Focus sulle profumazioni

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Brandy E. Fisher

Environmental Health Perspectives Volume 106, 12 dicembre, novembre 1998

Traduzione dall’inglese di Donatella Stocchi e della Prof.ssa Rossella Savani
Pubblicato con il permesso dell’editore

Le fragranze sono onnipresenti in natura e ha un ruolo principale sia negli animali che negli esseri umani aiutandoli a individuare il cibo e attirandoli per riprodursi. Attraverso la storia, gli esseri umani hanno derivato fragranze dall’ambiente naturale per una varietà di scopi, incluso l’uso religioso e i rituali della sepoltura, per gli effetti afrodisiaci e per coprire gli odori sgradevoli. Nel tardo ‘800, è stata introdotta la prima profumazione contenente ingredienti sintetici. Da allora la gente ha utilizzato in modo intensivo le sostanze chimiche per imitare i profumi della natura.

Il fascino dei consumatori per il profumo è aumentato con la produzione di molti prodotti “personali” profumati tra cui cosmetici, lozioni, saponi, oli e profumi. Sul mercato oggi ci sono più di 1.000 fragranze per il corpo (tra cui acque colonia, profumi e acque da toeletta), secondo The Fragrance Foundation (La Fondazione di Fragranza), una divisione didattica senza fini di lucro dell’industria della fragranza. Inoltre, i profumi vengono ora aggiunti a una grande quantità di prodotti commerciali che variano da prodotti per la pulizia, a fazzoletti di carta, a candele, a pannolini.

Mentre a molte persone piace indossare profumi e utilizzare i prodotti profumati, c’è una protesta crescente da parte di quelle persone che lamentano che certe fragranze, incluso i profumi e i prodotti profumati, incidono dannosamente sulla loro salute. Essi riferiscono sintomi come emicranie, vertigini, nausea, fatica, brevità di respiro, difficoltà di concentrazione e sintomi simili all’allergia. È stato mostrato che molti pazienti asmatici hanno reazioni avverse ai profumi e ad altre fragranze e alcuni ricercatori hanno ipotizzato che l’esposizione alle profumazioni possa causare l’asma. Le persone che soffrono di sensibilità chimica multipla (MCS), una condizione nella quale si pensa che l’esposizione a una sostanza chimica conduca a reazioni avverse ad altre sostanze chimiche, lamentano che l’esposizione alle fragranze causa loro diversi sintomi, spesso al punto che chi ne soffre è disabilitato o deve tralasciare molte delle sue solite attività per evitare l’esposizione.

Dato che continuano ad emergere informazioni sull’inquinamento dell’aria al chiuso, sembra che le fragranze possano rappresentare parte del problema. Alcuni ricercatori credono che l’esposizione alle tipiche sostanze chimiche trovate in molti prodotti possa contribuire allo sviluppo e all’inasprimento della sindrome dell’edificio malato, una condizione di salute presumibilmente causata dall’inquinamento dell’aria al chiuso. Le sostanze chimiche nei profumi, nelle acque di colonia e nei deodoranti indossati dai dipendenti si aggiungono alle miscele chimiche nell’aria al chiuso, insieme alle profumazioni nei prodotti per le pulizie. Inoltre, alcuni proprietari di edifici immettono certe fragranze nei sistemi di ventilazione degli uffici pensando che possano evocare una risposta emotiva che porti ad una maggiore produttività di lavoro.

Claudia Miller, un professoressa associata di Medicina Ambientale e del Lavoro del Centro delle Scienze della Salute dell’Università del Texas a San Antonio, afferma che numerosi studi indicano che il 15-30% della popolazione generale ha qualche sensibilità a sostanze chimiche, comprese le fragranze e per il 4-6% l’intolleranza chimica ha un impatto notevole sulla loro qualità di vita. Di queste persone, più dell’80% riferisce che l’esposizione a fragranze è fastidiosa. Miller, che ha condotto una vasta ricerca sulla MCS ed è coautrice del libro Esposizioni chimiche: Livelli bassi e alti rischi, aggiunge che molti veterani della Guerra del Golfo riferiscono di nuove intolleranze chimiche fin dalla guerra, tra cui la sensibilità alle profumazioni.

