Lettera aperta sui costi sociali delle esposizioni elettromagnetiche

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Al Parlamento Italiano

Al Parlamento Italiano

Al Presidente del Consiglio Italiano

Al Ministro della Salute

Al Ministro dell’Ambiente

Al Ministro dell’Istruzione

Roma, 21 ottobre 2017

Lettera aperta sui costi sociali delle esposizioni elettromagnetiche

Preg.mi Presidente, Ministri, Senatori e Deputati,

questa non è la prima lettera che ricevete dalla nostra associazione in merito ai rischi per la salute connessi alle esposizioni elettromagnetiche delle tecnologie per la comunicazione senza fili, come cellulari, Wi-Fi, Wi-Max e simili.

Vi scriviamo di nuovo perché, mentre le conoscenze scientifiche dimostrano in modo sempre più chiaro l’entità dei rischi per la salute pubblica dovuti alle radiazioni da radiofrequenza e microonde, anche per livelli di esposizione molto inferiori agli attuali limiti di legge, le politiche promuovono invece l’impiego di tecnologie senza fili attraverso:

• la semplificazione delle procedure di installazione di antenne dei cellulari; • lo sviluppo di reti Wi-Fi nei luoghi pubblici;

• lo sviluppo sperimentale delle reti 5G usata per la cosiddetta “Internet delle cose”, con frequenze di cui non è attualmente noto l’impatto sulla salute;

• l’inerzia di fronte all’utilizzo di bambini nelle campagne pubblicitarie dei cellulari, come quella dello scorso Natale di Vodafone.

Le attuali politiche di sviluppo delle comunicazioni senza fili avvengono a totale discapito dei rischi per la salute che negli anni futuri si potranno tradurre in costi sanitari e sociali con cui la nostra società potrà trovarsi a fare inevitabilmente i conti. Già oggi nei reparti di neurologia si conta un numero significativamente aumentato di operazioni per tumore cerebrale rispetto a pochi anni fa.

La politica italiana sta andando in completa opposizione rispetto agli appelli rivolti dagli scienziati e da alcuni organismi sovranazionali per una maggiore cautela riguardo all’impiego di tecnologie che funzionano con campi elettromagnetici di radiofrequenza.

Lo scorso 13 Settembre 180 scienziati hanno lanciato un Appello alla  Commissione Europea (Allegato 1) per chiedere il blocco dell’uso delle frequenze 5G per i pericoli che queste possono comportare in aggiunta a quelli prodotti dalle tecnologie 2G, 3G, 4G e Wi-Fi.

Ricordiamo che l’Assemblea Plenaria del Consiglio d’Europa già nel 2011 con la Risoluzione 1815, approvata all’unanimità, impegnava i paesi membri a ridurre le fonti di esposizione alla radiofrequenza di cellulari e Wi-Fi a favore di forme di connessioni via cavo che sono le uniche davvero innocue e per giunta le più efficaci in termini di capacità di trasmissione (Allegato 2).

Da almeno un decennio gruppi di scienziati indipendenti, come il Gruppo Bioinitiative  e la Commissione Internazionale per la Sicurezza dei Campi Elettromagnetici (ICEMS ), denunciano che i campi elettromagnetici da radiofrequenza, molto al di sotto degli attuali limiti di legge, producono effetti biologici non dovuti al riscaldamento termico e hanno concluso che serve un limite di esposizione più cautelativo di 0,6 V/m.

Recenti studi scientifici, come quello di Hardell del 2014, hanno concluso che le radiazioni da radiofrequenza e da microonde emesse dalle tecnologie senza fili, sono da considerarsi “Cancerogeni certi per l’Uomo” (Allegato 3) ovvero sono da inserire nella Classe 1 dell’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC), che già nel 2011 aveva classificato la radiofrequenza come “Possibile cancerogeno per l’Uomo” (Allegato 4), compreso il Wi-Fi (Allegato 5).

