A cura di Francesca Romana Orlando per A.M.I.C.A.

Uno studio pubblicato sulla rivista scientifica “Central European Journal of Urology” ha indagato gli effetti nocivi sulla funzionalità erettile derivanti dall’uso del cellulare. I ricercatori hanno reclutato 20 soggetti maschi con disfunzioni erettili (gruppo A) e 10 soggetti sani (gruppo B) i quali sono stati sottoposti ad analisi di laboratorio, esami clinici e anamnesi completa. A tutti i partecipanti è stato chiesto di completare il questionario sulla Salute Sessuale dell’Uomo (SHIM) nella versione tedesca per valutare il loro indice internazionale della funzione erettile (IIEF) insieme ad un questionario sulle loro abitudini riguardanti l’uso del cellulare.
I risultati non hanno mostrato delle differenze significative sull’età, sul peso, sull’altezza e sul totale del testosterone misurato. Il punteggio relativo al questionario della salute sessuale nel gruppo A, con le disfunzioni erettili, era significativamente più basso rispetto al gruppo B. Per quanto riguarda l’uso del cellulare, è emerso che il tempo passato a conversare al cellulare dai membri del Gruppo A non era significativamente più alto rispetto al Gruppo B, ma è emerso che gli uomini con disfunzioni erettili portavano i cellulari con sé accesi per un tempo significativamente più alto rispetto a coloro che non avevano questo tipo di disfunzioni, pari a 4.4 ±3.6 su 1.8 ±1 ore al giorno.
I ricercatori hanno concluso che esiste una potenziale correlazione tra l’uso del cellulare e gli effetti negativi della disfunzione erettile, anche se servono ulteriori studi sui meccanismi coinvolti in questo fenomeno.

Studio originale

Al-Ali BM, Patzak J, Fischereder K, Pummer K, Shamloul R. Cell phone usage and erectile function. Central European Journal of Urology. 2013;66(1):75-7. doi: 10.5173/ceju.2013.01.art23. Epub 2013 Apr 26.

Il Dipartimento degli Interni attacca la FCC per l’impatto nocivo dei ripetitori dei cellulari sulla vita in natura
Traduzione di Francesca Romana Orlando per A.M.I.C.A.

 Il direttore dell’Ufficio delle Politiche Ambientali e di Conformità del Dipartimento degli Interni degli Stati Uniti ha inviato una lettera all’Amministrazione Nazionale delle Telecomunicazioni e dell’Informazione del Dipartimento del Commercio presentando la preoccupazione del Ministero dell’Interno sugli effetti nocivi delle radiazioni dei ripetitori dei cellulari sulla salute degli uccelli migratori e degli altri animali selvatici.

Il Dipartimento degli Interni ha accusato il governo federale di impiegare standard obsoleti per le radiazioni che sono stati stabiliti dalla Commissione Federale per le Comunicazioni (FCC), un’agenzia federale che non ha competenze in materia di salute. Le norme non sono più applicabili perché controllano solo il surriscaldamento causato dai campi elettromagnetici e non proteggono gli organismi viventi dagli effetti nocivi dell’esposizione alle radiazioni a bassa intensità prodotto dai cellulari e dai ripetitori della telefonia mobile: “le norme sulle radiazioni elettromagnetiche prodotte dalla Commissione Federale per le Comunicazioni (FCC) si basano sul riscaldamento termico prodotto dai campi elettromagnetici, un criterio che ha quasi 30 anni ed è oggi non più applicabile”.
Il Dipartimento ha criticato le procedure per il posizionamento e il funzionamento dei ripetitori dei cellulari che sono state proposte dalla Commissione Federale per le Comunicazioni e ha chiesto “studi peer-reviewed di terze parti indipendenti” negli Stati Uniti per esaminare gli effetti delle radiazioni emesse dai ripetitori dei cellulari sugli “uccelli migratori e sulle altre specie.”