Gerald McEwen, vice presidente scientifico della Cosmetica, Toiletry and Fragrance Association con sede a Washington DC, l’associazione dei commercianti dell’industria dei prodotti per la cura personale, dice che le fragranze sono presenti nella maggior parte dei prodotti a concentrazioni molto basse e le persone che sostengono di essere influenzate negativamente dai prodotti profumati potrebbero reagire in effetti ad altre sostanze chimiche degli stessi prodotti o del loro ambiente. L’associazione sostiene che è più probabile che le persone identifichino le fragranze come gli agenti offensivi perché sono ben riconoscibili. McEwen continua suggerendo che le reazioni alle profumazioni potrebbero essere psicologiche: “Questa potrebbe essere una risposta condizionata del momento come una risposta organica.” Questa teoria ha molti sostenitori, tra cui Sally Satel, un conferenziere di psichiatria della Scuola di Medicina dell’Università di Yale (N.t.d. *Omissione di una frase dal testo originario).

Componenti delle fragranze

Il processo per sviluppare le fragranze è una miscela complessa di chimica e di arte. Non solo le sostanze chimiche utilizzate devono essere compatibili, la combinazione deve essere anche piacevole per l’olfatto. Gli ingredienti sintetici sono meno cari degli ingredienti naturali e possono essere creati sempre, mentre l’approvvigionamento degli ingredienti naturali dipende dalla stagione e dalla loro disponibilità. Una volta immessi sul mercato gli ingredienti sintetici, i profumi e le fragranze sono diventati più numerosi e sono aumentate la domanda e le forniture. Si valuta che ci siano più di 3.000 sostanze chimiche utilizzate nella produzione delle fragranze. Le sostanze chimiche organiche sintetiche costituiscono più dell’80-90% (per peso e valore) delle materie prime utilizzate nelle formulazioni dell’aroma e della fragranza. Una singola fragranza può contenere un minimo di 10 sostanze chimiche fino a parecchie centinaia. Come per molte altre sostanze e miscele chimiche in uso diffuso quotidianamente, è poco noto l’impatto che possono avere le fragranze sulla salute umana.

A causa della natura complessa e competitiva della produzione delle fragranze, ai produttori è stato dato il diritto di proteggere i loro prodotti attraverso le leggi del segreto commerciale di stato, che permettono loro di non divulgare gli ingredienti. A causa della segretezza che ricopre gli ingredienti delle fragranze, le lamentele di reazioni avverse alle fragranze possono essere difficili o impossibili da collegarsi a particolari sostanze chimiche delle fragranze. Tale segretezza rende anche difficile per i ricercatori studiare gli effetti delle fragranze sulla salute. “A causa del numero di sostanze chimiche e delle loro diverse volatilità, della polarità e altre proprietà, l’analisi è costosa e tecnicamente sofisticata”, dice Lance Wallace, uno scienziato ambientale dell’ufficio Ricerca e Sviluppo dell’ EPA.

Il termine di “fragranza” su un’etichetta è spesso rappresentativo di una miscela complessa di sostanze chimiche.

Come parte degli sforzi fatti per identificare le sostanze che contribuiscono all’inquinamento dell’aria al chiuso, Wallace e colleghi hanno condotto uno studio per individuare i composti organici volatili emessi dalle fragranze. Questi composti possono essere sia tossici che cancerogeni e sono stati associati ai sintomi della sindrome dell’edificio malato.

Lo studio, pubblicato nei procedimenti della Air & Waste Management Association’s 84°th Annual Meeting, tenutasi il 16-21 giugno 1991, ha esaminato 31 prodotti profumati selezionati, incluso profumi, saponi e deodoranti. Le marche non furono rivelate perché era stata fatta solamente un’analisi semiquantitativa su ogni campione; quindi, non si è potuto dichiarare che i risultati erano indicatori di quella composizione tipica di quell’esemplare. I ricercatori hanno identificato un totale di 150 sostanze chimiche singole nei 31 prodotti. Le sostanze chimiche che sono apparse in più di metà dei prodotti includono etanolo, limonene, linalool, ß-phenethyl alcool e ß-myrcene. Gli autori indicano che alcune di queste sostanze chimiche sono state testate per carcinogenità, ma dicono che alcune, come il pinene, sono mutageni noti e le altre, come la canfora, hanno effetti tossici conosciuti ad alte concentrazioni. Il limonene è stato esaminato per carcinogenità ed è stato osservato causare cancro nei topi maschi, ma non in cuccioli o femmine. Wallace mette in guardia che, mentre le sostanze chimiche sono state identificate come componenti delle fragranze, gli effetti sulla salute possono verificarsi a dosi di gran lunga più alte di quanto può essere di solito trovato nelle fragranze.

