Legislazione sulla sicurezza dei pesticidi nella scuola

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Barbara Rubin “Our Toxic Times” marzo 2003
Pubblicazione mensile di CIIN – http://www.ciin.org
Traduzione a cura di A.M.I.C.A. https://www.infoamica.it


Nel 1992 Connie Eash ha dovuto vedere suo figlio Michael lottare per seguire la prima elementare, colpito da continue ricadute di quella che sembrava un’influenza. Il bambino migliorava quando restava a casa da scuola e peggiorava di nuovo appena tornava in classe. Questo si è ripetuto diverse volte anche nella seconda elementare e Michael, che era sempre apparso un bambino brillante e sano nel periodo prescolare, non riusciva a procedere con la scuola.

Eash era preoccupata per l’uso nella mensa scolastica di pesticidi che facevano peggiorare suo figlio; perciò, iniziò a portarlo fuori per pranzo. Si fece assicurare, poi, che le classi non fossero trattate con pesticidi simili al Dursban (pesticida a base di organofosfati che oggi è vietato per uso interno).

Un giorno di novembre, andando a portare via suo figlio da scuola per l’ennesimo attacco di influenza, Eash fu informata che Michael si trovava già in infermeria. Eash notò un forte odore di insetticida nella classe di Michael. Altri genitori lo avevano notato e due mamme avevano detto di essersi sentite male per il tempo che avevano passato in quella stanza. Parlando con l’insegnante emerse che circa metà della classe e la stessa insegnante avevano avuto mal di testa, nausea e temperatura bassa.

Michael rimase a casa da scuola in attesa di una ulteriore valutazione delle sue condizioni e dell’esame dell’ambiente scolastico. L’esposizione di Michael ad un pesticida a base di organofosfati fu confermato dal grave calo (50%) di colinesterasi nei globuli rossi. I livelli di questo enzima, che hanno effetti sulla funzionalità di sistemi d’organo multipli così come sul sistema nervoso centrale, salirono gradualmente durante le settimane di allontanamento dalla scuola e di evitamento dell’esposizione al pesticida.

Il pediatra documentò l’avvelenamento da organofosfati che “…sviluppavano i sintomi ogni volta che si esponeva anche a piccole quantità ai pesticidi.” La richiesta di Eash di testare la classe incontrò una significativa resistenza. Lei sostiene che il Dipartimento della Salute condusse dei test inappropriati, mentre il Dipartimento dell’Agricoltura – che è l’organo di controllo per l’uso dei pesticidi in Pennsylvania- si rifiutò di condurre qualsiasi test del tutto.

Michael non tornò a scuola per cinque mesi fino a quando il consiglio scolastico promise di interrompere l’uso dei pesticidi e di pulire a fondo la classe dai residui. Il bambino aveva comunque sofferto di effetti avversi alla salute di lungo termine. A causa dell’avvelenamento Michael sviluppò sensibilità alle più piccole esposizioni a pesticidi e alle sostanze chimiche comuni presenti nell’ambiente domestico, che in passato aveva sempre tollerato. Le esposizioni gli provocavano sintomi neurologici, interrompendo seriamente il suo percorso formativo ed era rimasto così indietro.

Le leggi federali proibiscono ai produttori e a coloro coinvolti nella vendita o nell’applicazione di pesticidi di fare qualsiasi dichiarazione sulla sicurezza dei loro prodotti sulle etichette o nella pubblicità, anche se questi sono usati direttamente. Gli effetti avversi per la salute umana variano a seconda di diversi fattori come l’età, il genere, lo stato di salute, variabili genetiche e, ovviamente, il grado di esposizione subito dall’individuo. I segni di tossicità comprendono sintomi respiratori, gastrointestinali, dermatologici e neurologici. Le esposizioni hanno ripercussioni anche con disturbi endocrini, riproduttivi e immunitari.

La ricerca sugli effetti sulla salute dei pesticidi e degli erbicidi è stata lasciata essenzialmente nelle mani dei produttori. Le scoperte scientifiche dell’industria sono poi sottoposte all’ EPA per una revisione, piuttosto che replicate e verificate da scienziati indipendenti, per ragioni di mercato.

Il campo di informazione richiesto da governo per la registrazione è piuttosto ristretto e riguarda principalmente l’efficacia del prodotto nell’uccidere gli organismi – obiettivo insieme all’identificazione del dosaggio letale per i ratti (studi LD50). Gli effetti avversi sulla salute di esposizione a livelli sub-letali sono spesso ignoti prima della registrazione e della vendita per la maggior parte delle sostanze chimiche sul mercato.

