Revisione dei meccanismi sulla elettrosensibilità

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Esce nel marzo 2020 una revisione scientifica degli studi sulla elettrosensibilità di due ricercatori, Yael Stein e Iris G. Udassin, pubblicata su Environmental Research

Secondo gli autori l’elettrosensibilità, nota anche come ipersensibilità elettromagnetica (EHS) o Sindrome da microonde, è una sindrome clinica caratterizzata da un ampio spettro di sintomi, che in genere coinvolgono il sistema nervoso centrale, e che si verificano in seguito a un’esposizione prolungata a campi elettromagnetici, nell’ambiente di vita o in ambito professionale.

Numerosi studi hanno dimostrato che ci sono effetti biologici a livello cellulare dei campi elettromagnetici (EMF), delle frequenze magnetiche (ELF) e delle radiofrequenze (RF) a intensità estremamente basse. Molti dei meccanismi descritti per la Sensibilità Chimica Multipla (MCS) sono simili a quelli della elettrosensibilità. L’esposizione ripetuta a campi elettromagnetici comporta una ipersensibilizzazione in alcuni soggetti elettrosensibili che, stando alla ricerca recente, presentano un danno ai sistemi di detossificazione con un sovraccarico di stress ossidativo.

I campi elettromagnetici possono indurre cambiamenti nel metabolismo del calcio, provocando un’attivazione significativa dei radicali liberi e un aumento delle specie reattive dell’ossigeno (ROS) a livello cellulare, con alterazioni delle funzioni neurologiche e cognitive, con la rottura della barriera emato-encefalica.

Gli effetti del sistema nervoso autonomo dei campi elettromagnetici potrebbero anche essere espressi come sintomi nel sistema cardiovascolare. Altri effetti comuni riguardano la pelle, la microvascolarizzazione, il sistema immunitario ed ematologico.

Le conclusioni dello studio riportano chiaramente che i meccanismi alla base dei sintomi della elettosensibilità sono biologicamente plausibili e che in seguito dell’esposizione a campi elettromagnetici si verificano molte risposte fisiologiche organiche. I pazienti possono presentare sintomi neurologici, neuro-ormonali e neuro-psichiatrici in seguito all’esposizione a campi elettromagnetici, per effetto di danni neurologici e delle risposte neuronali di ipersensibilizzate.

I ricercatori suggeriscono che per tutelarsi dagli effetti biologici dei campi elettromagnetici bisognerebbe abbassare i limiti di legge per le esposizioni elettromagnetiche e che i luoghi pubblici dovrebbero essere resi più accessibili per rispondere alle esigenze degli individui elettrosensibili.

Fonte: https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0013935120303388

 

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