Fragranze chimiche come indiretti additivi alimentari

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Jennifer J. Wilson
da Our Toxic Times, ottobre 2006, pubblicazione del Chemical Iniury Information Network – http://www.ciin.org
Traduzione a cura di A.m.i.c.a. – https://www.infoamica.it

Le formulazioni chimiche delle fragranze sono state sviluppate fin dalla metà degli anni Ottanta per essere estremamente forti e durature. Tali fragranze sgassano facilmente dal proprio involucro di confezionamento e migrano verso altri prodotti che non sono impacchettati dentro ad un materiale che respinge gli odori. I cibi nei megastore e nei supermercati frequentemente sono contaminati da vapori di detersivi per i panni e da altri prodotti profumati presenti sugli scaffali. I cibi organici sono così inquinati, sia se sono in vendita sciolti sul banco che se sono confezionati.

Il servizio statunitense di Ispezione e Sicurezza dell’Alimentazione – USDA – identifica come involucri di confezionamento il “cartone, la pellicola di plastica, i vasetti con il coperchio ad avvitamento e le bottiglie”. Raccomandano anche di non sigillare i frigoriferi, così gli odori possono entrare, spiegando la presenza di profumi anche sui cibi surgelati; ma i profumi possono entrare anche quando i surgelati sono disposti nel frigo o quando un cliente ne prende uno.

Cambiare le abitudini di acquisto può essere il solo modo di evitare gli additivi alimentari indiretti. Una scelta pratica è rivolgersi ai negozi di prodotti biologici che vendano alcuni cibi e ne possono ordinare altri. In questo tipo di negozi è meno verosimile che ci sia un commesso che indossi una crema per le mani profumatissima che rimanga sui prodotti. Il pane può essere acquistato nelle panetterie, ma conviene prendere quello fresco e non quello restituito per essere venduto come pane raffermo. In panetteria sono in vendita anche spezie ed altri prodotti, evitando così di preoccuparsi delle fragranze. La carne può essere acquistata dal macellaio e le uova da un agricoltore locale. Comunque è meglio farsele dare prima che le pulisca, perché alcuni lavano i gusci, che sono porosi, con detergenti chimici.

Un’altra scelta sono le aziende che vendono cibo per posta. Esistono gruppi di acquisto che prendono ordini mensilmente (se non ce n’è uno vicino a voi, controllate l’elenco su Internet). Tali gruppi offrono una linea completa di cibi organici e non, che sono deperibili e quindi disponibili solo localmente. Per i prodotti freschi nelle città c’è di solito un mercatino biologico. I mercati orientali sono generalmente privi di fragranze e offrono una discreta selezione di frutta fresca e vegetali. D’estate un’opzione è coltivare in casa dei cibi. Altre possibilità sono gli stand per strada e i mercatini dei coltivatori diretti. Alcune città hanno distributori all’ingrosso di alimenti che vendono anche al pubblico.

Questo è un modo per reperire alimenti non contaminati da profumi e anche per avere una maggiore selezione di carne, contorni, ecc. Lo svantaggio è che bisogna acquistarne in grandi quantità. Se non ci si mette d’accordo in più persone una tale modalità è impraticabile.

In certi casi una frutteria verrà a patti con il problema delle fragranze di un suo cliente. Nella mia esperienza personale all’inizio ha funzionato, ma poi ho cominciato a ricevere i loro prodotti vecchi e profumati invece di quelli appena arrivati. Sfortunatamente il problema delle fragranze come additivi alimentari indiretti non è preso seriamente. Se più clienti si lamentassero, si avrebbe qualche precauzione in più su come sono conservati gli alimenti. Forse si migliorerebbe il sistema di ventilazione. Pochi semplici pezzi basterebbero a proteggere il cibo da tali contaminazioni che non dovrebbero essere ingerite e assorbite dal corpo.

Nota dell’editore: CIIN è stata informata recentemente che l’industria del packaging al più presto impregnerà di fragranze la plastica, la carta e i cartoni dei contenitori per alimenti. Al momento CIIN non sa se qualche organizzazione sta lanciando una campagna per fermare tutto questo.


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