Mary Lamielle direttore generale del National Center for Environmental Health Strategies, un’organizzazione nazionale senza fini di lucro, che si dedica a trovare soluzioni creative per problemi di salute ambientale, mette in evidenza che, sebbene le sostanze chimiche possano essere presente a bassi livelli nei profumi e generalmente nei prodotti, le persone non sperimentano solo una singola esposizione. “Queste stesse sostanze chimiche affiorano in molti prodotti”.

Industria autoregolamentata

Attualmente, l’industria delle fragranze è essenzialmente autoregolamentata negli Stati Uniti. L’Uffico di Cosmetici e Colori della FDA ha giurisdizione sui profumi e sulle fragranze utilizzate nei cosmetici, ma non richiede un processo di approvazione o di controllo prima della commercializzazione per i profumi o per i cosmetici che contengono fragranze, dice John Bailey Jr., direttore dell’ufficio. Quindi, la FDA tecnicamente non ha la giurisdizione sui prodotti fino a quando non sono sul mercato. “Dipende dal produttore commercializzare un prodotto sicuro”, “se c’è un pericolo di salute pubblico identificabile, l’agenzia può certamente intervenire ed agire”. Tuttavia, dice, “Le persone sostengono di essere sensibili alle fragranze, ma nonostante gli sforzi per provare a definire il pericolo, l’argomento ha provocato un’identificazione concisa di un pericolo per la salute pubblica [e ne ha]provocato una buona definizione scientifica. Quindi, l’agenzia non è in una condizione di proporre un cambiamento al regolamento”.

A causa delle regole del segreto commerciale, la FDA non richiede ai produttori di rivelare gli ingredienti delle fragranze all’agenzia, né gli richiede di elencare gli ingredienti delle fragranze dei prodotti stessi. Al produttore è richiesto semplicemente di elencare il termine collettivo di “fragranza” per gli ingredienti, un termine che è spesso rappresentativo di una miscela complessa di sostanze chimiche, dice Bailey. Ma Bailey dice anche che l’industria si regola attraverso un processo di revisione di sicurezza e che la FDA ha controllato periodicamente questo processo.

Molti produttori di sostanze chimiche di fragranze conducono le proprie prove di sicurezza. L’industria delle fragranze, inoltre, ha sviluppato l’Istituto di Ricerca per i Materiali di Fragranza (RIFM) nel 1996 per condurre lo studio sugli ingredienti delle fragranze per assicurare la sicurezza dei materiali di profumeria. Secondo Glenn Roberts, un portavoce del RIFM, gli ingredienti delle fragranze subiscono un processo di verifica multifase “Noi siamo impegnati a sviluppare prodotti sicuri”, dice Roberts.

Il RIFM esamina le materie prime di profumeria che sono selezionate da un gruppo competente e indipendente composto in gran parte di accademici. Gli ingredienti vengono normalmente testati per allergie, per fototossicità e per tossicità generale, delle vie orali e del derma. Alcune delle prove sono condotte su animali mentre le altre, come i patch test della cute, sono condotte su esseri umani. Fino ad oggi, il RIFM ha esaminato più di 1.300 materiali di fragranza e pubblica i risultati dei test nei giornali scientifici come Food and Chemical Toxicology. Il Programma di Tossicologia Nazionale ha anche condotto prove su molte di queste sostanze chimiche.

I risultati degli screening della fragranza sono quindi sottoposti dal RIFM all’International Fragrance Association (IFRA), un’organizzazione internazionale composta da più di 100 produttori di fragranze di 15 paesi. L’IFRA esamina i dati e stabilisce le direttive per l’uso sicuro dei materiali. Se una fragranza è considerata neurotossica, cancerogena, fototossica, o con altri effetti avversi alla salute, l’IFRA classifica il materiale come limitato e consiglia la quantità del materiale da usare nelle formule della fragranza. Mentre molte società aderiscono volontariamente alle direttive della sicurezza della IFRA, non è richiesto dalla legge di seguire alcune delle raccomandazioni del gruppo o limitare l’uso di qualsiasi materiale delle fragranze. Roberts indica che, mentre il RIFM testa solo le materie prime, i produttori spesso conducono anche prove di sicurezza sui prodotti finali.

