che questo prodotto fosse dichiarato Misbranded (etichettature errata) perché contiene sostanze di cui non è stata approvata l’incolumità e non riporta in etichetta l’avvertimento richiesto dalla legge Americana.

Sono state raccolte più di 900 firme che sono state spedite alla FDA, che sostiene l’azione # 99P1340 (5). Sebbene la FDA non avesse preso una decisione formale sulla petizione, ha incluso nell’anno 2000, tra le sue priorità strategiche, quella di favorire la pubblicazione dell’avvertimento per le sostanze che nella formulazione riportassero ingredienti dei quali non è stata analizzata la sicurezza.

Asserzione 4°: L’industria cosmetica vuole spiegare la sua posizione sulle fragranze.

Confutazione: L’industria deve fare molto di più che dichiarare la sua posizione per la risoluzione volenterosa dei problemi. Deve essere disposta a prendere parte ad un dialogo aperto indirizzato verso la salute, la sicurezza e la preoccupazione per l’ambiente. Essa deve astenersi dall’usare tattiche diversive per sostare l’attenzione dalle situazioni chiare ad aspetti della salute ancora controversi. Sebbene la salute, la sicurezza e le preoccupazioni ambientali siano elevate per alcuni, l’industria non ha scelto d’indirizzarsi verso queste tematiche. Solamente perché i loro profitti e la loro immagine sono stati minacciati, sono andati ad Halifax per concedere qualche volenterosa ammissione che le fragranze possono avere un’azione scatenante con effetti sulla salute per alcuni individui.

Asserzione 5°: Le sostanze contenenti fragranze sono regolate bene.

Confutazione: Grazie al “mestiere del Profumiere”, condizione sociale che prevede la segretezza dei prodotti usati nelle fragranze, la regolamentazione è estremamente limitata.

Gli ingredienti nelle fragranze non devono essere rivelati, anche alle agenzie regolatrici. Altro che una manciata di sostanze, potenzialmente qualsiasi cosa può essere impiegata come materia prima delle fragranze. L’esame per la sicurezza e la salute non è richiesto prima dell’introduzione sul mercato (7, 8).

La Legge Americana prevede un’Etichetta di avvertimento sul prodotto, quando l’incolumità non è stata provata per tutti gli ingredienti e per il prodotto finale (7). Dalle proprie ammissioni l’industria delle fragranze ha esaminato meno della metà delle 3.000 e più materie impiegate (8). Questa Legge non è imposta come effettivamente nessun prodotto contenente fragranza riporta l’avvertimento richiesto.

La Legge Canadese richiede che le etichette avvertano di qualsiasi rischio associato con il prodotto e che il consumatore sia consapevole (9). È risaputo che la sensibilizzazione della pelle può essere scatenata dalle profumazioni che causano allergie del derma. Nessun avvertimento di questo potenziale pericolo appare sulle etichette. L’estensione di questa richiesta di etichettatura, che individua le possibili sostanze, non è ancora stata determinata o almeno resa pubblica. Gli Stati Uniti e il Canada seguiranno probabilmente il lavoro della Comunità Europea nel condurre un’etichettatura degli agenti sensibilizzatori della pelle (10).

Asserzione 6°: I prodotti profumati non sono i peggiori colpevoli come invece lo sono molti altri allergeni e sostanze che possono causare effetti nocivi.

Confutazione: Prima di fare delle quantificazioni sugli allergeni, si deve trovare un modo per farlo. In Dermatologia le profumazioni sono classificate come uno degli allergeni più comuni e le persone con allergie della pelle alle fragranze sono in continuo aumento. Dato che le vie aeree e i polmoni sono più sensibili del derma agli allergeni, è prudente considerare che le fragranze possono essere classificate come forti allergeni respiratori. Non ci sono test disponibili per lo studio delle profumazioni come allergeni respiratori, così non c’è nessuna maniera di determinare se le fragranze sono i colpevoli peggiori. Fino a quando tale verifica non sarà disponibile, l’unico modo per misurare quanto le fragranze saranno problematiche è considerare la storia clinica dei pazienti. I prodotti contenenti profumazioni sono citati frequentemente per avere un’azione scatenante dell’Asma, delle Allergie e di altre problematiche. Potenzialmente ogni organizzazione o agenzia che si occupa di salute respiratoria, elenca le fragranze come agenti scatenanti per l’Asma (11,12). È necessario che si sviluppino degli esami per determinare quali sostanze delle fragranze sono allergeni respiratori. Pertanto, fino a quando le sostanze problematiche non saranno individuate, eliminate dal commercio o elencate nell’etichetta, l’unico modo per sottrarsi ad esposizioni problematiche è quello di evitare tutte le esposizioni ai prodotti contenenti fragranze.

