Test per la sensibilità chimica e le intolleranze alimentari in otorinolaringoiatria

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Breve recensione a cura di A.M.I.C.A. di uno studio dell’Università di Haward che descrive le varie posizioni diagnostiche.


Il Dottor B.R. Gordon del Dipartimento di Otorinolaringoiatria dell’Università di Haward, ha pubblicato sul numero di Ottobre 2003 di Otolaryngol Clin North America l’articolo “Approaches to testing for food and chemical sensitivities”.

Secondo l’autore questi test sono necessari nella valutazione dei pazienti otorinolaringoiatrici cronici. Più complessa è la situazione del paziente, più è resistente alla terapia e più verosimilmente ci sono allergie soprattutto sensibilità chimiche e intolleranze alimentari.

Allo stesso modo, il non riuscire a comprendere completamente il carico allergico e ossidativo e gli effetti dell’intossicazione da sostanze chimiche può portare a scegliere terapie inadeguate ed inefficaci.

Dal punto di vista clinico le allergie alimentari avvengono in due modi: a reazioni immediate, anafilattiche o ritardate, croniche e cicliche. Per i due tipi sono stati sviluppati test diagnostici diversi: le reazioni immediate si riscontrano in modo sicuro ed efficace con i test in vitro delle IgE o del rilascio di istamina. Le allergie alimentari cicliche si diagnosticano o con i test di provocazione per via orale o con il test IPDFT (intradermici).

Per scegliere il test migliore per un determinato paziente, serve una piena comprensione dei due tipi di reazioni allergiche e tossiche. La vera allergia agli antigeni chimici, di tipo I (IgE – mediata), o di tipo IV (ipersensibilità ritardata) avviene con una frequenza significativa, ma spesso non viene sospettata. La tossicità chimica può essere causata da effetti conseguenti una esposizione acuta o una cronica a bassi livelli, ma è più spesso nemmeno sospettata e sarà diagnosticata solo se c’è un forte sospetto. Entrambi i tipi di sensibilità chimica devono essere indagati in qualsiasi paziente che abbia un forte carico allergico o tossico.

Per la diagnosi delle intolleranze chimiche si possono usare test sia in vivo che in vitro. Queste analisi richiedono laboratori specializzati e una consultazione con medici esperti, per i quali sono specificati i riferimenti nell’articolo. L’aspetto più importante di questa ricerca è la puntualizzazione che la consapevolezza delle intolleranze chimiche e ambientali può fornire  strumenti utili nel trattamento di patologie croniche e livello OTL.

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