Ricerche sulle Fragranze e sull’Olfatto

La ricerca intensiva è stata condotta sugli effetti allergici delle fragranze su pelle ed è risultato che molte fragranze causano reazioni allergiche del derma. Il RIFM conduce la maggior parte della sua ricerca sugli effetti delle fragranze sulla pelle, mentre esamina raramente gli effetti dell’inalazione delle fragranze. Roberts dice che “C’è sempre stata l’opinione scientifica dell’industria che la pelle sia la via principale dell’esposizione [per le fragranze]”. Tuttavia, egli dice che l’industria “continua a pensare e a valutare” l’argomento dei test respiratori.

Traduzione delle parole riportate nella figura: Frontal Cortex – Corteccia Frontale; Motor Cortex – Corteccia Motoria; Thalamus – Talamo; Trigeminal Nerve – Nervo Trigeminale; Olfactory Bulb – Bulbo Olfattivo; Olfactory Cortex – Corteccia Olfattiva; Brain Stem – Tronco Celebrale; Receptors – Recettori; Limbic System – Sistema limbico;

La connessione mente-corpo.
Alcuni ricercatori credono che la vicinanza del bulbo olfattivo al sistema limbico nel cervello sia responsabile dello stretto collegamento tra l’emozione e il senso dell’odorato e possa contribuire alle sensibilità chimiche.

Non solo è difficile per ricercatori non appartenenti all’industria identificare e quantificare i componenti effettivi delle fragranze, ma la grossa sfida è studiare l’impatto della inalazione di queste sostanze chimiche sulla salute umana perché si conosce talmente poco sul sistema olfattivo e una ricerca molto limitata è stata condotta sul passaggio delle molecole della fragranza nel corpo per mezzo di questo sistema. C’è un forte collegamento tra l’olfatto e l’emozione; molti ricercatori credono che questo sia a causa della vicinanza del bulbo olfattivo al sistema limbico, che i mezzi di comunicazione hanno nominato la “centrale dell’emozione”. Il passaggio nasale offre una via unica d’esposizione alle sostanze chimiche, che possono procedere direttamente verso il cervello a causa della prossimità di questi sistemi.

“Il tratto olfattivo/limbico è il collegamento più diretto fra i nostri cervelli e l’aria che respiriamo”, dice Miller. “Non c’è alcuna barriera tra il sangue e il cervello”. Gli studi hanno mostrato che, nei roditori, le molecole chimiche possono spostarsi attraverso il naso direttamente nel cervello, passando solo una o due sinapsi. La Miller dice che la ricerca indica che le molecole seguono questa stessa via negli esseri umani.

Un altro problema nello studio delle fragranze, secondo Dennis Shusterman, un professore clinico associato alla Divisione di Medicina del Lavoro ed Ambientale e Direttore del Laboratorio di Biologia delle Vie Aeree Superiori all’Università della California a San Francisco, c’è l’ipotesi che l’unica proprietà di una sostanza chimica di una fragranza sia la sua capacità di stimolare il nervo olfattivo e produrre la sensazione dell’odorato. “Infatti, [tali sostanze chimiche]possono stimolare sia il nervo l’olfattivo che il nervo trigemino, che media l’irritazione”,dice Shusterman. La stimolazione dei ricettori del nervo trigemino dà luogo alla percezione di irritazione o di dolore acuto, causando sensazioni come di punture, bruciori, sapore piccante, pizzicore, freschezza e formicolio. Questo processo è definito come una irritazione sensoriale e può portare a un’eccitazione neurogena localizzata.

Molti ricercatori credono che l’esposizione alle fragranze e alle altre sostanze chimiche possano causare infatti irritazione, che può imitare i sintomi delle allergie. James Wells, professore di medicina al Centro di Scienze della Salute nella città di Oklahoma, racconta che nella sua pratica privata come allergologo, ha incontrato molti pazienti che si lamentano di reazioni ai profumi o alle fragranze specifiche. Egli ha osservato che, in una grande maggioranza dei casi, la reazione alle fragranze è di irritazione, non di allergia. Wells dice che le reazioni a sostanze irritanti sono meno sensibili al trattamento delle allergie e che l’evitare le sostanze chimiche offensive sembra essere l’unica soluzione efficace. Wells sottolinea che non ha condotto ricerche, ma che, nella sua esperienza clinica, ha trovato che questi pazienti reagiscono anche ad altre sostanze irritanti, come i detersivi, i detergenti e i deodoranti che emettono sostanze chimiche volatili nell’aria.