Le profumazioni sono composti volatili che si combinano nell’aria e si aggiungono all’inquinamento dell’aria negli ambienti chiusi. La qualità dell’aria ha un impatto molto severo nelle persone con Asma, Allergie, Sinusiti e altri disturbi respiratori. Per prudenza, quindi, la restrizione dell’uso dei prodotti con fragranze è necessaria per la qualità dell’aria (13). In Nova Scotia l’invito alla riduzione dell’uso delle profumazioni fa parte di uno sforzo per limitare l’esposizione a sostanze inquinanti nell’aria indoor provenienti da numerose fonti.

Asserzione 7°: I divieti alle fragranze violano i diritti personali.

Confutazione: I diritti personali sono molto relativi, perché noi non viviamo da soli in questo mondo. Quando i diritti personali si scontrano, bisogna fare una valutazione della situazione. Non arreca danni all’utente evitare di usare un prodotto profumato. Per quelli che hanno effetti avversi, un tale uso può causare un gran danno. Quando le azioni di una persona scatenano in un altro reazioni di malattia, impedendo l’accesso al lavoro, agli ambienti per la cura della salute e ai servizi essenziali; i DIRITTI di quali persone sono violati?

Asserzione 8°: Si rischia di negare le libertà individuali se si dà la priorità a chiunque abbia interessi particolari (Charles Low, presidente della Canadian Cosmetic Toiletry and Fragrance Association).

Confutazione: L’unico interesse di quelli che cercano di limitare l’uso di prodotti profumati negli spazi pubblici è quello della SALUTE, appena “uno speciale interesse”. Forse l’interesse speciale è nell’industria che desidera mantenere uno “Status Quo” e non rendere conto degli effetti dei suoi prodotti.

Asserzione 9°: I problemi possono essere risolti incoraggiando l’istruzione ad “UN USO RESPONSABILE” dei prodotti.

Confutazione: Certamente l’istruzione è un aspetto molto importante, ma, prima di un uso responsabile dei prodotti, devono essere disponibili anche prodotti responsabili. Il molteplice uso dei prodotti profumati è incoraggiato dall’industria. La stessa industria dichiara che le fragranze di un prodotto non dovrebbero essere percepibili oltre la lunghezza di un braccio quando sono usate direttamente, invece impregnano una stanza per ore. “Le sostanze che combinano un elevato volume di odore sono diffuse con un’alta forza inerente, per questo possono essere percepite ad una grande distanza ed essere molto efficaci nell’ambiente esterno e asciutto” (Calkin R. R. Jellinek JS. Perfumery: Practis and Principless; pagine, 166-167; Wiley 1994).

Il giornalista Leah Mclaren, dopo che si era cosparso deliberatamente di numerosi prodotti profumati, andò nella sala d’attesa dell’ospedale pediatrico di Halifax che aveva un divieto alle fragranze. L’ospedale pediatrico serve molti bambini asmatici e altri con problemi alle profumazioni chimiche. Non ci dovrebbe essere nessun dibattito riguardo il divieto delle fragranze nelle strutture mediche perché dovrebbero essere accessibili a tutti. Tali azioni dimostrano come possono agire le persone animate da cattive intenzioni.

Si tratta così di difendere una persona che usa le fragranze per annullare il frutto del cambiamento ottenuto con lo sforzo di molte persone, che sono state disposte ad essere cortesi e responsabili (14).

Asserzione 10°: L’industria delle profumazioni si sta indirizzando adeguatamente verso la sicurezza, la salute e le preoccupazioni ambientali.

Confutazione: Gli attuali test di controllo sono inadeguati. I test fatti sulle materie prime non riflettono le reali condizioni d’uso. Bisogna considerare le sinergie e le modifiche degli effetti. I test dovrebbero essere ampliati, includendo effetti sul sistema respiratorio, neurologico e sistemico.

Da parte dell’industria ci dovrebbe essere una registrazione delle reazioni avverse alle fragranze, con un numero di contatto (numero verde) riportato sulle etichette dei prodotti. Questi dati potrebbero essere utilizzati per individuare i prodotti e le sostanze problematiche. Un servizio abilitato a questo programma potrebbe aiutare i dermatologi ad individuare gli ingredienti dei prodotti per i quali i loro pazienti hanno reazioni avverse e ad espandersi per includere anche altri effetti avversi e medici. I Consumatori hanno bisogno di essere informati che le profumazioni possono avere un’azione scatenante e così possono aumentare alcune malattie come l’Asma, le Allergie e le Emicranie. Un’etichettatura andrebbe inclusa anche per questi affetti. I prodotti hanno bisogno di essere riformulati per essere meno diffusivi ed invasivi per gli altri. Specialmente i prodotti di maggior uso e consumo dovrebbero essere offerti minimamente profumati e in maggior quantità senza fragranze, incluse le fragranze di mascheramento.