Un certo numero di prodotti usati massicciamente, come Dursban e Diazanon, sono stati recentemente criticati con richieste di ritiro dal mercato. Sono stati riportati numerosi effetti avversi durante i decenni del loro utilizzo, spingendo i produttori a collaborare con l’EPA per restringere la loro registrazione. L’EPA ha approvato solo le referenze per la loro registrazione legale e non per favorire l’uso dei pesticidi. L’EPA, infatti, sconsiglia di usare pesticidi in prossimità di bambini e ha dedicato un sito Internet all’educazione delle famiglie nella riduzione di questo tipo di esposizioni.

Nel 1996 il Congresso ha approvato la legge per la protezione della qualità del cibo per aggiungere ulteriori margini di sicurezza per le popolazioni vulnerabili. Ciò richiese all’EPA di ri-registrare dei pesticidi già approvati dopo averli rivalutati con un’attenzione particolare alla protezione dei bambini, che si presume siano più sensibili a queste tossine. Sono stati stabiliti nuovi livelli di tolleranza per i residui nei cibi, considerando le esposizioni a pesticidi e a erbicidi. Questo lavoro sta ancora procedendo e va a rilento per le potenti obiezioni dell’industria e di alcuni suoi sostenitori dentro al Congresso statunitense.

Molti medici e ricercatori ritengono oggi che le garanzie offerte da questa importante legge siano ancora insufficienti per proteggere i bambini dalle principali fonti di esposizione ai pesticidi, come le applicazioni nelle abitazioni, nelle scuole e nei giardini. Queste esposizioni producono livelli di assorbimento, per inalazione e per contatto, più significativi di quanto previsto con gli sforzi legislativi attuali, che enfatizzano l’ingestione di pesticidi attraverso i residui nei cibi.

Il Centro per la Salute e l’Ambiente del Bambino (CCHE) è una di quelle associazioni statunitensi di medici preoccupati. Fondata alla Scuola di Medicina del Mt. Sinai Hospital, tale organizzazione denuncia l’aumento dei tumori infantili, dei disturbi dell’apprendimento, dell’asma, della sensibilizzazione allergica, che sono tra le molte condizioni associate all’esposizione a pesticidi.

Il dott. Phillip Landrigan, docente di pediatria e direttore del del CCHE, è un grande fautore della riduzione o eliminazione delle esposizioni a pesticidi nei bambini, sulla base degli effetti nocivi documentati e di quelli ignoti. Egli ha spiegato che gli organofosfati sono progettati per essere tossici per il sistema nervoso centrale degli insetti. Tali sostanze hanno un’azione simile sugli esseri umani solo che la nostra massa corporea più grande diminuisce il loro impatto. “Comunque i bambini sono particolarmente vulnerabili”, ha spiegato il dott. Landrigan”. “Le loro piccole dimensioni li rende esposti in modo più pesante e accresce i rischi. Inoltre, il loro sistema nervoso sta ancora crescendo e si sta formando”. Landrigan ha segnalato la classe di insetticidi piretroidi come “potenti allergeni” e, perciò, sono un altro rischio significativo per i bambini. sono ritenuti inaccettabili anche i rischi derivanti dall’esposizione alle sostanze chimiche presenti nelle formulazioni dei pesticidi, oltre agli ingredienti attivi. Questi ingredienti inerti, spesso non elencati nella descrizione del prodotto, possono comprendere solventi trasportatori e sinergistici come il benzene, il diesel e il butonide piperonile. Alcuni ingredienti inerti sono tossici e cancerogeni.

Landrigan ha citato le carenze formative delle scuole mediche come motivo della sotto-stima delle patologie correlate ad esposizione a pesticidi, con studenti che hanno “una media di sei ore di lezione in quattro anni sulla medicina ambientale e su argomenti correlati”. E’ stato inaugurato un programma speciale alla Mount Sinai e alla Scuola di Medicina per creare una nuova area di specializzazione in Medicina Ambientale Pediatrica.

Oggi Michael Eash va a scuola, dove un team di persone responsabili dell’implementazione di numerose misure per la manutenzione degli ambienti interni e dei campi esterni in modo di assicurare l’uso minimo di sostanze tossiche, secondo Dan Marseglia del distretto scolastico locale.

