In Danimarca apre un Centro per la MCS

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26 novembre 2004 – La MCS, che è innescata da esposizioni a dosi molto basse di sostanze chimiche, colpisce 50.000 danesi. Già un anno fa A.M.I.C.A., nel comunicato stampa del 25 luglio 2003, aveva denunciato che in Italia si poteva supporre che i malati raggiungessero la stessa cifra. Il centro, che sarà finanziato dal Ministero dell’Ambiente, dovrà raccogliere informazioni senza fare una ricerca sanitaria indipendente. Da anni il ministero si era occupato di MCS e nell’aprile scorso ha concluso che si tratta di un problema reale. Fonte: http://www.mex.dk/dk/vis_nyhed.asp?id=7686&nyh

L’Italia resta in coda in Europa nello studio della MCS e, soprattutto, nell’assistenza ai malati.

Non si hanno notizie circa la commissione di studi sulla MCS che dovrebbe essere istituita presso l’Istituto Superiore di Sanità per l’inserimento della patologia nell’elenco delle malattie rare.

“Ci sentiamo promettere l’avvio di studi di ricerca da molto tempo – commenta Donatella Stocchi, vice presidente di A.M.I.C.A. – per il momento c’è stato un primo passo con il convegno sulla MCS, tenutosi lo scorso 15 ottobre 2004 all’Istituto Superiore di Sanità”. “I malati non possono attendere questi tempi biblici – prosegue la Stocchi – la MCS è una sindrome degenerativa che richiede terapie costanti e un’adeguata assistenza sociale e sanitaria. Sono anni che osserviamo i malati spegnersi lentamente rinchiusi nelle loro abitazioni, invisibili a tutti”.

“In USA e Canada la ricerca sulla MCS è molto avanzata. Di recente è stato pubblicato uno studio finanziato dal Ministero della Salute dell’Ontario e da Genoma e condotto dall’Università di Toronto che ha scoperto le basi genetiche che determinano una minore funzionalità, nei casi di MCS, di certi enzimi deputati alla disintossicazione dalle sostanze chimiche. Lo studio apre un nuovo capitolo nella comprensione della malattia, ma bisogna che il Ministro Sirchia si attivi”, conclude la Stocchi.

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