L’industria deve essere disposta a valutare responsabilmente questa tendenza all’IPERPROFUMATO. Deve evitare questi problemi se vuole, nel tempo, limitare i danni economici. Con gli attuali livelli d’uso delle fragranze le problematiche continueranno a salire. Il rifiuto di porre attenzione a queste preoccupazioni getta grandi dubbi sulla capacità dell’industria di regolarsi. La collaborazione con le persone che hanno effetti avversi potrebbe aiutare in questa lunga corsa. C’è bisogno di realizzare una panoramica di questi problemi sulle profumazioni con la collaborazione tra industria, comunità medica e scientifica e chi ha sintomi avversi per identificare le preoccupazioni.

Bibliografia

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5. Petition can be viewed at: http://www.ameliaww.com/fpin/Petition.htm or
http://www.fda.gov/ohrms/dockets/dailys/051199/cp00001.pdf

6. CFSAN 2000gram Priorities: U. S. Food and Drug Administration Center for Food Safety and Applied Nutrition February 10, 2000

7. U.S. Food and Drug Administration Center for Food Safety and Applied Nutrition Office of Cosmetics Fact Sheet February 3, 1995. “FDA Authority Over Cosmetics”

8. Nitro musks in fragrance products: an update of FDA findings.(includes related article on self-regulation by the fragrance industry) Cosmetics and Toiletries; June 1996 (v111 n6) Start Page: p73(4) ISSN: 0361-4387; Wisneski, Harris S. Havery, Donald C.

9. AVOIDABLE HAZARD – Section 24 of the Cosmetic Regulations (Food and Drugs Act) Canada

10. FRAGRANCE ALLERGY IN CONSUMERS: A REVIEW OF THE PROBLEM ANALYSIS OF THE NEED FOR APPROPRIATE CONSUMER INFORMATION AND IDENTIFICATION OF CONSUMER ALLERGENS: SCCNFP/0017/98 Final December 1999

11. American Lung Association: Asthma Magazine Article: Wheezing at Work — The Office Can be Home to an Assortment of Asthma Triggers by: Dawn Marvin and Jackie Trovato
http://www.lungusa.org/pub/ast_article4.html)

12. JAMA: What Triggers Asthma? Education and Support Center
http://www.ama-assn.org/special/asthma/support/educate/triggers.htm

13. The Analysis of Perfumes and their Effect on Indoor Air Pollution By John J. Manura Presented at EAS, Somerset, NJ., November 1998)

14. Non-scents in Nova Scotia; LEAH McLAREN; The Globe and Mail; Saturday, April 29, 2000)

Sommario scientifico sulla sicurezza delle fragranze

1. Da tutti i rapporti, l’industria delle fragranze risulta essere regolata primariamente da se stessa. Questo riguarda anche l’esame e la valutazione dell’incolumità dei materiali delle profumazioni.

2. I test primari dell’industria si concentrano sugli effetti sulla pelle. Le materie prime sono esaminate in modo individuale e questo non riproduce le condizioni attuali in cui sono impiegate. I test attuali spesso non riescono a identificare gli allergeni derivati dall’uso e dal collaudo clinico. Solo la metà delle sostanze utilizzate è stata esaminata per gli effetti sulla pelle. Test respiratori, neurologici e per gli effetti sistemici non sono previsti.

3. L’1-2% della popolazione ha allergie della pelle per l’impiego delle fragranze e l’incidenza sta aumentando (1). C’è una correlazione diretta tra l’uso di profumazioni e lo sviluppo delle allergie. I materiali utilizzati nelle combinazioni hanno sinergie ed effetti diversi (2,3). L’unico modo per evitare gli allergeni contenuti nelle fragranze è di non utilizzare i prodotti con profumazioni, vista l’impossibilità di sapere in anticipo se un allergene è contenuto nel prodotto. Per le persone che hanno sintomi negativi scatenati dal contatto indiretto e da allergeni trasportati dall’aria, l’evitamento dei prodotti per uso personale non è sufficiente. Le sostanze contenute sulle superfici o nell’aria possono scatenare la stimolazione delle reazioni (4). Per queste persone le allergie della pelle possono avere un effetto debilitante.