Le condizioni della torba del prato sono migliorate piantando semi diversi; controllando i livelli di umidità nelle varie stagioni e attraverso tecniche di potatura ottimali e altre strategie, si è cercato di prevenire le infestazioni di pidocchi e funghi che spesso spingono i giardinieri a ricorrere a sostanze chimiche. Allo stesso tempo le strategie per il controllo degli infestanti all’interno hanno avuto ugualmente successo nel promuovere una strategia di gestione senza sostanze tossiche. La manutenzione generale ha svolto un ruolo centrale nel ridurre le infestazioni nell’edificio scolastico. L’ingresso all’edificio scolastico è stato ridotto coinbentando le fessure e le intercapedini nelle fondamenta e installando delle porte a vetri. Sono state progettate procedure di igiene ambientale per privare gli “ospiti” indesiderati del cibo e dell’acqua, attraverso un adeguato immagazzinamento delle scorte e la rimozione della spazzatura. Il controllo delle intercapedini induce ulteriormente gli insetti a cercare una nuova dimora senza usare pesticidi.

Si fanno ispezioni regolari per determinare le popolazioni di infestanti e per stabilire l’azione da intraprendere. Si usano per primi materiali atossici, se necessario, che non siano inalabili. Se serve un’applicazione di un pesticida tossico, si applica lontano dall’orario scolastico. Si fornisce una notificazione preventiva a tutte le persone (registrate per avere accesso a queste informazioni) in modo che le persone interessate e quelle sensibili possano prendere delle precauzioni ulteriori quando l’area trattata è di nuovo aperta.

Lo stato del Connecticut ha recentemente approvato delle leggi per ridurre l’uso dei pesticidi tossici sui prati della scuola. Il distretto di Michael aveva già risposto alle indicazioni presenti nella legge e ha aiutato così gli altri distretti scolastici a raggiungere gli obiettivi. Per altro, questo distretto ha goduto di una diminuzione delle spese che prima erano correlate al controllo degli insetti, dimostrando che la sicurezza non è necessariamente più costosa.

Considerando tutte le preoccupazioni per l’esposizione dei bambini ai pesticidi, sembrerebbe un passo logico notificare ai genitori e al personale scolastico ridurre o eliminare il loro uso nelle scuole. Pochi stati degli USA si sono già mossi in questa direzione, ma non è seguito alcun mandato federale. L’opposizione a leggi del genere si basa sui costi iniziali più alti per la manutenzione degli edifici (per esempio, costo delle porte a vetri, delle riparazioni delle fondamenta, ecc.) mentre le strategie di gestione meno tossiche si basano sull’uso di pratiche di gestione integrata del problema delle infestazioni. I critici citano anche il peso delle regole di notifica che tali leggi porrebbero sulle scuole
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Uno sforzo legislativo iniziale sull’uso di pesticidi nelle scuole, promosso da Rush Holt nel 1999, non ha mai ricevuto alcuna attenzione dal Comitato dell’Agricoltura. La legge per la Protezione Ambientale Scolastico è stata introdotta successivamente dal senatore Robert Torricelli, con la speranza di raggiungere gli stessi obiettivi. Questa legge prevede, tra l’altro, l’implementazione di protocolli integrati per il controllo degli infestanti, rendendo inverosimile la necessità di ricorrere ad applicazioni di tossine inalabili. Questi sarebbero solo l’ultima scelta e richiederebbe la notifica preventiva alle parti interessate, oltre a mettere della segnaletica davanti alle aree trattate, con accesso impedito, per il periodo di tempo stabilito.

La legge per la Protezione Ambientale è stata sconfitta due volte perché non è mai uscita dal comitato.

E’ stata frammentata in parte nella legislazione sulla formazione e in parte nel recente emendamento al Farm Bill Support perché questo corpo di leggi comprendeva molte associazioni di genitori e insegnanti insieme all’Associazione Nazionale per la Gestione degli Infestanti (NPMA), un gruppo che rappresenta circa 5000 aziende che offrono servizi di questo tipo. “La Legge per la Protezione Ambientale della Scuola è, nel suo insieme, una buona legge. La Gestione Integrata degli Infestanti, che essa promuove, è una gestione con un approccio di buon senso”, ha dichiarato Bob Rosenberg, Direttore delle Relazioni con il Governo dell’Ass. NPMA.

I vantaggi, derivanti da questa legge per l’industria del controllo degli infestanti, riguardano l’allargamento della clientela. Le specifiche della metodologia e il personale coinvolto aprirebbero nuovi mercati agli applicatori per lavorare con programmi che attualmente non hanno contratti con servizi del genere. Il sig. Rosenberg ha riferito che la sua organizzazione ha da tempo suggerito agli applicatori di passare a forme di controllo non-aeree, come i bocconi di gel invece degli spray. “La gestione integrata – ha detto – richiede una competenza maggiore di quella necessaria ad andare sul posto e spruzzare il pesticida”. Attualmente non ci sono proposte di legge (negli USA) al vaglio che promuovano la gestione integrata degli infestanti nella scuola.

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