Malgrado la somiglianza dei sintomi, però, Shusterman dice che gli studi esistenti indicano che il processo a monte dell’irritazione indotta dalle sostanze chimiche è un fenomeno completamente diverso dalle allergie. Shusterman aggiunge che molti studi hanno indicato che le persone che hanno le allergie nasali preesistenti, come la febbre da fieno, percepiscono o reagiscono più fortemente alle sostanze chimiche irritanti.

William Cain, un professore di chirurgia, Enrique Cometto-Muniz, uno scienziato ricercatore associato, e altri colleghi del Laboratorio della Percezione Chemosensoriale all’Università della California a San Diego, stanno conducendo un’ampia ricerca sull’olfatto e l’irritazione sensoriale da sostanze chimiche nell’ambiente al chiuso. Cometto-Muniz dice che l’obiettivo della ricerca è fornire ulteriori intuizioni sul senso dell’odorato così che possa anche essere ben compreso come i sensi visivi e uditivi: “Conosciamo molto bene lo spettro elettromagnetico a cui l’occhio risponde e lo spettro vibrazionale a cui l’orecchio risponde, ma non conosciamo lo spettro chimico a cui il naso risponde”.

Cain dice che un argomento importante da considerare, quando si indagano gli effetti delle fragranze sul corpo, è il differenziare fra irritazione psicologica da odori chimici sgradevoli e irritazione sensoriale effettiva causata dalle sostanze chimiche. A causa della forte connessione tra il senso dell’odore e l’emozione, i ricercatori dicono che gli odori forti emessi da certe sostanze chimiche possono fare credere alle persone che la loro salute venga danneggiata quando, invece, la sostanza offensiva può essere benigna.

SOSTANZE CHIMICHE COMUNI TROVATE NELLE FRAGRANZE
SOSTANZA CHIMICA DESCRIZIONE ODORE CHIMICO POSSIBILI EFFETTI SULLA SALUTE
ACETONE n/a Irritazione della pelle, occho e mucose; emicrania; nausea; sonnolenza
BENZALDEIDE Piccante, agro, dolce, amaro, mandorla, ciliegia Irritazione respiratoria; depressione del sistema nervoso centrale; danno al fegato; dermatite
ACETATO DI BENZILE Dolce, floreale, fruttato, fresco Irritazione del tratto respiratorio e della pelle, occhi; diminuzione della pressione e della profondità della respirazione; aumento della frequenza cardiaca
ACETATO DI ALCOOL Chiaro, floreale, rosa Irritazione del tratto respiratorio e della pelle; occhi e mucose; disturbi gastrointestinali; nausea; emicrania; vertigine; lesioni polmonari tardive
CANFORA Canfora, menta, fenolico, boscoso Sensazione di bruciore; tossire; ansimare; laringite; brevità di respiro; emicrania; grave irritazione delle mucose; tratto respiratorio superiore; occhi e pelle; vacillare; annebbiamento e diminuzione della visione; ronzii nelle orecchie; debolezza; sensazione di calore; depressione del sistema nervoso centrale; difficoltà di respiro
1,8-CINEOLE Eucalipto, menta, aromatico, rosmarino Bruciore epigastrico; nausea; vomito; vertigini; atassia; debolezza muscolare; stato d’incoscienza; pallore
ETANOLO n/a Irritazione degli occhi e della pelle; emicrania; nausea
ACETATO DI ETILE Secco, fruttato, muschiato, mela verde Emicrania; nausea; vomito; narcosi
LIMONENE Limone Irritazione e sensibilizzazione della pelle; irritazione e danno dell’occhio; capogiri; secchezza e rapidità di respiro; tachicardia e irritazione bronchiale; perdita dei sensi; convulsioni
CLORURO DI METILE n/a Irritazione del tratto respiratorio e degli occhi; cefalea; vertigine; stato d’incoscienza; vomito; parestesie delle estremità; infiammazione della pelle; ustioni; perdita dei sensi
a-PINENE Fresco, dolce, di pino, di terra, boscoso Palpitazioni; vertigini; disturbi nervosi; dolore toracico; bronchite; tumore benigno della pelle

Da: Wallace LA Nelson WC. Pellizzari E. Raymer. Thomas KW, Identificazione dei composti organici polarvolatili nei prodotti dei consumatori e comuni microambientali. Procedimenti delle Associazioni di Dirigenza dell’Aria & Rifiuti, 84° Meeting Annuale & Esposizione, 16-21 giugno 1991, Wancoover, Brith Columbia.

