Verso una diagnosi più chiara della Sindrome da Stanchezza Cronica

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I ricercatori del RIKEN Center for Life Science Technologies, in collaborazione con la Facoltà di Scienze Sociali dell’Università di Osaka e di Kansai, hanno utilizzato la PET funzionale per dimostrare che i livelli di infiammazione neuronale del sistema nervoso, sono più alti nei pazienti con Sindrome da Stanchezza Cronica rispetto alle persone sane.

La Sindrome da Stanchezza Cronica, conosciuta anche come Encefalomielite Mialgica, è una condizione debilitante caratterizzata da stanchezza cronica profonda e invalidante. Purtroppo, non se ne conoscono a fondo le cause.

Si ipotizza che l’infiammazione neuronale (infiammazione delle cellule nervose) sia una delle cause della malattia, ma a sostegno di questa tesi non ci sono prove conclusive. Con questo importante studio clinico, pubblicato sul Journal of Nuclear Medicine nel 2014, i ricercatori hanno scoperto che in effetti i livelli dei marcatori della infiammazione neuronale sono elevati nei pazienti CFS/ME rispetto ai controlli sani.

I ricercatori hanno effettuato la scansione PET a nove persone con diagnosi di CFS ME e a dieci persone sane, e hanno chiesto loro di compilare un questionario che descriveva i loro livelli di stanchezza e anche il deterioramento cognitivo, il dolore e la depressione.

 

 

 

 

 

Per la scansione PET hanno usato una proteina che si attiva nella infiammazione dei nervi e così i ricercatori hanno scoperto che l’infiammazione è più alta nei pazienti con CFS/ME rispetto alle persone sane e che in alcune aree del cervello – come la corteccia del cingolo, l’ippocampo, l’amigdala, il talamo, il mesencefalo e il pons (ponte che congiunge la medulla oblungata e il talamo) – era elevata in modo tale. Se correlata ai sintomi della funzione cognitiva, si osservava un nesso con la neuroinfiammazione nell’amigdala, che come noto è coinvolta nella funzione cognitiva. Questa è la prova della evidente associazione tra l’infiammazione dei nervi e i sintomi dei pazienti affetti da CFS/ME.

Anche se lo studio è stato condotto su un campione piccolo, la conferma del concetto che la scansione PET potrebbe essere utilizzata come un test oggettivo per la CFS/ME potrebbe portare ad una migliore diagnosi e, infine, allo sviluppo di nuove terapie per dare sollievo alle tante persone che in tutto il mondo sono affette da questa condizione.

Lo studio: Yasuhito Nakatomi, Kei Mizuno, Akira Ishii, Yasuhiro Wada, Masaaki Tanaka, Shusaku Tazawa, Kayo Onoe, Sanae Fukuda, Joji Kawabe, Kazuhiro Takahashi, Yosky Kataoka, Susumu Shiomi, Kouzi Yamaguti, Masaaki Inaba, Hirohiko Kuratsune, Yasuyoshi Watanabe, “Neuroinflammation in patients with chronic fatigue syndrome/myalgic encephalomyelitis: a 11C-(R)-PK11195 positron emission tomography study”, The Journal of Nuclear Medicine, vol.55, No.6, 2014, DOI: 10.2967/jnumed.113.131045

Foto di Free-Photos da Pixabay

 

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