Maggio, Mese della Elettrosensibilità

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Di Christiane Tourtet B.A. – The American Chronicle – 24 marzo 2009
Traduzione di Francesca Romana Orlando per AMICA


Il Sindaco di Broward County in Florida, Stacy Ritter, ha proclamato Maggio come Mese per la Consapevolezza della Elettrosensibilità, affermando che a causa dell’inquinamento globale causato dai campi elettromagnetici, molte persone di ogni età della città di Broward County e nel mondo si sono ammalate di Elettrosensibilità. Questa – continua – è una condizione cronica con reazioni di ipersensibilità verso la radiazione elettromagnetica presente nell’ambiente per la quale non ci sono terapie.

I sintomi comprendono cambiamenti della pelle, dermatiti, sensazione di pizzicore, debolezza muscolare, perdita della capacità visiva, disturbi neurologici e respiratori gravi, problemi nel linguaggio e numerosi altri sintomi fisici.

Il Sindaco afferma anche che la Elettrosensibilità è riconosciuta dalla Legge Americana per l’Invalidità (Americans with Disabilities Act), dal Dipartimento per l’Accesso degli USA e che la salute della popolazione generale è a rischio a causa delle esposizioni a campi elettromagnetici che possono portare a malattie evitabili attraverso un adeguato evitamento della radiazione elettromagnetica sia negli ambienti chiusi che all’aperto; inoltre la ricerca dovrebbe indagare a fondo la materia, compresi gli aspetti genetici.

La Elettrosensibilità è la più devastante ed epidemica conseguenza diretta delle esposizioni globali ai campi elettromagnetici derivanti da cellulari, ripetitori di cellulari, telefoni senza fili, Wi-Fi, computer portatili e fissi, videogame, schermi televisivi, radio, elettronica dell’auto, registratori audio e video, linee elettriche, camere digitali, orologi elettrici e radar marini, radiotrasmettitori, videoterminali e altre migliaia di apparecchiature elettroniche.

Per leggere la proclamazione originale del Sindaco Stacy Ritter ecco il sito: http://www.nettally.com/prusty/mcs.htm

Articolo preso dall’American Chronical con il permesso dell’autrice:
http://www.americanchronicle.com/articles/view/95811

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