Petizione per il riconoscimento della MCS

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Lanciata nel 2004 da A.M.I.C.A.
CONCLUSA IL 15 MARZO 2004 CON 20.000 ADESIONI!

A.m.i.c.a.
Associazione per le Malattie da Intossicazione Cronica e/o Ambientale
Casella Postale 3131 – 00121 Roma

PETIZIONE POPOLARE PER IL RICONOSCIMENTO DELLA SENSIBILITA’ CHIMICA MULTIPLA

Campagna contro i danni della chimica alla salute

Petizione Popolare indirizzata

Al Presidente della Commissione Europea Romano Prodi
Al Commissario Europeo per la Sanità e la protezione dei consumatori David Byrne
Al Commissario Europeo per l’Ambiente Margot Wallstrom
Al Presidente della Repubblica Italiana Carlo Azeglio Ciampi
Al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi
Al Ministro della Salute Girolamo Sirchia
Al Ministro dell’Ambiente Altero Matteoli
Al Ministro per le Pari Opportunità Stefania Prestigiacomo
Al Ministro del Lavoro e Politiche Sociali Roberto Maroni
Al Ministro dell’Istruzione, università e ricerca scientifica Letizia Moratti
Agli Assessori Regionali alla Salute e all’Ambiente

In tutto il mondo, compresa l’Italia, un numero sempre maggiore di persone, di tutte le età ed estrazione sociale, soffre di gravi intolleranze ambientali. Alcune di loro sono diventate sensibili a quantità anche molto piccole di prodotti chimici e sostanze irritanti normalmente presenti nell’ambiente ed hanno sviluppato una grave patologia conosciuta come Sensibilità Chimica Multipla (MCS). La MCS può insorgere a qualsiasi età in seguito ad un’esposizione acuta oppure per esposizioni croniche di basso livello ad una o più sostanze chimiche.

I malati di MCS, indipendentemente dalla sostanza che ha scatenato la malattia, successivamente non tollerano la più piccola traccia di sostanze chimiche nell’ambiente, come composti organici volatili, derivati del petrolio, solventi, vernici, prodotti della combustione (gas di scarico delle automobili, degli impianti di riscaldamento, di camini, di impianti industriali, ecc.), inquinamento industriale ed elettromagnetico, prodotti plastici, detersivi, deodoranti personali e ambientali, profumi, materiali dell’edilizia, arredi, insetticidi, pesticidi, disinfettanti, materiali odontoiatrici, farmaci, anestetici, additivi, coloranti, conservanti, dolcificanti sintetici, ecc.

I malati più gravi, inoltre, non riescono a tollerare persino le sostanze profumate naturali (terpeni), a causa del grave stato infiammatorio del nervo olfattivo, e hanno ancora più problemi a gestire la propria quotidianità.

I sintomi della MCS sono spesso disabilitanti e colpiscono: il sistema nervoso centrale, immunitario, respiratorio, cardiologico, renale, digestivo, endocrino, muscolo-scheletrico e il metabolismo porfirinico.

Le reazioni immuno-tossiche, che insorgono a seguito di esposizione a sostanze chimiche, variano da reazioni pseudoallergiche (irritazioni e infiammazioni cutanee, agli occhi, al naso, alle orecchie, alla gola, con difficoltà respiratorie e asma), ad infiammazioni importanti del sistema respiratorio, della testa, dello stomaco; con reazioni a carattere neurologico (insonnia, stato di confusione, perdita della memoria a breve termine, difficoltà di concentrazione, mancanza di coordinazione dei movimenti, perdita dell’equilibrio, emicrania, epilessia, convulsioni, dolore diffuso, sensazioni di bruciore, ipersensibilità olfattiva, visiva e acustica, fotofobia), digestivo (nausea, vomito, dolori allo stomaco, diarree, intolleranze alimentari), cardiaco (tachicardia, aritmia e sbalzi pressori) e muscolare (fatica cronica, spasmi e contrazioni, debolezza).

Nel tempo i sintomi si cronicizzano e, senza un adeguato sostegno, la malattia può produrre lesioni al sistema nervoso centrale, ai reni, al fegato, ai polmoni, al sistema immunitario e circolatorio fino ad arrivare a blocchi funzionali, collassi, emorragie, leucemie, tumori e infarti.

La MCS è una malattia cronica, per la quale non esiste alcuna cura efficace se non l’evitamento delle sostanze chimiche, impresa difficilissima nella nostra società. Il malato di MCS vive una condizione cronica debilitante con gravi conseguenze finanziarie, occupazionali, culturali, dell’alloggio, della salute, sociali ecc.

