Pericolo Covid-19 – Appello alle Regioni per i malati di MCS

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Il 6 dicembre 2020 un gruppo di associazioni di volontariato e di comitati ha scritto un appello ai Presidenti e agli Assessori alla Salute delle Regioni Italiane per richiedere un intervento urgente per i pazienti affetti da Sensibilità Chimica Multipla (MCS), una patologia caratterizzata da reazioni multi organo quando si è esposti tramite contatto, inalazione o ingestione a sostanze chimiche in minime quantità normalmente tollerate dalla popolazione generale.
Tra le sostanze che creano maggiori problemi a questi pazienti ci sono disinfettanti come l’iperclorito di sodio, i detersivi chimici, le sostanze profumate e i farmaci ed è facile comprendere, quindi, quanto sia difficile per questi pazienti recarsi al Pronto Soccorso oppure essere ricoverati in ospedale senza adeguate misure di protezione ambientale.
Con l’attuale stato di emergenza sanitaria è sempre più pressante la necessità di protocolli di accoglienza ospedaliera basati sulle Linee Guida del Consenso Italiano per MCS  redatto dal Gruppo di Studio Italiano sulla Sensibilità Chimica Multipla. Questo documento è stato depositato nel 2019 al Ministero della Salute dove era prevista la sua discussione da parte della prossima Commissione LEA, ma questo avveniva prima dello scoppio della pandemia.
Il Ministero della Salute, nel corso di un incontro con medici e associazioni nel giugno 2019, ha chiarito che  spetta alle Regioni il compito di predisporre l’accoglienza ospedaliera per questi malati e per questo oggi le associazioni si rivolgono a loro.
Le associazioni sottolineano nella loro lettera che offrire accoglienza ospedaliera ai pazienti affetti da Sensibilità Chimica Multipla (MCS) comporta delle semplici misure a costi contenuti: le Linee Guida per MCS, infatti, richiedono sostanzialmente di sostituire alcuni prodotti per la disinfezione degli ambienti (per esempio perossido di idrogeno invece di iperclorito di sodio) e di fare un minimo aggiornamento dei medici e del personale infermieristico.
Per quanto riguarda la terapia farmacologica, la Sensibilità Chimica Multipla presenta alcune difficoltà perché quasi tutti i pazienti hanno una storia clinica di accertate reazioni ai farmaci e una ridotta capacità di metabolizzazione dei farmaci dovuta a specifici polimorfismi genetici.
Le associazioni, quindi, richiedono alle regioni che sia possibile garantire ai pazienti intolleranti ai farmaci che si dovessero ammalare di Covid-19 l’accesso al trattamento con plasma iperimmune che, in alcuni casi, potrebbe essere il solo praticabile ed è da considerarsi, quindi, una terapia salvavita.

 

Le associazioni che hanno partecipato a questo appello sono:
Associazione Nazionale Ammalati Sindrome Immuno Neuro Tossica
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