L’International Commission for Electromagnetic Safety (ICEMS) e l’Associazione Malattie da Intossicazione Cronica e/o Ambientale (A.M.I.C.A.) sono liete di invitarLa al convegno in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente UNESCO.

Martedì 5 Giugno 2012, ore 09.00-17.00

Palazzo San Macuto

Biblioteca della Camera dei Deputati, Sala del Refettorio

Via del Seminario 76 – Roma (pressi di P.zza Sant’Ignazio)

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L’Associazione Malattie da Intossicazione Cronica e/o Ambientale (A.M.I.C.A.) desidera fare un appello, affinché il maggior numero di persone si attivi per il riconoscimento di due patologie ambientali in costante aumento. Parliamo della Sensibilità Chimica Multipla e dell’Elettrosensibilità, che comportano rispettivamente un’intolleranza alle sostanze chimiche e ai campi elettromagnetici con reazioni pseudo-allergiche multiorgano. Queste patologie legate all’ambiente rappresentano una vera e propria emergenza sanitaria nei paesi industrializzati e colpiscono i bambini in modo sempre più crescente.

Abbiamo un’occasione storica perché Sensibilità Chimica Multipla ed Elettrosensibilità siano incluse nel nuovo sistema di Classificazione Internazionale delle Malattie (ICD-11) che è in corso di elaborazione da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e sarà pubblicato nel 2015.

AMICA insieme a all’associazione spagnola Asquifyde è riuscita a far sottoscrivere da parte di cinque membri del Parlamento Europeo una dichiarazione per sostenere il riconoscimento di queste malattie. Ma non basta. La dichiarazione deve essere firmata entro e non oltre il 14 giugno dalla metà dei Parlamentari Europei altrimenti sarà cestinata.

Invitiamo tutti a scrivere e telefonare ai parlamentari europei affinché appoggino questa dichiarazione.

In allegato sono disponibili gli indirizzi e-mail e i testi in italiano e in inglese della dichiarazione scritta, nonché un facsimile di lettera che chiunque può personalizzare.

Chi volesse dare la propria disponibilità a telefonare, contatti filomena@infoamica.it per ricevere indicazioni.

Abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti, perché siamo di fronte a un’occasione unica per ottenere il riconoscimento della Sensibilità Chimica Multipla e dell’Elettrosensibilità da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

È il momento di attivarsi!!!

Clicca per scaricare gli allegati

 parlamento europeo mcs ehs

english version

facsimile lettera ai membri del parlamento europeo

parlmentari europei

 

Si terrà il 19 aprile 2012 un convegno a Roma sulla MCS e sulla Elettrosensibilità presso l’Istituto Dermopatico dell’Immacolata dal titolo “La Sensibilità Chimica Multipla (MCS) al crocevia degli approcci innovativi in Medicina Ambientale – I risultati della ricerca sperimentale e clinica europea, come basi per l’inquadramento clinico e la risposta assistenziale”

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E’ appena stato pubblicato uno studio sugli effetti dell’uso del cellulare sui nascituri. Sembra che le donne in gravidanza che usino il cellulare espongano il feto ad una radiofrequenza che può aumentare il rischio nel bambino di malattie neurocomportamentali.Il titolo dello studio è “Esposizione a Radiofrequenza nel Feto a cellulari a 800-1900 Mhz influisce sullo sviluppo neurologico e comportamentale del topo” ed è stato pubblicato su Nature.

I ricercatori hanno dimostrato che l’esposizione del feto alla radiofrequenza di un cellulare che funziona a 800–1900 Mhz causa alterazioni nello sviluppo neurologico e comportamentale che persiste nell’età adulta.

I topi esposto durante la gravidanza mostrano un danno alla memoria, sono iperattivi e hanno una diminuzione dell’ansia indicando che l’esposizione in utero alla radiofrequenza può essere una causa potenziale di problemi neurocomportamentali per la vita futura.