*Alcuni effetti sulla salute possono verificarsi come risultato delle esposizioni croniche o acute alla sostanza chimica.

Risorse:
Moduli di Dati di Sicurezza sui Materiali. Cornell University
http://MSDS.PDC.CORNELL.EDU/issearch/msdssrch.htm
Chemical Health and Safety Information. National Toxicology Program.
http://ntp-server.niehs.nih.gov/
The Good Scents Company.
http://www.execpc.com/~goodscnt//index.html

Cain e Cometto-Muniz stanno lavorando per conoscere meglio l’odorato e le soglie irritanti delle sostanze chimiche e a quale livello una sostanza chimica è un odore e quando diventa una sostanza irritante. Identificare tali soglie aiuterà a distinguere la risposta psicologica a un odore attraverso una misura dell’irritazione nasale e oculare. Il coinvolgimento nello studio di anosmici o di persone che non hanno alcun senso dello odorato dà “l’opportunità perfetta di diversificare quella che è una risposta trigeminale da una risposta olfattiva”, dice Cometto-Muniz.

Finora, il gruppo ha stabilito con successo i livelli della soglia di irritazione fisiologica per numerose miscele chimiche. La loro ricerca ha evidenziato che più è alto il numero delle sostanze chimiche combinate, più bassi divengono i loro livelli individuali per provocare reazioni sensoriali. Le aree di ricerca che essi prevedono di indagare includono le miscele chimiche come pure il ruolo del tempo tra l’irritazione sensoriale e il senso dell’odore. Cometto-Muniz dice che, quando una persona è esposta ad un odore, sembra che la sensazione diminuisca nel tempo poiché la persona si adatta apparentemente all’odore, mentre l’irritazione sensoriale si verifica in un modo opposto – con il passare del tempo, l’irritazione aumenta. Mentre ci sono ancora molte domande su come l’irritazione sensoriale a lungo termine può danneggiare la salute, Cometto-Muniz mette in evidenza che “l’irritazione sensoriale è lì per avvertire che, se continua l’esposizione, potrebbe essere potenzialmente pericolosa”.

Uno dei pochi studi che ha studiato gli effetti dell’inspirazione delle sostanze chimiche e degli specifici profumi di fragranza è stato condotto dal Anderson Laboratorio privato nel West Hartford, nel Vermont, da Rosalind Anderson, fondatrice e proprietaria del laboratorio, e da Julius Anderson, vice presidente. L’obiettivo della ricerca era determinare se le fragranze possono produrre effetti tossici ed acuti nei mammiferi. Gli Andersons hanno esposto i topi di laboratorio a cinque prodotti di fragranza, a quattro acque di colonia e a un’acqua da toeletta. I topi hanno respirato le emissioni dei prodotti per 1 ora e quindi sono stati esaminati utilizzando il metodo ASTM-E-981 per valutare l’irritazione sensoriale e l’irritazione polmonare, così come una batteria di osservazione funzionale per cercare le variazioni della funzione del sistema nervoso.

La ricerca, pubblicata nell’edizione di Marzo-Aprile 1998 di Environmental Health Perspective, ha mostrato che le emissioni delle fragranze producevano diverse combinazioni di irritazioni sensoriali, irritazione polmonare, diminuzioni nella velocità di espirazione e alterazioni della batteria di test sull’osservazione funzionale indicativa di neurotossicità. La neurotossicità era più grave dopo che i topi erano stati esposti ripetutamente ai prodotti.

Gli Andersons sostengono che le scoperte indicano che alcuni prodotti di fragranza producono effetti tossici in almeno una specie mammifera. Nelle conclusioni dello studio, affermano che, “Complessivamente, i dati sperimentali e la chimica predicono che alcuni esseri umani esposti a questi prodotti di fragranza potrebbero sperimentare combinazioni di irritazione agli occhi, al naso e/o irritazione della gola; difficoltà respiratorie; una possibile reazione di broncospasmo simile all’asma; e delle reazioni del sistema nervoso centrale (per esempio, vertigine, incoordinazione, confusione, fatica). I risultati della nostra ricerca potrebbero aiutare a spiegare perché alcuni individui riferiscono un’intolleranza ai [prodotti di fragranza]e perché alcuni [prodotti di fragranza]possono inasprire la limitazione di flusso d’aria in alcuni asmatici”.

