Anomalie biochimiche nei pazienti con MCS

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Silvia K. Müller
CSN – Chemical Sensitivity Network, aprile 2008
Traduzione di Silvia Bigeschi

Ridotta capacità di disintossicazione e deficit di sostanze nutritive sono le condizioni che favoriscono l’insorgere della Sensibilità Chimica e il suo aggravamento. Una terapia finalizzata al riequilibrio delle sostanze nutritive porta una parte dei malati ad un chiaro miglioramento clinico anche della capacità di disintossicazione.

La Sensibilità chimica non è paragonabile alle allergie. I pazienti con Sensibilità Chimica (MCS) mostrano molteplici anomalie biochimiche e fisiologiche e sono generalmente più malati di un gruppo di controllo di persone allergiche, dichiara L. Galland sulla rivista specializzata americana Occupational Medicine.

Anomalie accertabili
Galland dice che nella MCS sono associate anomalie specifiche del metabolismo degli acidi grassi e degli aminoacidi, come anche una ridotta attività del glutatione superossidismutasi, anomalie negli eritrociti e del glutatione perossidasi extracellulare, sindrome del prolasso del lobo mitrale, ipotiroidite e autoimmunità della tiroide. Nel suo studio Galland accerta che nel gruppo di controllo di persone con allergie e nei pazienti con MCS spesso si hanno deficit uguali di magnesio e Vit. B6.

Dato che le persone sensibili alle sostanze chimiche stanno quasi sempre male è probabile che alcune di queste anomalie contribuiscano a peggiorare le condizioni generali di salute a prescindere dalle loro sensibilità. Galland ipotizza che sia possibile che queste diverse anomalie vengano causate da disturbi neuroendocrinologici o metabolici non identificati che arrivano insieme alla condizione di iper – sensibilità.

Conclusioni su cui riflettere
Un risultato conseguente è che spesso nei malati viene riscontrata una ridotta concentrazione di antiossidanti. Ugualmente significativo è il risultato che i pazienti con MCS avevano una ridotta attività del glutatione SOD nell’89% de casi e del glutatione GPX nel 48% dei casi. Il 41% dei pazienti con MCS mostrava una ridotta secrezione degli aminoacidi essenziali, nonostante una dieta ricca di proteine. Invece la vitamina C nei leucociti era ridotta solo in 5 pazienti che non assumevano integratori.

Terapie efficaci, invece di ignoranza verso i pazienti
Galland, basandosi sui risultati del suo studio, così come è opinione di molti medici ambientali di livello mondiale, sostiene che la carenza di antiossidanti può portare ad una ipersensibilità verso le sostanze inquinanti ambientali e verso le sostanze chimiche tossiche. Effettivamente una terapia basata su antiossidanti come selenio, vitamina C, rame, zinco, compresi anche gli aminoacidi solforosi, aveva portato ad un chiaro miglioramento nel 25% dei pazienti del gruppo con MCS e ad un miglioramento limitato dei sintomi in un ulteriore 18% dei pazienti. In tutti i pazienti nei quali alla fine della cura era stato determinato di nuovo il valore del glutatione eSOD (superossidismutasi negli eritrociti) ed eGPX (glutatione perossidasi extracellulare) era stato osservato un miglioramento della concentrazione di entrambi i valori.

E’ del tutto sensato ritenere possibile fare adeguate diagnosi dei pazienti chimicamente sensibili e quindi trattarli con adeguate terapie individuali.

Letteratura: Galland L., Biochemische Anomalien bei Patienten mit MCS, Occup. Med. 1987 Oct-Dec;2(4):713-20.

Fonte: http://www.csn-deutschland.de/blog/2008/04/23/biochemische-anomalien-bei-patienten-mit-mcs/

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