4. L’assorbimento attraverso la pelle è una via per le sostanze delle profumazioni di penetrare nel corpo (5). Molte sostanze che vengono impiegate hanno anche la proprietà di aumentare l’assorbimento da parte della cute e facilitano quindi la penetrazione di altre sostanze attraverso la pelle (6-7). Non si conosce se l’effetto di queste sostanze sia simile sulle vie aeree. Se così fosse, si potrebbe spiegare perché le fragranze sono così problematiche e si avrebbe un chiarimento plausibile per l’aumentata sensibilità agli allergeni come l’acaro che è presente da molti secoli (ma solo recentemente è causa di gravi sintomatologie). Questo è un settore che deve essere studiato.

5. La maggior parte dei composti impiegati nelle profumazioni sono irritanti per le vie respiratorie. Alcuni sono conosciuti come agenti sensibilizzatori delle vie aeree. La maggior parte non è stata valutata per i suoi effetti sui polmoni e sul sistema respiratorio. Le sostanze irritanti per le vie respiratorie rendono le vie aeree più sensibili agli allergeni e ai danni, così possono avere un’azione stimolante e scatenare condizioni come Asma, Allergie, Sinusiti e altri disturbi respiratori. Con l’aumento dell’Asma e degli altri disturbi respiratori è essenziale ridurre l’esposizione a sostanze irritanti. Va aggiunto che, per un sottogruppo di asmatici, la patologia è specificatamente scatenata dalle profumazioni. Questi dati suggeriscono che le fragranze possono avere un’azione innescante non solo per l’Asma, ma esse potrebbero causare altre patologie (8,9,10). Uno studio recente dell’Istituto di Medicina, patrocinato dall’EPA, ha messo le fragranze nella stessa categoria del fumo passivo come causa scatenante dell’Asma in età scolare e oltre (11). Questo è particolarmente indicativo soprattutto perché poche ricerche vengono fatte sugli effetti respiratori delle profumazioni. Questa ricerca suggerisce che questi dati sono molto importanti e indica anche che c’è bisogno di approfondire questo settore. Le fragranze vengono assorbite rapidamente all’interno del corpo attraverso il Sistema Respiratorio e una volta all’interno possono avere effetti sistemici (12).

6. Le cefalee sono frequentemente scatenate dalle fragranze. È risaputo che le profumazioni fanno cambiare il flusso del sangue a livello cerebrale. Molte sostanze comuni delle fragranze hanno potenti effetti sedativi per via inalatoria (13). Studi recenti suggeriscono che queste sostanze possono agire sugli stessi recettori del cervello come l’alcool e il tabacco alterando l’umore e la funzionalità (14). Alcune sostanze, che sono state usate estesamente per decenni, hanno avuto proprietà neurotossiche gravi con accumulo nei tessuti del corpo (15, 16, 17). Nonostante queste scoperte, le sostanze delle profumazioni non sono mai state esaminate per gli effetti neurologici. I percorsi olfattivi hanno una connessione diretta con il cervello (18).

7. Il muschio sintetico crea bioaccumuli nel tessuto umano ed è espulso solo molto lentamente. Questi composti si trovano nel sangue, nel tessuto adiposo e nel latte umano (19).

8. Gli ftalati, sospetti distruttori endocrini, sono impiegati come fissanti a livelli relativamente elevati (20).

9. Si è scoperto che il Citral causa l’ingrossamento della ghiandola Prostatica negli studi animali ed ha effetti estrogeni (21).

10. Altri composti impiegati nelle fragranze sono possibili cancerogeni (22).

11. Numerose sostanze chimiche delle profumazioni, quando vengono inalate, hanno effetti sulle risposte immunitarie della pelle (23). Gli effetti a lungo termine di molte fragranze sui sistemi del corpo non sono prevedibili.

12. Ci sono anche motivi di preoccupazioni di carattere ambientale. Le fragranze sono estremamente volatili e si combinano nell’aria e una parte di ogni fragranza utilizzata entra nell’aria. Dato l’uso molto esteso e l’impiego di sostanze pure utilizzate nei prodotti, tutto questo ha un serio impatto sulla qualità dell’aria indoor (negli ambienti chiusi). Non ne è investita solo l’aria indoor, ma anche quella esterna (outdoor). Recentemente, in Norvegia, è stata rilevata all’aperto una fragranza, anche in un’area remota.

13. L’aria non è l’unica preoccupazione per i composti dei muschi sintetici che si combinano e hanno inquinato anche gli ambienti acquatici, gli animali e le piante selvatiche di tutto il mondo. Il trattamento delle acque reflue non è stato in grado di rimuovere le sostanze chimiche delle fragranze (25). Molti di questi composti sono persistenti nell’ambiente, mentre altri agiscono come conservanti a causa del continuo afflusso delle sostanze (26). Ci sono anche buoni motivi per avere timori, che sono impossibili da risolvere in un breve spazio di tempo.

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