La Miller dice che è importante riconoscere che molte persone che riferiscono le sensibilità alle fragranze riferiscono anche la sensibilità ad altre sostanze chimiche. Perché le fragranze sono notevoli evidenti, esse possono essere più comunemente riferite come causa di sintomi di altre sostanze chimiche. La Miller ha condotto uno studio, pubblicato nell’edizione di Marzo-Aprile 1995 in Environmental Health Perspective, che 112 persone sorvegliate hanno riferito l’inizio della MCS in seguito ad un’esposizione ben documentata di un insetticida o alla ristrutturazione di un edificio. La Miller e i suoi colleghi suppongono che la MCS possa essere spiegata da quello che essi definiscono una perdita di tolleranza indotta da sostanze tossiche, un processo in due fasi che implica una sola esposizione chimica di alto livello seguita da un successivo innesco di sintomi da esposizione quotidiana a sostanze chimiche.

Sovraccarico da profumazione?
Molti produttori ora offrono versioni senza profumazioni nei loro prodotti per i consumatori che preferiscono che non tutti i prodotti personali lo siano.

Ai sensibili si era richiesto di identificare le possibili esposizioni che scatenano i sintomi, per via dell’inalazione e dell’ingestione, e di comunicare loro i sintomi. Circa il 90% dei sensibili ha riportato che i profumi innescavano i loro sintomi, ma la Miller sottolinea che molte altre esposizioni hanno innescato i sintomi, tra cui anche insetticidi, fumi del traffico, nuovi tappeti, vernici e diversi alimenti. I sintomi riferiti molto frequentemente comprendono letargia, difficoltà della memoria, sensazioni di depressione, vertigini, “disorientamento” e mancanza di respiro.

Un altro argomento da considerare è quello dell’effetto dell’esposizione alle fragranze sulla salute dei bambini. Oggi molti prodotti per i bambini sono profumati e ci sono molte fragranze commercializzate appositamente per i bambini. Betty Bridges, infermiera fondatrice del Network Informazioni sui Prodotti di Fragranza, un sito Web contenente informazioni sulle sostanze chimiche che sono utilizzate nei prodotti profumati e sui loro effetti sulla salute, dice che i bambini possono essere più suscettibili agli effetti di tali prodotti a causa della loro ridotta dimensione, della loro alta frequenza respiratoria e della loro pelle più sottile. Tuttavia, su questo argomento è stata fatta poca ricerca.

Un futuro libero dalle fragranze?

Alcuni gruppi di pazienti dichiarano che, nel prossimo decennio, il problema delle fragranze sarà così controverso come oggi lo è l’argomento del fumo di tabacco e sostengono che il dibattito sul diritto delle persone di fumare e il diritto degli altri di respirare aria pulita potrebbe essere applicato anche alle fragranze. McEwen dice che il paragone tra il fumo di tabacco e le fragranze è assurdo, dicendo che “le fragranze sono profumi che sono presi fondamentalmente dalla natura. Essi sono stati presenti da sempre. Non c’è alcun processo di combustione coinvolto e non creano dipendenza”.

Tuttavia, molte organizzazioni prendono seriamente il problema della sensibilità alle fragranze. Ad una riunione della Società Americana di Chimica tenutasi nell’agosto 1998 a Boston, nel Massachusetts, ai partecipanti è stato chiesto di non indossare fragranze a causa del numero di persone chimicamente sensibili che intervenivano alla riunione. La Miller dice che le richieste di astenersi dal indossare prodotti profumati sta apparendo con più frequenza negli inviti sociali, come pure negli avvisi di riunioni pubbliche. All’Università del Minnesota a Minneapolis, cartelli sono affissi alle entrate del dipartimento, dichiarando, che “alcune persone che lavorano o studiano nella Scuola del Lavoro Sociale hanno delle sensibilità a vari prodotti chimici o composti profumati. Noi richiediamo la cooperazione di ognuno nello sforzo di risolvere i loro problemi di salute”.