Questo si somma al riconosciuto rischio cancerogeno della radiofrequenza emessa dai cellulari e da altri dispositivi mobili, come ha stabilito l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC), agenzia dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che ha classificato la radiofrequenza come possibile cancerogeno di classe 2B.

Titolo originale dello studio: Aldad TS Fetal Radiofrequency Radiation Exposure From 800-1900 Mhz-Rated Cellular Telephones Affects Neurodevelopment and Behavior in Mice

Nature Scientific Reports 2, Article number: 312 doi:10.1038/srep00312

http://www.csn-deutschland.de/aerzteinfo.pdf

Queste informazioni devono contribuire a diminuire le diagnosi errate, ad incrementare l’accettazione degli intossicati cronici da parte dei loro medici, a prevenire e contrastare il pregiudizio della più comune ipotesi psicologica, si tratta di nuovi fenomeni e nuove frontiere scientifiche. È urgente perché la prevalenza e il margine del 10% sono già stati superati.

I fatti elencati rappresentano la posizione riconosciuta dalle conoscenze scientifiche, quindi sono legalmente vincolanti e per questo elementi necessari ai periti nel percorso di riconoscimento. Leggi tutto l’articolo »

L’onorevole Sbrollini chiede al Ministro della Salute se il Governo intenda promuovere il riconoscimento della sensibilità chimica multipla come malattia sociale, e, inoltre, di attivarsi per migliorare la diagnosi precoce e la prevenzione delle complicanze connesse alla patologia.

La firmataria domanda, inoltre, di agevolare “l’accesso dei soggetti affetti da sensibilità chimica multipla alle attività scolastiche, sportive, lavorative e ricreative attraverso la realizzazione di aree bonificate”, e, infine, di promuovere “la restrizione dell’uso di fragranze e del fumo negli ambienti in cui si svolgono tali attività nonché tutto quanto possa sostenere gli affetti da sensibilità chimica multipla nel loro percorso di cura e di inserimento sociale”.

http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_16/showXhtml.Asp?idAtto=50263&stile=6&highLight=1&paroleContenute=%274-15128%27+

 

Il prossimo appuntamento è convincere l’Unione Europea ad appoggiare la messa al bando dell’amalgama nel trattato vincolante del mercurio del Programma Ambientale delle Nazioni Unite

 Comunicato Stampa - Roma, 27 febbraio 2011

Due anni fa nasceva l’Alleanza Mondiale per un’Odontoiatria Senza Mercurio con lo scopo di preparare le associazioni al primo appuntamento dei negoziati per un trattato vincolante sul mercurio promossi dal Programma Ambientale delle Nazioni Unite (UNEP). Il primo negoziato si è tenuto, infatti, a Stoccolma nel giugno 2010.

Oggi fanno parte dell’Alleanza associazioni di cinque continenti che, nei successivi appuntamenti di negoziazione di questo trattato, hanno promosso posizioni cautelative volte a mettere fine una volta per tutte all’uso di un materiale potenzialmente pericoloso ed inquinante come il mercurio.

Secondo l’UNEP, l’uso dell’amalgama comporta un consumo globale di mercurio di circa 313-411 tonnellate l’anno e rappresenta, perciò, tra i maggiori consumi di questa sostanza inquinante al mondo.¹

Solo in Europa l’uso annuale di mercurio per otturazioni dentali era nel 2007 di 90-110 tonnellate. Si stima che questo mercurio finisca:

• 35-50 tonnellate nell’ambiente, il 45-60% del quale nel terreno (sepoltura di persone con amalgama, perdite di acqua contaminata nel terreno, caduta di polveri dall’atmosfera inquinata, etc.),

• 5-15% nell’atmosfera (con la cremazione, ecc),

• 10-20% nelle acqua superficiali e alla fine un 5-15% nelle acque profonde.

Poiché esistono materiali alternativi all’amalgama che sono sia efficaci sul piano terapeutico che economici, le associazioni dell’Alleanza ritengono che l’amalgama dentale debba essere vietata e che si debba stabilire un calendario preciso per farlo, sia a livello europeo, che a livello globale, in occasione del trattato UNEP.

