Nuovo studio mette in relazione la MCS alle sostanze chimiche e non alla psicologia

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MCS-America News, novembre 2008
Traduzione di A.M.I.C.A.

Molte patologie che sono state accettate come malattie biologiche erano all’inizio fonte di disputa e incertezza ed erano spesso etichettate come psichiatriche in assenza di dati scientifici in grado di provare la causa e un trattamento efficace. Solo più avanti si conosce la verità e le patologie vengono accettate come reali. Spesso l’accettazione avviene a seguito dello sviluppo di farmaci che trattano i sintomi. Quando si trova un farmaco le aziende farmaceutiche finanziano studi per commercializzare i loro farmaci. Ciò legittima automaticamente una patologia anche se la sua causa non è stata scoperta. Coloro che sono affetti da patologie per le quali non è stato sviluppato alcun farmaco continuano ad essere delegittimati nonostante il loro dolore e la loro sofferenza.
L’asma, il diabete, la fibromialgia e l’avvelenamento da mercurio dei cappellai sono esempi di malattie che non erano inizialmente riconosciute come “reali”. Queste patologie sono diventate medicalizzate (accettate dai medici) dopo che sono stati scoperti e sviluppati farmaci.

Una patologia che sta affrontando un trattamento inappropriato è la Sensibilità Chimica Multipla (MCS). Per molti anni la MCS è stata etichettata come delegittimata per diverse ragioni:
  1. L’industria chimica ha un enorme interesse finanziario nella percezione della sicurezza e nella vendita dei loro prodotti che sono implicati perché tossici.
  2. L’industria farmaceutica ha un grande interesse finanziario nel vendere psicofarmaci.
  3. I giornali medici sono di proprietà dell’industria farmaceutica che controlla quello che viene pubblicato, limitando in pratica gli studi sulla MCS di buona fede.
  4. L’industria chimica e quella farmaceutica sono inevitabilmente intrecciate con una sovrapposizione della proprietà di una e dell’altra.
  5. Gli enti governativi e i politici spesso ricevono sostegno finanziario dall’industria e hanno un interesse finanziario nascosto nell’assicurare il loro supporto ad essa.
In passato un numero esiguo di studi con una scarsa progettazione con enormi falle metodologiche e manipolazioni hanno concluso falsamente che, anche se le persone con MCS reagiscono alle provocazioni con sostanze chimiche, le loro risposte avvengono di più quando sono in grado di distinguere tra sostanze attive e false provocazioni. Suggeriscono così che la MCS fosse una condizione psicologica correlata al sistema delle credenze e attese del malato, una posizione che l’industria ha promosso con un duro lavoro perché eliminava le loro sostanze chimiche quale causa e per giunta consentiva loro di promuovere l’uso di psicofarmaci che potessero negare gli effetti dell’inquinamento ambientale. Poiché la maggior parte delle industrie chimiche e farmaceutiche è sotto la stessa proprietà, questa posizione è stata promossa vigorosamente ed efficacemente dai giornali controllati dall’industria.

Fortunatamente questi studi falsi BOGUS sono stati riesaminati da Goudsmit e Howes attraverso criteri scientificamente controllati. Hanno scoperto che gli studi che promuovevano una base psicologica della MCS erano del tutto fuorvianti a causa di numerose falle metodologiche e SHORT COMINGS. I due ricercatori hanno scoperto che la MCS è più correlata all’esposizione a sostanze chimiche piuttosto cha a disturbi come ansia, depressione e disturbi somatoformi.

Il lavoro di Goudsmit e Howes è stato pubblicato sul Journal of Nutritional & Environemental Medicine, l’organo di stampa ufficiale dell’American Academy of Environmental Medicine, che sembra essere libero da finanziamenti dell’industria e da manipolazioni che influiscono sulle decisioni di pubblicazione degli altri giornali.

La revisione ha rivelato che gli autori degli studi spuri sulla MCS non sembrano aver offerto le considerazioni dovute alle spiegazioni ovvie nell’interpretare le loro scoperte. Sembrano invece mettere in atto manipolazioni con un obiettivo specifico, verosimilmente per proteggere l’industria convincendo gli altri che la MCS non è reale. In questo senso sembra che gli autori abbiano rigirato le scoperte fino a quando queste potevano incontrare i loro scopi manipolatori.
Gli scienziati concludono oggi che gli studi psicologici hanno sovrastimato il ruolo dei possibili fattori psicologici nelle cause della MCS. Non si può provare che la MCS sia una patologia di anomalie biologiche nella MCS, indicando un vero disturbo fisico. Questo è un fatto che i malati e gli attivisti hanno sempre sostenuto sin dall’inizio.

I manipolatori hanno rigirato i rapporti su cause ed effetti per promuovere tesi fittizie che i malati “negano” e non riconoscono la propria psicopatologia.  Hanno rifiutato di considerare o di esplorare il fatto che la ragione delle veementi obiezioni dei malati è che la MCS non è affatto una malattia psicologica e che c’è una sofferenza reale con una causa biologica che continua a colpire un numero crescente di persone, compresi bambini.

Lo studio conclude con un elenco di punti chiave che provano come la MCS non sia una risposta condizionata:
  1. Se il classico condizionamento fosse un fenomeno comune nella MCS, la prevalenza della MCS sarebbe molto più ampia.
  2. Se il trauma fosse un fattore, tutti i pazienti sarebbero in grado di identificare un evento traumatico, ma alcune persone con MCS non possono identificare un qualche evento che ha portato alla malattia.
  3. Molte delle sostanze chimiche a cui le persone diventano sensibili non hanno odore, perciò non possono essere identificate e non possono produrre una risposta condizionata perché i sintomi sono solo il segno dell’esposizione.
  4. Nel condizionamento Pavloviano avviene l’estinzione della risposta con la ripetuta esposizione ad uno stimolo condizionato in assenza di uno stimolo non condizionato. Questo non avviene nella MCS. Nella MCS, anzi, le ”risposte condizionate” sono per definizione croniche e non si estinguono semplicemente.
  5. Il condizionamento, perciò, non sembra essere un modello valido.
Non c’è una prova affidabile che la MCS sia qualsiasi altra cosa piuttosto che reali effetti tossici delle sostanze chimiche. L’enorme quantità di anomalie biochimiche documentata è compatibile con un’origine fisica della malattia. Le persone con MCS testate nella vita quotidiana non sembrano avere sintomi somatici o psicologici quando non sono sotto provocazione di uno stimolo chimico. I gruppi con MCS testati mostravano gli stessi valori del gruppo di controllo quando non erano sotto reazione. Goudsmit e Howes concludono che la MCS è più correlata all’esposizione a sostanze tossiche che a disturbi come ansia, depressione e disturbi somatoformi. Come hanno sempre detto gli attivisti e i pazienti la MCS deriva dalle sostanze chimiche.

Bibliografia
E. Goudsmit, S. Howes, Is Multiple Chemical Sensitivity a learned response?  A critical evaluation of provocation studies, Journal of Nutritional & Environmental Medicine, 30 settembre 2008.

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