Negli USA la patologia è riconosciuta da più leggi; dalla Legge (A.D.A.), che riguarda gli Americani con Disabilità, dall’Amministrazione per la Sicurezza Sociale, dall’U.S. Dipartimento Americano per l’Urbanizzazione, dall’Agenzia per la Protezione dell’Ambiente (E.P.A.), come da altre agenzie, commissioni statali governative e federali. Anche in Germania la malattia è riconosciuta dal Sistema Sanitario Nazionale ed è identificata con diversi codici a seconda della causa che la scatena T78.4 für MCS: “nicht näher bezeichnete Allergie, allergiche. Reaktion o.n.A und Überempfindlichkeit o.n.A”; T88.7 für Amalgam-Probleme; T59.2 für Formaldehyd; T60 für Pestizide und Holzschutzmittel.

I soggetti più colpiti appartengono alle seguenti categorie: * lavoratori dell’industria, dei laboratori e istituti di ricerca, laboratori artigianali e fotografici;* insegnanti, studenti, impiegati degli uffici e nell’assistenza sanitaria in edifici chiusi; * le vittime d’incidenti industriali e chimici; * le persone che vivono vicino a luoghi con emissioni inquinanti; * gli individui che vivono in ambienti dove l’aria, l’acqua o il suolo sono inquinati; * altri esposti a molteplici sostanze chimiche nei prodotti di consumo, nel cibo e nei medicinali; * infine i militari impiegati nelle ultime guerre.

Chi si ammala di MCS oggi in Italia si trova a vivere come un “disabile invisibile” perché la sua malattia è sconosciuta e le sue continue reazioni a sostanze, per i più ritenute innocue, sono vissute come socialmente inaccettabili e irritanti.

Il malato di MCS vive una disabilità quattro volte più grave di qualsiasi altra, perché:

non ha alcuna assistenza medica in quanto in Italia la malattia non è riconosciuta e non esistono centri adeguati per la diagnosi e la cura;
non può rivolgersi alle strutture pubbliche o private per l’ospedalizzazione a causa dei detergenti, disinfettanti e profumazioni usati negli ambienti ospedalieri;

non può avere neanche l’assistenza del Pronto Soccorso in caso di emergenza;

inoltre il personale ospedaliero non ha le conoscenze adeguate della malattia, basti pensare che un’anestesia o un antibiotico inappropriati, potrebbero essere fatali (mortali) per il malato;

è costretto ad abbandonare il lavoro a causa delle barriere chimiche che incontra: oltre alle sostanze chimiche eventualmente inerenti il lavoro, anche per il fumo passivo, prodotti per le pulizie e deodoranti ambientali, gli antifungicidi degli impianti di aerazione, il profumo dei colleghi, gli insetticidi, le esalazioni provenienti da mobili, tappezzeria, ecc.

Poiché la MCS non è riconosciuta come patologia grave e invalidante per ottenere l’invalidità, il malato si vede quasi sempre negare un sostegno economico; quindi si ritrova senza stipendio, senza pensione, né altro aiuto economico a fronteggiare una malattia che richiede un grande impegno finanziario costante; deve sostenere la battaglia quotidiana per la sopravvivenza anche all’interno della propria abitazione;

spesso non è sufficiente “bonificare” la propria casa da fonti di emissioni di sostanze volatili come i mobili, la tappezzeria, evitare qualsiasi lavoro di ristrutturazione, usare detergenti ecologici a bassa profumazione, perché il malato deve difendersi dalle normali attività dei vicini, che fanno lavori di ristrutturazione con prodotti che contengono vernici e solventi, utilizzano deodoranti e profumatori per l’ambiente, stendono i panni lavati con sostanze profumate altamente irritanti, irrorano insetticidi e pesticidi, fumano per le scale o sul balcone vicino, ecc. Si tratta di attività del tutto normali che, per il malato di MCS, rappresentano l’innesco di crisi più o meno gravi, spesso non evitabili con la semplice chiusura delle finestre perché bastano tracce minime che passano dagli stipiti o dalle prese elettriche a scatenare le reazioni;

la peculiarità della MCS è causa, infine, dell’isolamento sociale del malato. Chi è più fortunato riesce ad avere il supporto economico da amici e parenti, ma difficilmente riesce a far capire che non può tollerare la presenza di una persona che si è fatta la permanente, che ha usato uno shampoo/sapone/deodorante di largo consumo, un profumo, che indossa panni lavati con un normalissimo detersivo, che ha fumato un’ora prima, ecc. Spesso così il malato di MCS, per la propria condizione, finisce per essere vittima di colpevolizzazioni e gravi incomprensioni, che lo tacciano “d’immaginazione”, nonostante i numerosi studi scientifici sulla malattia.