Il lavoro dell’Alleanza ha trovato riscontri positivi, come l’importante adozione di una posizione a favore della riduzione e successiva eliminazione del mercurio odontoiatrico da parte degli Stati Uniti.

Il prossimo appuntamento è un incontro a Bruxelles tra le associazioni e i rappresentanti dell’Unione Europea.

AMICA ha appena scritto una nuova lettera al Ministro dell’Ambiente italiano affinché appoggi il divieto dell’amalgama sia a livello europeo che delle Nazioni Unite.

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¹ http://www.chem.unep.ch/mercury/Atmospheric_Emissions/Technical_background_report.pdf p.20

                                           

 

Comunicato Stampa – Roma, 24 febbraio ’12  

PROGETTO T.E.O. (TERZA ETA’ ONLINE): BENE I RAGAZZI TUTOR DEGLI ANZIANI NELLA ALFABETIZZAZIONE DIGITALE. MALE IL WI-FI IN SCUOLE E CENTRI ANZIANI !

Le scriventi associazioni, impegnate da anni nella tutela della salute contro ogni forma di inquinamento elettromagnetico, rappresentano quanto segue:

  • apprezzano i contenuti del progetto T.E.O. (Terza Età Online), realizzato dalla Provincia di Roma in collaborazione con la Fondazione Mondo Digitale ed il sostegno della Regione Lazio, che vede gli anziani protagonisti di un processo di alfabetizzazione digitale, volto a favorire le pratiche di conoscenza delle tecnologie di comunicazione elettronica via internet.
  • giudicano positivamente il coinvolgimento in questo progetto di alunni di scuole medie e superiori in qualità di tutor, poiché esso incoraggia un processo di interazione generazionale di alto valore sociale e culturale.
  • esprimono, tuttavia, viva preoccupazione nell’apprendere che la Provincia installerà presso le scuole ed i Centri Anziani indicati dal progetto TEO gli hot spot per la ricezione in wireless dei servizi internet.
  • In tal senso, le scriventi associazioni, avvalendosi delle numerose e recenti evidenze scientifiche, segnalazioni e raccomandazioni provenienti dalle istituzioni sanitarie e politiche internazionali più qualificate (IARC, ICEMS, Consiglio Superiore della Sanità, Parlamento e Consiglio d’Europa), giudicano irresponsabile la scelta di avallare politiche di sostegno e diffusione generalizzata di tecnologie wireless, soprattutto nei luoghi indoor ed ancor più in presenza di giovani, adolescenti ed anziani, ovvero delle categorie sociali maggiormente esposte agli effetti patogeni dell’inquinamento elettromagnetico generato da questo tipo di dispositivi.
  • Le medesime associazioni, pertanto, hanno inviato un appello ai responsabili degli istituti scolastici indicati nel progetto, per segnalare i rischi di una deriva sanitaria a cui tutti i soggetti coinvolti potrebbero andare incontro qualora non fossero puntualmente informati e posti in condizione di poter efficacemente difendere la propria salute.
  • Parimenti, le associazioni si apprestano a diffidare la Provincia, in quanto ente promotore dell’iniziativa, per dissuaderla dal porre in essere tale progetto, senza prima aver provveduto ad informare adeguatamente la popolazione sui rischi derivanti dall’uso delle connessioni Wi-Fi, come raccomandato dalla Risoluzione del Consiglio d’Europa n°1815 del 27 maggio 2011 al punto 88.4.4 (http://www.applelettrosmog.it/admin/uploaded/allegati/84.pdf).

