Caso riconosciuto di polineuropatia ed encefalopatia tossica

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Prof. Max Daunderer
dal sito http://www.toxcenter.de
Traduzione di Silvia Bigeschi

Insieme ai migliori neurologi e psichiatri tedeschi abbiamo diagnosticato un caso molto complicato. L’occasione è stata il fatto che l’ufficio assistenza aveva dato scarsa importanza alle 12 diagnosi documentate con una invalidità totale del 120% e un riconoscimento del 50%. I neurologi hanno stabilito un grado di invalidità del 100%. Naturalmente qui sono stati presentati dati oggettivi, presentabili e riproducibili.
In casi del genere sono previsti i seguenti test:
1) Risonanza Magnetica Nucleare della testa con focolai in punti tipici, segni di infarto, danno al metabolismo, una serie di eventi diversi.
2) EEG prolungato: questo vecchio metodo dà informazioni esatte sui danni nervosi del cervello (danni assonali) – in più con iperventilazione e apertura degli occhi. Il tempo di osservazione prolungato dà informazioni sulla resistenza e sulla facilità a stancarsi. Immediatamente l’esperto conosce in che modo sono diffusi i danni cerebrali causati dai veleni.
3) Elettromiogramma: la misurazione della conducibilità nervosa nell’avambraccio è una prova sicura di danneggiamento nervoso grave (più di 38 sec.).
4) Visita neurologica con stato dei riflessi. Questa visita ha un senso dopo gli esami preliminari precedenti. Si cerca se le alterazioni organiche trovate prima hanno portato anche alterazioni del sistema nervoso periferico (riflesso aumentato, anomalo, andatura insicura, mancanza di abilità). Il numero dei tumori dimostra, poi, attraverso tecniche di analisi oggettive e ripetibili in ogni momento, i danni nervosi causati da tossine. Nell’avvelenamento, una polineuropatia (danno ai nervi delle braccia e delle gambe) è sempre associata ad una encefalopatia (danno al cervello). In linea di principio le alterazioni sono uguali con tutti i tipi di tossine, più frequenti sono i danni causati dall’alcool.
I neurologi di vecchia scuola partono da questo presupposto e cioè che l’alcool sia sempre la causa; così tutti i pazienti con danni nervosi causati da tossine temono proprio questo. L’alcool danneggia in modo permanente l’attenzione e tutte le capacità. Per consolidare la nostra diagnosi si fanno una serie di test che in tutti i danni cerebrali causati da veleni danno esiti fuori dalla norma. Questo non risulta in nessun esame in caso di intossicazione cerebrale da alcolismo
In questi casi la risonanza magnetica dell’encefalo è l’esame decisivo. Anche nei casi di alcolismo ci sono segni di riduzione cerebrale, ma nessun segno di focolaio cerebrale. I focolai cerebrali sono sempre di origine tossica, quasi sempre a causa dell’amalgama, più di rado da oro, altri metalli o veleni abitativi (PCP, formaldeide). Prima si pensava che fossero danni vascolari o infarti, però questi si verificano solo nell’ambito dei grossi vasi cerebrali come l’arteria media. Ulteriori esami tecnici come elettroencefalogramma (EEG) ed elettromiografia (EEG) delineano i segni inconfondibili del danno tossico se è così irreversibile da dover percepire un pensionamento.
Certificato di pensione
Quando non ci si vuole fare attaccare – come spesso accade – con cause psichiche come la schizofrenia con disturbi lavorativi, un malato grave deve ricorrere a tutti e quattro i suddetti pilastri della diagnostica.
Se non si trova nessun neurologo di Nuova Scuola, è bene fare una PET –  accurato esame diagnostico neurologico, in caso di MCS meglio farlo dopo l’esposizione ad una fragranza. La precisa diagnosi tossicologica avuta in precedenza richiede visita ed anamnesi neurologica approfondita, come pure di una perizia scritta molto lunga e dettagliata. Questo però non si può fare logicamente nell’ambito della cassa mutua, che deve visitare almeno 10 pazienti.
Quando si considera, però, quali decisioni dipendono da queste visite lunghe, questa spesa è assolutamente giustificata.
Per di più si riceve anche la raccomandazione di una chiara terapia.
Noi consigliamo:
1. Cyclandelat (cominciando con un dosaggio basso con ½ Natil ®)
2. Gingko Biloba (allo stesso modo 14 giorni cominciando con un dosaggio basso)
Con la pensione e la consapevolezza che devono essere evitati i veleni (i denti sono già stati estratti), sembra che la vita meriti di nuovo di essere vissuta. La prognosi è migliore nelle persone adulte piuttosto che nei giovani, i quali senza formazione e senza rendita non sanno come fare a chiedere e trovare aiuto senza essere etichettati come psicopatici.
Alla fine, indipendentemente dal paziente, il medico ha il suo quadro clinico completo e a questo punto sa cosa ancora si può tentare. Come spesso accade abbiamo riunito il nostro sapere al meglio per farlo conoscere al paziente e lo abbiamo indirizzato da due medici. Questi due medici si conoscono, hanno ricevuto la loro formazione dal Prof. Bodechtel, il primo e migliore dei neurologi. Durante un suo discorso ad una scuola di avviamento professionale disse: “Non tutti i danni o tumori che causano danni cerebrali neurologici hanno come causa un avvelenamento”. Nel corso della sua vita ha ribadito che: “Ogni danno neurologico deve essere chiarito tecnicamente ed indipendentemente tre volte”.
La collaborazione di questi due neurologi tossicologi ha già portato innumerevoli pazienti a ritrovare la salute e nuove prospettive per il futuro.

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