Intervista al Prof. Tirelli sulla ozonoterapia per il trattamento del Covid-19

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Intervista a cura di Francesca Romana Orlando, 15 aprile 2020.

La Società Italiana Ossigeno Ozono Terapia (Sioot international) ha avviato un protocollo di sperimentazione di ossigeno ozonoterapia per il trattamento del Covid-19. Attualmente viene utilizzato in 16 ospedali italiani e sono stati già pubblicati i risultati preliminari su due importanti riviste scientifiche fra cui la European Review for Medical and Pharmacological Sciences.

Ne parliamo con il Prof. Umberto Tirelli, oncologo che è stato per tanti anni Direttore del Centro Ricerca Oncologica di Aviano (PN). Oggi è Direttore della Clinica TIRELLI MEDICAL.

Professor Tirelli, ho letto che anche l’Onorevole Claudio Pedrazzini, il primo deputato risultato positivo al Coronavirus, è guarito grazie a questa terapia. Come sta andando la sperimentazione?

Dei 46 pazienti trattati, 39 sono decisamente migliorati e questo fa ben sperare. L’ozono funziona, infatti, come antinfettivo: in passato è stato impiegato nella cura della tubercolosi e anche, nel corso della Prima Guerra Mondiale, per curare le infezioni procurate dalle armi da fuoco.  L’ozonoterapia è anche un potente antinfiammatorio, antidolorifico, energetico e immunomodulante. 

L’ozono, inoltre, trova applicazione come disinfettante delle acque nelle piscine moderne in sostituzione del cloro perché molto più efficace e meno tossico e si usa anche in agricoltura e come disinfettante per gli ambienti.

Professore, ci eravamo sentiti un paio di anniriguardo all’applicazione dell’ozonoterapia nelle sindromi dolorose. I risultati sono sempre più incoraggianti? 

Si certo, usiamo l’ozonoterapia nel trattamento delle ernie lombari e discali e abbiamo degli ottimi risultati nella Fibromialgia: il 70% dei casi ha ottenuto benefici notevoli e nei pazienti con Sindrome da Fatica Cronica osserviamo un miglioramento importante dei livelli di energia. E’ possibile trovare al riguardo alcune pubblicazioni sul mio sito. Ho trattato anche i pazienti con Sensibilità Chimica Multipla e, anche se ne vedo meno rispetto agli altri, i risultati sono positivi.   

Quindi l’ozonoterapia svolge un ruolo anche sulla stanchezza?

Sì, ha un’azione sul metabolismo dell’energia anche perché fornisce una maggiore disponibilità di ossigeno e anche per questo risulta efficace nel trattamento del Covid-19, oltre che per l’azione antinfiammatoria. 

Ci sono delle controindicazioni?

Al di là di alcune situazioni particolari, come per chi soffre di favismo, non ci sono effetti collaterali e il trattamento è sempre molto ben tollerato.

Come sono i costi dell’ozonoterapia rispetto ai farmaci?

C’è un abisso: i costi dell’ozonoterapia sono molto inferiori rispetto ai farmaci e rispetto a questi sono anche meno tossici, ma l’ozonoterapia non è sovvenzionata dal Sistema Sanitario Nazionale e così i pazienti che la usano devono pagare il trattamento privatamente. 

L’ associazione A.M.I.C.A. ha notizia di due associate affetti da MCS che si sono ammalate di COVID-19. Lei crede che nei pazienti con Sensibilità Chimica Multipla, Fibromialgia e Sindrome da Fatica Cronica l’ozonoterapia dovrebbe essere la prima scelta?

Sicuramente l’ozonoterapia dovrebbe essere praticata con priorità in questi pazienti considerando l’efficacia che ha con il virus. L’ideale sarebbe praticare il trattamento nelle prime fasi della malattia non appena i pazienti ricevono la diagnosi di Coronavirus e quando c’è una sintomatologia limitata invece di aspettare che sia già presente la polmonite bilaterale con tutte le problematiche conseguenti. Con un trattamento nella prima fase della malattia si stanno ottenendo dei successi importanti.

Nelle commissioni che hanno progettato lo studio di efficacia dell’ozonoterapia si è mai pensato di inserire nel protocollo una indicazione di priorità per i pazienti con Fibromilagia, Stanchezza Cronica ed MCS che già hanno uno stato infiammatorio cronico?

Questo non lo abbiamo mai considerato ma sappiamo che l’ozonoterapia funziona molto bene per questi pazienti che tra l’altro spesso non possono assumere farmaci per una ipersensibilità individuale.

Spero allora che si possa fare portavoce nelle sedi istituzionali di questa priorità.

Sì, mi sento di dire che tutti i pazienti con il Covid-19 che hanno delle intolleranze note ai farmaci, come spesso accade nei pazienti affetti da Sensibilità Chimica Multipla (MCS), possono beneficiare maggiormente del trattamento con l’ozonoterapia perché è molto ben tollerata.

Clicca qui per leggere l’articolo “Opzioni terapeutiche contro il Covid-19 nei pazienti con Sensibilità Chimica Multipla e fibromialgia” del 9 aprile 2020.

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