Maggiori informazioni sul sito:

http://www.saferemr.com/2014/03/dept-of-interior-attacks-fcc-regarding.html

Joel M. Moskowitz, Ph.D.
Scuola di Salute Pubblica
Università della California, Berkeley, Stati Uniti
Fonte: http://bit.ly/1djau7r
24 Marzo 2014

In Belgio dal 1 marzo 2014 è entrata in vigore una nuova legislazione sui telefoni cellulari. In particolare la legge prevede il divieto di vendere telefoni GSM appositamente progettati per i bambini (sotto i 7 anni) e di fare pubblicità per questo tipo di apparecchi.  La stessa legge obbliga i produttori a rendere noto il valore delle radiazioni (SAR) ai consumatori che potranno così tenere conto delle radiazioni emesse, quando acquistano un nuovo cellulare. Si ricorda che il cosiddetto “SAR” è il tasso specifico di assorbimento (in inglese “Specific Absorption Rate”). Questo va menzionato in tutti i punti vendita, non solo nei negozi ma anche su Internet. Leggi tutto l’articolo »

Alcuni ricercatori olandesi dell’Istituto Nazionale di Salute Pubblica e Ambientale di Bilthoven, del Dipartimento di Psicologia Clinica e Sanitaria, della Facoltà di Scienze Sociale dell’Università di Utrecht, dell’Istituto di Scienze per la Valutazione del Rischio della stessa Università  e della Divisione di Salute e Ambiente dei Servizi Sanitari della Municipalità di Amsterdam, hanno pianficato una ricerca sui sintomi associati dai pazienti elettrosensibili ai campi elettromagnetici, anche a bassi livelli di esposizione da fonti come cellulari e altri dispositivi a radiofrequenza. L’indagine viene condotta usando un questionario definito “Ecological Momentary Assessment” su cui i pazienti dovevano riportare i sintomi associati alle esposizioni. Contemporaneamente gli stessi pazienti indossavano dei dosimetri che registravano le loro esposizioni personali a campi elettromagnetici da radiofrequenza per cinque giorni.

I diari comprendono la registrazione della gravità di 10 sintomi non specifici e stati di umore percepito in relazione ai campi elettromagnetici. Successivamente i ricercatori studiano la relazione tra i sintomi registrati nel diario e i livelli di esposizione registrati dal dosimetro.

Clicca qui per scaricare l’articolo originale inglese in PDF

Francesca Romana Orlando

Uno studio condotto dai ricercatori del Netaji Subhas Chandra Bose Cancer Research Institute (NSCRI) ha scoperto che la radiazione emessa dai ripetitori dei cellulari sia pericolosa per la salute degli abitanti nelle zone circostanti. Sostiene che essa possa causare diversi disturbi come affaticamento, perdita di memoria, mal di testa, ipoacusia a problemi più gravi come le malattie cardiache, difetti congeniti e soprattutto cancro. Lo studio è stato condotto osservando 200 persone residenti in zone dove erano presenti molti ripetitori di cellulari nel centro di Kolkata. Praticamente tutti i partecipanti riportavano un qualche tipo di disagio fisico. Leggi tutto l’articolo »

Uno studio americano di Stacey E. Anderso, JR Wells, Adam Fedorowicz, Leon F. Butterworth, BJ Meade e Albert E. Munson del National Institute for Occupational Safety and Health del 2007 ha indagato il ruolo di alcuni agenti ambientali irritanti nell’insorgenza di sintomi agli occhi, al naso, di irritazione alla gola, mal di testa e stanchezza, che  colpiscono fino a 60 milioni di americani. Si tratta di sintomi legati ai composti organici volatili, detti “VOC”, emessi dai materiali per l’edilizia, dai detersivi e da altri prodotti di largo consumo.

Quando i VOC interagiscono con altri composti chimici come i radicali nitrati o l’ozono si sviluppano nuove sostanze irritanti organiche ossigenate come gliossale, metigliossale, glicolaldeide e il diacetile.