 

          Francesca Romana Orlando                                                    Giuseppe Teodoro

Alla notizia della recente iniziativa delle autorità sanitarie italiane sui campi elettromagnetici, qualcuno ha sollevato dei dubbi. Il Portale Nazionale Agenti Fisici, “PAF”, consultabile all’indirizzo http://www.portaleagentifisici.it, permetterà di accedere a banche dati su quattro agenti fisici: rumore, vibrazioni, campi elettromagnetici e radiazioni ottiche. Il progetto, approvato ufficialmente dal Ministero della Salute-CCM e condotto dall’INAIL, dalla ASL n.7 di Siena e dall’Azienda USL di Modena, ha l’obiettivo di supportare la valutazione del rischio e gli interventi di prevenzione in ambito occupazionale, come prevede il DLgs. 81/2008 per le aziende fino a 50 occupati.

E’ curioso che, in merito ai campi elettromagnetici, il PAF consideri come “riferimento più autorevole”, tra le principali organizzazioni protezionistiche internazionali impegnate sui CEM, l’International Commission on Non Ionising Radiation Protection (ICNIRP). Per chi non lo sapesse, l’ICNIRP è un organismo privato, non pubblico, che è oggetto da molti anni di un’aspra controversia a livello mondiale. E’ stato fondato e presieduto da Michael Repacholi, colui che, in qualità di responsabile del progetto sui Campi Elettromagnetici dell’OMS, fece in modo che fondi dell’industria arrivassero all’ospedale australiano di Alberta, da dove poi finivano all’OMS come donazione.

Tale organismo è largamente criticato non solo per la visione elastica di “conflitto di interessi” del suo fondatore, ma soprattutto perché è responsabile di aver promosso, deliberatamente e consapevolmente, limiti di esposizione ai campi elettromagnetici basati esclusivamente sugli effetti termici.

Di fatto l’ICNIRP, focalizzando le sue linee guida solo sul meccanismo di riscaldamento prodotto dai campi elettromagnetici, considera gli esseri viventi, compresi gli esseri umani, come bambole di plastica riempite di proteine che rischiano solo di surriscaldarsi. In realtà, come molti scienziati indipendenti dimostrano da anni, i campi elettromagnetici, anche a livelli notevolmente inferiori ai limiti promossi dall’ICNIRP, sono in grado di produrre effetti biologici attraverso meccanismi diversi, “non termici”. Gli esseri viventi, infatti, funzionano anche elettricamente e i campi elettromagnetici interferiscono con i meccanismi biologici alla base della vita.

Ad un occhio attento appare curioso che il portale nato per fare “prevenzione e sicurezza” non citi alcuno degli organismi internazionali che fanno presente questa grave lacuna, a cominciare dal Consiglio d’Europa che ha approvato una risoluzione il 27 maggio 2011 basata sul rapporto del deputato lussemburghese Jean Huss, che richiamava proprio la necessità di utilizzare standard di esposizione basati sulla biologia. Né il portale fa alcun riferimento alla classificazione da parte della IARC della radiofrequenza e dei campi elettromagnetici delle linee elettriche come possibili cancerogeni di classe 2B.

Il portale di “prevenzione e sicurezza”, invece, promuove un’immagine salda e monolitica degli standard internazionali, sostenendo che “le principali organizzazioni protezionistiche internazionali hanno sviluppato un sistema di protezione dai CEM organico e ben fondato”. Non è così. Gli scienziati indipendenti del Gruppo Bioinitiative non la pensano così. Gli scienziati indipendenti dell’International Commission for Electromagnetic Safety non la pensano così. Gli scienziati indipendenti del Gruppo Seletun non la pensano così.

La realizzazione di linee guida internazionali è frutto di un percorso politico, oltre che scientifico, e come tale risente delle forti pressioni imposte dagli interessi economici che circondano la questione dei campi elettromagnetici.

Alla luce di queste premesse appare quanto mai strano che uno dei più qualificati ricercatori italiani in materia di CEM, nonché portavoce di una prestigiosa organizzazione come l’ICEMS, il dott. Livio Giuliani, non sia stato coinvolto nella realizzazione del PAF, nonostante sia dirigente della ricerca proprio all’INAIL, uno dei tre enti incaricati di gestire il progetto.