Purtroppo i dirigenti dell’OMS sembrano essere del tutto sordi agli appelli rivolti dagli scienziati che fanno ricerca sul campo, come testimonia una pubblicazione (Allegato 6), ma sembrano molto attenti invece ad evitare connessioni Wi-Fi nei loro uffici di Ginevra. Fino a quando la gestione della sicurezza dei campi elettromagnetici verrà delegata agli ingegneri, piuttosto che a biologi o a medici, è probabile che verranno sottovalutati gli effetti biologici non termici, cioè non dovuti al riscaldamento, che avvengono per esposizioni di bassa intensità di potenza.

La nostra associazione di volontariato da anni si occupa di fare divulgazione e ricerca sul rapporto tra ambiente e salute e, in particolare, è impegnata per il riconoscimento dei diritti delle persone affette da malattie ambientali tra cui la Elettrosensibilità, che comporta reazioni multi organo ai campi elettromagnetici anche se di bassa intensità, e la Sensibilità Chimica Multipla, che comporta un’ipersensibilità alle sostanze chimiche presenti nella vita quotidiana anche a basse dosi. Noi osserviamo un aumento esponenziale di persone che riportano sintomi di elettrosensibilità, anche in Italia. Siamo letteralmente assediati dalle email di persone che ci chiedono aiuto perché stanno male a causa soprattutto del Wi-Fi, alcune devono abbandonare il lavoro perché è stato installato il Wi-Fi in ufficio, altre non riescono più a dormire da quando il loro vicino d’appartamento ha installato un modem Wi-Fi, persino bambini mostrano anomalie comportamentali, come attacchi di rabbia o deficit di attenzione, da quando è stato installato un Wi-Fi a scuola.

Nel 2015 a Bruxelles (Allegato 7)  un gruppo di scienziati indipendenti ha approvato la ”Dichiarazione Scientifica Internazionale sulla Elettrosensibilità e sulla Sensibilità Chimica Multipla (MCS) secondo la quale “Tenuto conto delle nostre attuali conoscenze scientifiche, sollecitiamo tutti gli enti e le istituzioni nazionali e internazionali… a riconoscere l’Elettrosensibilità e la Sensibilità Chimica Multipla come condizioni mediche reali che, rappresentando delle malattie sentinella, potrebbero creare una preoccupazione per la salute pubblica negli anni a venire in tutto il mondo, cioè in tutti i paesi che fanno un uso illimitato di tecnologie senza fili basate su campi elettromagnetici”.

Siamo perfettamente consapevoli delle pressioni che la classe politica riceve da parte delle multinazionali delle telecomunicazioni, ma la responsabilità civile e morale di un politico è quella di informarsi e di prendere decisioni indipendenti per il bene della salute pubblica.Attualmente si è costretti a subire le esposizioni del campo elettromagnetico emesso da altri nei negozi, nelle scuole, nelle biblioteche, nei parchi, sui mezzi di trasporto, nelle sale conferenze, nelle università e persino negli ospedali dove non si pone alcun limite all’impiego dei cellulari per le comunicazioni voce e dati.

E’ paradossale che, mentre si rende obbligatoria la vaccinazione per il bene del “gregge”, poi si consenta invece a tutti di irradiare tutti senza alcun vincolo.Le chiediamo, quindi, di potere incontrarla per illustrarle, dati alla mano, i reali rischi per la salute connessi all’uso della radiofrequenza di cellulari, Wi-Fi e 5G con la speranza che voglia intraprendere iniziative concrete per ristabilire il giusto equilibrio tra diritto alla salute, principio di precauzione e diritto alla comunicazione.Confidiamo in un Suo cortese riscontro e La salutiamo cordialmente.

Francesca Romana Orlando

Vice Presidente di A.M.I.C.A.

Allegati:

1 Appello degli scienziati per messa al bando del 5G alla Commissione Europea del 13 Settembre 2017.

2 Risoluzione 1815 dell’Assemblea Plenaria del Consiglio d’Europa del Maggio 2011.

3 Studio di Hardell sulla rivista scientifica Pathophysiology 2014.

4Classificazione IARC della radiofrequenza come “Possibile Cancerogeno per l’Uomo”

55 IARC riguarda il Wi-Fi

6 Resoconto dell’incontro di Hardell con i dirigenti dell’OMS pubblicato sull’International Journal of Oncology (2017).

7 Appello di Parigi del 2015

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