Tutti i composti sono stati testati per la loro capacità di produrre un’irritazione combinata e locale test sui linfonodi (LLNA). Tutti i composti tranne il gliossale sono risultati essere irritanti e tutti positivi al test dell’LLNA con valori che variano EC3 0,42-1,9%. Il metigliassale è aumentato significativamente sia il B220 + e IgE + B220 + popolazioni cellulari nei linfonodi drenanti e livelli sierici di IgE totali.

I quattro composti generati dalla chimica dell’aria interna sono risultati essere sensibilizzanti, con una capacità maggiore del potenziale per metilgliossale di indurre la produzione di IgE. L’identificazione di questi composti come sensibilizzanti può aiutare a spiegare alcuni degli effetti sulla salute associati alla qualità dell’aria interna.

Per leggere l’articolo completo in inglese cliccare qui: http://toxsci.oxfordjournals.org/content/97/2/355.full.pdf

Traduzione di Francesca Romana Orlando per A.M.I.C.A.

 

 

Studio clinico
Aspetti allergologici e tossicologici in un gruppo di pazienti con Sensibilità Chimica Multipla

Traduzione per A.M.I.C.A. di Eleonora Testi e di Francesca Romana Orlando

PaoloD. Pigatto (1), Claudio Minoia (2), Anna Ronchi(2), Lucia Brambilla(2), Silvia M. Ferrucci(3), Francesco Spadari(4), Manuela Passoni(5), Francesco Somalvico(6), Gian Paolo Bombeccari(4) e Gianpaolo Guzzi(5)

Dipartimento di scienze della salute, Clinica dermatologica, IRCCS, Ospedale Galeazzi, Università di Milano, 20161, Milano, Italia
1) Laboratorio di prove ambientali e tossicologiche “S. Maugeri” IRCCS, 2700, Pavia, Italia
2) Unità operativa di dermatologia, IRCCS, Cà Granda-Ospedale Maggiore Policlinico, 20122, Milano, Italia
3) Dipartimento di scienze biomediche, chirurgiche e dentali, unità di patologie della bocca e medicina.
4) Ospedale Maggiore Policlinico Fondazione Cà Granda IRCCS, Università di Milano, 20122,Milano, Italia
5) Associazione italiana per la Ricerca dei metalli e della Biocompatibilità (AIRMEB) 20122, Milano, Italia
6) (Alpha) Ricerca, 20063, Milano, Italia.

La corrispondenza deve essere indirizzata a Gianpaolo Guzzi; Gianpaolo_guzzi@fastwebnet.it

Ricevuta il 28 febbraio 2013, accettata l’11 maggio 2013-12-14

Editore accademico Chiara De Luca
Copyright 2013 Paolo D. Pigatto (et al.) Questo è un articolo aperto distribuito dalla licenza di Creative Commons, che permette un uso illimitato, una distribuzione e una riproduzione con ogni mezzo, purché il lavoro originale sia citato correttamente
Premessa. La Sensibilità Chimica Multipla (MCS) è una condizione cronica caratterizzata da un’esagerata reazione alle sostanze tossiche.
Noi abbiamo accertato la prevalenza di allergie ai metalli e degli aspetti tossicologici nei pazienti con MCS.

Metodi. Abbiamo condotto una revisione retrospettiva delle cartelle cliniche di 41 pazienti con MCS.

Abbiamo eseguito dei patch test (n=21) per le serie dentali ed eseguito test di trasformazione dei linfociti per i metalli (n=18).
Abbiamo misurato il mercurio nei campioni di sangue (n=19), urine, saliva (n=19) e nel cuoio capelluto (n=17) per cercare l’associazione tra i livelli di mercurio e i casi di MCS.

Risultati La prevalenza di ipersensibilità immunitaria ai metalli in un gruppo di 26 pazienti è stata del 92,3 %. E’ stato rilevato del mercurio nell’81,2 % dei casi (26 su 32).
La concentrazione media di mercurio nel sangue è stata di 7,6 _+13,6 mg/l; la concentrazione nelle urine è stata 1,9_+ 2,5 mg/l; la percentuale nel cuoio capelluto è stata 2,2 _+2,5 mg/g; la percentuale nella saliva è stata di 38,1 _+ 52,1 mg/l.