Qualcuno si chiederà come mai. Difficile dirlo. Si sa solo che si deve al dott. Giuliani l’adozione in Italia di un limite cautelativo di 6 V/m per esposizioni superiori a 4 ore, un limite che il precedente governo ha provato a svuotare di significato con la proposta di un articolo nel Decreto Sviluppo, ritirato a quanto è dato sapere oggi. Quell’articolo doveva servire chiaramente a spazzare via i limiti della legge quadro sull’elettrosmog e a spianare così la strada all’installazione di nuove antenne per la telefonia di quarta generazione per saturare definitivamente la banda disponibile.

Curioso anche che la Direzione Generale dell’INAIL abbia tentato di impedire al Dott. Giuliani di parlare, rivestendo la sua qualifica, al Convegno che ha avuto luogo alla Biblioteca del Senato il 3 novembre 2011, per la presentazione della ricerca finalizzata, finanziata dallo stesso Ministero della Salute. La censura preventiva, giunta con un’epistola, è stata aspramente stigmatizzata da parte di più di 40 ricercatori intervenuti al convegno. Al rifiuto del Dott. Giuliani di astenersi, sembra che l’INAIL abbia reagito con la sottrazione allo stesso della direzione dell’Unità Funzionale X con un procedimento disciplinare aperto il 27 dicembre.

Forse il dott. Giuliani non aveva le qualifiche per occuparsi di un progetto così importante come il PAF? Basta fare una rapida ricerca su Pubmed per concludere che non è così.

Alcuni scienziati italiani e attivisti hanno deciso di denunciare con una lettera aperta le condizioni di mobbing a cui è soggetto il Dott. Giuliani sottolineando anche che l’accorpamento all’interno dell’INAIL tra ricerca e assicurazione, per la prevenzione e sicurezza del lavoro, “solleva perplessità in ordine alla tutela della libertà e autonomia della ricerca.”

In realtà la libertà e autonomia della ricerca sarebbero possibili se venisse attuato quanto disposto dal comma 5 bis dell’art. 7 d.l. 78/2010 introdotto dall’art. 18 comma 21 del d.l. 98/2011, che prevede la nomina nell’INAIL di una personalità scientifica nella funzione di dirigente generale per l’area ISPESL, ovvero l’area di prevenzione e sicurezza.

Secondo alcuni scienziati italiani, tra cui il Dott. Settimio Grimaldi, primo ricercatore IFT CNR Roma, il Dott. Fiorenzo Marinelli Ricercatore IGM CNR Bologna e il Dott. Morando Soffritti, Direttore Scientifico dell’Istituto Ramazzini, “il Dr. Livio Giuliani avrebbe tutte le caratteristiche per rivestire il ruolo di dirigente generale per l’area ISPESL, per quantità e qualità di pubblicazioni scientifiche, per numero di controlli tecnici effettuati, per qualità della sua proposta normativa che ha informato il sistema di protezione italiano in materia di campi elettromagnetici, ma anche, infine, per esperienza di direzione di uffici con rappresentanza istituzionale, avendo egli diretto dal 2000 dipartimenti dell’ISPESL con sede in capoluoghi di regione.”

Forse i cittadini non hanno bisogno di essere rassicurati da operazioni di maquillage che travestono le posizioni di organismi internazionali privati, come l’ICNIRP, di un’assolutezza che non hanno, soprattutto perché l’aumento di tumori e di patologie associate ai campi elettromagnetici sono un’evidenza con cui le società moderne devono fare i conti. Diverse risoluzioni del Parlamento Europeo e la più recente risoluzione del Consiglio d’Europa fanno proprio appello ad un’applicazione più concreta del principio di precauzione.

Francesca Romana Orlando

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Dopo l’invio della lettera si è unito il sostegno di: Ecoistituto del Veneto, AmicoAlbero- Venezia Mestre, Movimento dei Consumatori, VeneziAmbiente Venezia Marghera