Il risultato di questa condizione è un totale isolamento fisico, sociale e affettivo.

Le minime azioni quotidiane diventano un problema insostenibile per i malati soli:

· se si ha un problema sanitario che necessità di cure mediche o ospedaliere si rischia molto (anche la vita)

a causa dell’inadeguatezza dei locali e dell’ impreparazione del personale medico;

· se si rompe un tubo dell’acqua in casa, risulta impossibile far entrare un tecnico con i suoi profumi e i materiali impiegati per le riparazioni;

· qualora il malato sia in grado di usare l’automobile, grazie ad alcuni accorgimenti per l’isolamento del sistema d’aerazione, non potrebbe mai rivolgersi ad un meccanico o mettere la benzina da solo;

· spesso diventa impossibile anche andare a fare la spesa perché i negozi, anche quelli biologici, sono pieni di prodotti profumati altamente irritanti, che talvolta persistono persino sui cibi freschi in vendita e sugli imballaggi.

In conclusione si evidenzia che allo stato attuale l’unica strategia per migliorare le condizioni dei malati con la MCS è evitare assolutamente il contatto con qualsiasi sostanza chimica secondo le indicazioni di uno specifico protocollo ambientale codificato dalla dott.ssa Grace Ziem.

Negli Stati UNiti si è anche dimostrato che un’ adeguata legislazione in favore dell’eliminazione delle barriere chimiche ed un miglioramento ed adeguamento delle condizioni di lavoro permette a chi soffre della MCS di

avere una vita più dignitosa in un ambiente controllato e talvolta di continuare persino a mantenere la propria occupazione.

In Italia, invece, la MCS non ha nemmeno il riconoscimento dal Sistema Sanitario Nazionale e i malati ricevono quasi sempre false diagnosi e terapie errate che peggiorano notevolmente le loro condizioni.

I malati italiani danneggiati dalle sostanze chimiche chiedono:

1) il tempestivo riconoscimento giuridico, sanitario ed economico della Sensibilità Chimica Multipla attraverso le procedure diagnostiche internazionalmente riconosciute;

2) l’istituzionalizzazione di un Centro Nazionale per la Diagnosi e la Cura delle intolleranze ambientali, adeguamento delle U.S.L. e dei distretti ospedalieri per una ricettività adeguata delle persone affette.

3) indennità economica per gli individui che non possono più svolgere un’occupazione (pensione anticipata, assegni d’invalidità, invalidità civile, pensione d’accompagnamento) con tempestività per le persone in possesso di una diagnosi, retroattive dal momento dell’abbandono dell’attività lavorativa per i lavoratori o dalla diagnosi per gli altri.

4) tutela del diritto al lavoro e allo studio per le persone che presentano uno stadio patologico leggero e moderato;

5) rimborsi per cure e soggiorni climatici, medicinali e indagini diagnostiche (anche all’estero: Germania e negli U.S.A.), alimenti specifici e biologici, prodotti per la cura della persona e la pulizia della casa e ausili e adeguata assistenza socio-sanitaria alle persone non più autosufficienti;

6) Alloggi specifici, con case in uso a disposizione del Demanio, delle Regioni o dei Comuni per chi ne ha necessità al fine di soddisfare il bisogno dei malati di MCS di un’abitazione più isolata per evitare le esposizioni chimiche, considerando che, per un malato di MCS, l’evitamento è al pari di un medicinale salvavita;

7) proclamazione nel mese di maggio della settimana per la consapevolezza, informazione ed educazione permanente sulla Sensibilità Chimica Multipla con adeguamento dei luoghi di lavoro e studio.

Un simile ritardo nell’assistenza, cura e prevenzione non può più essere socialmente accettato in uno stato che si definisce civile ed evoluto, nel pieno rispetto delle leggi che sanciscono il diritto d’ogni cittadino alla cura e tutela della salute!

Chi sottoscrive la petizione sostiene le richieste dei malati italiani di MCS presso i vari organi competenti cui essa è indirizzata e autorizza l’uso dei propri dati personali a sostegno di questa petizione e per ricevere informazioni dall’associazione A.M.I.C.A.:

NOME    COGNOME    INDIRIZZO     DATA

Inviare le firme per la Petizione Popolare per il Riconoscimento della Sensibilità Chimica Multipla a A.M.I.C.A. – Associazione Malati da Intossicazione Cronica e/o Ambientale – Casella Postale 3131 – 00121 Roma

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