L’analisi dei sottogruppi ha dimostrato che le rilevazioni del livello di mercurio nelle matrici biologiche sono state associate agli amalgami di mercurio nei pazienti con MCS (22) rispetto ai controlli (8 pazienti) (odds ratio 11 : 95 e percentuale di intervallo di confidenza 1.5 to 81.6.

Clicca qui per scaricare lo studio completo sulla MCS

A conclusione del convegno che si è tenuto il 20 aprile 2013 a Potenza Picena dal titolo “Radar, radiofrequenze e rischi per la salute” gli scienziati partecipanti hanno raggiunto un consenso che è stato definito “Risoluzione di Potenza Picena”. POTENZA PICENA SCIENTIFIC RESOLUTION 20 APRIL 2013

Si tratta di una risoluzione che fa il punto delle conoscenze scientifiche sui rischi legati ai radar e alle fonti di radiofrequenza come ripetitori della telefonia mobile, cellulari, Wi-Fi e Wi-Max.

Il consenso Scientifico di Potenza Picena conclude che:

“Bisogna, dunque, che i governi e le agenzie di sanità pubbliche adottino standard di sicurezza più stringenti per i campi elettromagnetici perché quelli esistenti sono obsoleti e non si basano sulla letteratura sugli effetti biologici.

Secondo il principio di precauzione le fonti di radiofrequenza dovrebbero essere ridotte il più possibile perché ad oggi non è possibile stabilire un limite di sicurezza sotto al quale non si osservano effetti biologici.

Le fonti di radiofrequenza dovrebbero essere tenute il più distante possibile dalle aree residenziali. Per le radiofrequenze pulsate, come radar e antenne Wi-Max, la distanza dalle fonti dei campi elettromagnetici dovrebbe essere anche maggiore perché hanno maggiori effetti biologici dei segnali non pulsati.

Non dovrebbero essere posizionati nelle scuole e nelle aree pubbliche impianti Wi-Fi perché questi emettono campi elettromagnetici con caratteristiche simili ai segnali pulsati.

Il principio di precauzione suggerisce di usare una speciale cautela per le persone più giovani e per i soggetti sensibili come le persone con Elettrosensibilità, una condizione crescente nelle società moderne che rende le persone malate per esposizioni a campi elettromagnetici anche di bassa intensità.”

Insieme a questo consenso scientifico gli scienziati ne hanno raggiunto anche relativo proprio al radar di Potenza Picena concludendo che “si sentono moralmente impegnati a dichiarare che il radar di Potenza Picena non può essere considerato “sicuro” per la popolazione e che dovrebbe essere spento o rimosso”. Clicca qui per scaricare la Risoluzione sul Radar di Potenza Picena.

Da circa un anno tra gli attivisti e le associazioni impegnate per la tutela dei malati di Sindrome da Fatica Cronica, di Sensibilità Chimica Multipla, Fibromialgia ed Elettrosensibiltà si è diffusa la notizia di un trattamento innovativo che si può sperimentare stando comodamente a casa. Si tratta del Programma Gupta che inizialmente è stato provato con successo da pazienti con CFS, ma successivamente è stato provato come utile anche da persone con MCS. Ne hanno parlato favorevolmente attiviste danesi e statunitensi che lo hanno provato, riscontrando un netto miglioramento dei propri sintomi. Come funziona?

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La Direzione della Programmazione Sanitaria della Regione Sicilia ha inviato una lettera a tutti gli ospedali della regione per promuovere dei percorsi assistenziali preferenziali per le persone affette da Sensibilità Chimica Multipla. Bisogna chiarire che non si tratta di un riconoscimento di malattia rara, come è stato fatto in altre regioni, ma è una iniziativa ugualmente valida in quanto prevede tutta una serie di accorgimenti che gli ospedali devono seguire per venire incontro alle esigenze di chi si sente male per esposizioni chimiche, come profumi, detersivi, disinfettanti, biocidi, farmaci in sospensione, plastiche, ecc. Leggi tutto l’articolo »