Sperimentazione 5G: manca il parere sanitario

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Comunicato Stampa – Roma, 30 maggio 2019 – Ore 21.00

Già nel 2017 oltre 180 scienziati avevano chiesto alla Commissione Europea il blocco immediato dello sviluppo delle reti 5G fino a quando non saranno chiariti i possibili rischi per la salute. Così, non appena il Governo Italiano ha venduto le frequenze del 5G, l’Associazione Malattie da Intossicazione Cronica e Ambientale (A.M.I.C.A.), che da oltre quindici anni si occupa di tutela della salute e dell’ambiente, ha richiesto un accesso agli atti per sapere se il Ministero dello Sviluppo Economico avesse richiesto il parere sanitario sulla sicurezza di questi campi elettromagnetici.

La Legge di Riforma Sanitaria n. 833 del 1978, al Capo II sulle “Competenze dello Stato” in materia di “commercio e impiego di forme di energia capaci di alterare l’equilibrio biologico ed ecologico” (Articolo 6, Comma i), dà al Governo la competenza per chiedere un parere sanitario a due agenzie di salute pubblica: l’Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza del Lavoro (ISPESL), ente abrogato le cui funzioni sono oggi state assunte dall’INAIL, e l’Istituto Superiore di Sanità.

Dall’accesso agli atti di A.M.I.C.A. al Consiglio Superiore di Sanità, al Ministero della Salute, all’INAIL e all’Istituto Superiore di Sanità è emerso che il governo non ha chiesto alcun parere sanitario e anche che non c’è stata alcuna interlocuzione tra Ministero della Salute e Ministero dello Sviluppo Economico prima della concessione all’industria delle reti 5G. 

“Il governo non avrebbe esercitato, quindi, la sua prerogativa di subordinare al parere sanitario delle agenzie di salute pubblica, ISS e ISPESL (oggi INAIL), lo sfruttamento economico delle frequenze del 5G”, commenta Francesca Romana Orlando, giornalista e Vice Presidente di A.M.I.C.A.. “Siamo preoccupati perché già l’appello degli scienziati del 2017 prefigurava una possibile violazione del Codice di Norimberga che vieta la sperimentazione non consensuale sull’Uomo.”

“Sembra che lo Stato, dopo aver organizzato, gestito e definito l’asta da 6,5 miliardi di Euro per assegnare le frequenze 5G, si appresti ad immettere su tutto il territorio nazionale – dopo una prima fase di sperimentazione in alcune città –migliaia e migliaia di antenne, tralicci e piccole celle, praticamente in ogni angolo delle città, senza che gli organi preposti al controllo sanitario abbiano preventivamente verificato l’innocuità di tale tecnologia”, commenta il Dott. Giuseppe Teodoro portavoce del Coordinamento Comitati Romani contro l’Elettrosmog. “E’ una clamorosa disapplicazione del principio di precauzione previsto anche dalla normativa europea.”

“La valutazione sanitaria delle reti 5G è indispensabile perché una parte della comunità scientifica già da anni ha lanciato l’allarme sui rischi per la salute correlati all’attuale telefonia mobile”, commenta il Dott. Fiorenzo Marinelli, già biologo del CNR di Bologna che conduce da anni studi sugli effetti genetici di cellulari e Wi-Fi. “Le reti 5G non sostituiranno, ma andranno a sommarsi alle radiazioni attuali e useranno le frequenze millimetriche che fino ad oggi sono state impiegate solo in ambito militare per i sistemi di allontanamento delle folle (active denial systems). I pochi studi pubblicati suggeriscono che potrebbero esserci importanti effetti sulle terminazioni nervose fini sulla pelle (1), in particolare sulle ghiandole sebacee che, con la loro forma elicoidale, rappresentano un punto di accesso delle onde millimetriche. In un corpo umano ci sono circa 2 milioni di ghiandole sebacee, perciò questo effetto andrebbe studiato a fondo prima di irradiare la popolazione in modo massiccio. La ricerca deve valutare, inoltre, i possibili effetti epigenetici perché l’esposizione dei genitori a campi elettromagnetici può esprimersi come patologie future nei figli.”