Negli ultimi anni, forse in risposta all’abbondanza delle fragranze giornalmente incontrata dalle persone, è stata in un certo modo invertita la tendenza a profumare prodotti. Molti produttori stanno ora togliendo la profumazione dai prodotti e creando versioni “libere da fragranze” e “inodori” di prodotti come il detersivo per il bucato e l’ammorbidente per tessuti.

Tuttavia, i pazienti chimicamente sensibili avvertono che, anche se un prodotto è etichettato come “inodore” o “senza profumazioni”, non significa necessariamente che non contenga nessuna sostanza chimica delle fragranze. Come gli studi hanno documentato, i produttori aggiungono spesso sostanze chimiche di mascheramento per coprire l’odore di altre sostanze chimiche, portando a un prodotto che non produce un odore individuabile.

Quanto ai produttori che etichettano i loro articoli come liberi da fragranze o inodori, Bailey dice che la FDA richiede di elencare il termine “fragranze” negli ingredienti quando un qualsiasi materiale di fragranza viene utilizzato – anche se è negli ingredienti di mascheramento. Se il produttore non elenca negli ingredienti la fragranze, la FDA ha il potere di intentare una causa regolatrice.

Se il problema della fragranza potrà e sarà regolato rimane da vedere. Il Servizio Postale americano ha emesso una regolamentazione in aprile del 1990 che dichiara che “un campione pubblicitario di fragranza non è spedibile a meno che il campione non soddisfi il seguente requisito: “deve essere sigillato, avvolto, trattato o altrimenti preparato in un modo ragionevolmente progettato per impedire agli individui di essere esposti senza saperlo o involontariamente al campione”. Il governo dello Stato della California ha esteso il concetto di quella regola nel 1992 creando un regolamento che dichiara che “Qualsiasi inserto pubblicitario di una fragranza contenuto in un quotidiano, in una rivista, in una pubblicità per corrispondenza o altro periodico potrà contenere solo oli microincapsulati”. Etichette o rilegature di colla saranno utilizzate per evitare attivazione prematura dell’inserto pubblicitario profumato. Inoltre, numerose riviste ora offrono una versione “libera da profumo” a richiesta dell’abbonato.

Lamielle e altri stanno lavorando per creare consapevolezza sull’argomento della sensibilità alle fragranze. “Sfortunatamente, molte persone non si rendono conto che questo è un problema serio, perché sembra così banale”, dice. ” C’è una popolazione enorme che sta male a causa di questi prodotti”. Per aiutare a risolvere il problema, Lamielle dice che le persone dovrebbero utilizzare prodotti meno tossici, inodori ed essere rispettosi di chi è colpito dalla sensibilità alle fragranze.

L’aspetto degli effetti sulla salute ambientale delle fragranze è complesso, controverso e lentamente attira più attenzione pubblica. Mentre Lamielle e Bridges dicono che il numero di persone che sostengono di essere influenzate dalle fragranze stia crescendo, Roberts dice che l’industria di fragranza non ha visto un aumento nelle lamentele dei consumatori. “La fragranza aiuta molta gente a godere delle loro vite, ma se c’è un problema, noi speriamo che [i consumatori]chiameranno i produttori e noi lavoreremo per risolverlo. Siamo sempre aperti a nuove idee”, dice Roberts.

McEwen dice che è importante non dimenticare i molti vantaggi delle fragranze. Si usano nell’identificazione dei vari prodotti, per esempio per distinguere uno sciroppo della tosse da uno emetico. Essi possono anche mascherare odori sgradevoli in certi prodotti. ” La fragranza è realmente simile ai bei colori, bella musica – un fenomeno sensoriale. Rende migliore la vita “, McEwen dice. Alla fine, tuttavia, l’unico fatto incontestabile è che c’è una mancanza di ricerca sull’argomento. Dice la Miller, “E’ preoccupante e dovrebbe essere esplorato con buoni e accurati studi scientifici”.

Questo articolo è stato appena pubblicato dal Environmental Health Perspectives (Prospettive Ambientali della Salute), il giornale di ricerca del National Institute di Environmental Health Sciences(dell’Istituto Nazionale di Scienze di Salute Ambientale). NIEHS è uno degli istituti del National Institutes of Health (Istituto Nazionale della Salute), un’entità di ricerca per la salute finanziata dal governo.
Il testo completo degli articoli dell’EHP sono disponibili on-line per abbonati al servizio d’Informazione della Salute Ambientale. Gli astratti sono disponibili per tutti.
L’URL per informazioni è http://ehis.niehs.nih.gov/


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