“La ricerca suggerisce anche che ci possano essere rischi di surriscaldamento dovuto alla forte polarizzazione del 5G”, aggiunge la Dott.ssa Orlando. “Uno studio pubblicato su Health Physics del 2018 (2) ha concluso, infatti, che i livelli previsti come tollerabili dalle Linee Guida dell’ICNIRP (3) possono portare a danni permanenti nei tessuti anche per brevi esposizioni al 5G, dimostrando che è fondamentale rivedere le linee guida esistenti”.
Di recente il Dott. Agostino Di Ciaula di ISDE – Medici per l’Ambiente, autore di un importante studio scientifico sui rischi correlati al 5G (5), ha scritto al Ministro di Maio per ribadire la necessità di una moratoria del 5G, specificando che “se fosse stato un farmaco, proprio a causa delle evidenze disponibili sugli effetti biologici, non avrebbe superato neanche la fase di valutazione preclinica” (6).

“Al di là della fondamentale questione etica della sperimentazione sull’Uomo senza il suo esplicito consenso, ci chiediamo quali potrebbero essere i risvolti economici futuri dell’impiego delle frequenze del 5G, in termini di costi socio sanitari. Già oggi ci troviamo, infatti, di fronte ad un aumento esponenziale di tumori cerebrali che secondo alcuni scienziati va imputato proprio all’impiego diffuso della telefonia mobile”, conclude la Dott.ssa Orlando.

Quale sarà l’impatto sanitario e ambientale del 5G? Sembra che al Governo nessuno si sia posto questa domanda, mentre in tutta Italia se la stanno ponendo molti sindaci, sui quali tra l’altro ricade direttamente la responsabilità di tutelare la salute pubblica.”

Associazione per le Malattie da Intossicazione Cronica e/o Ambientale
https://www.infoamica.it
amica @ infoamica.it

Coordinamento dei Comitati Romani contro l’Elettosmog
http://www.noelettrosmogroma.org

Note

1. Petizione per la moratoria del 5G di 180 scienziati: 5G: https://www.infoamica.it/appello-per-fermare-le-telecomunicazioni-5g/
2. Feldman Y, Puzenko A, Ben Ishai P, Caduff A, Agranat AJ. Human skin as arrays of helical antennas in the millimeter and submillimeter wave range. Phys Rev Lett. 2008 Mar 28;100(12):128102. Epub 2008 Mar 27.
3. Esra N e Niels K, Systematic Derivation of Safety Limits for Time-Varying 5G Radiofrequency Exposure Based on Analytical Models and Thermal Dose, Health Physics: December 2018 – Volume 115 – Issue 6 – p 705–711.
4. La Commissione per la Protezione dalle Radiazioni Non Ionizzanti (ICNIRP) è un’associazione privata senza scopo di lucro con sede a Monaco di Baviera, in Germania, il cui statuto prevede l’obiettivo di proteggere le persone e l’ambiente dagli effetti negativi delle Radiazioni Non Ionizzanti. Gode di alto credito presso le istituzioni pubbliche, come l’OMS, ma è oggetto da tempo di aspre critiche per le sue posizioni rassicuranti che sottostimano l’impatto degli effetti non termici dei campi elettromagnetici sulla salute umana. Di recente alcune inchieste giornalistiche, tra cui Report, hanno anche sollevato il sospetto di conflitto di interessi di alcuni dei suoi membri.
5. Di Ciaula Agostino, Towards 5G communication systems: Are there health implications?, International Journal of Hygiene and Environmental Health 221 (2018) 367–375.
6. Lettera del Dott. Agostino Di Ciaula di ISDE – Medici per l’Ambiente: https://www.isde.it/tag/5g/

Foto di copertina: Istituto Superiore di Sanità dal sito: https://it.wikipedia.org/wiki/File:Sede_ISS.jpg

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