L’Elettrosensibilità causata dall’iperattività cronica del sistema nervoso

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Intervista al Dr. Roy Fox di André Fauteux
1 maggio 2012
Traduzione per A.M.I.C.A. di Francesca Romana Orlando

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Se si soffre di Elettrosensibilità o di Sensibilità Chimica, è preferibile evitare le sostanze inquinanti e praticare una disintossicazione piuttosto che assumere farmaci che agiscono sul sistema nervoso”, afferma il Dr. Roy Fox, Direttore Sanitario del Servizio Sanitario di Medicina Integrativa delle Malattie Croniche della Capitale con sede ad Halifax, in Nova Scotia, Canada. Il Dr. Fox parlerà di questo argomento a Montreal il prossimo 25 maggio presso la Fiera dell’ambiente e dell’abitare ecologico del Progetto ECOSPHERE.

Contrariamente alla pratica medica comune in tutto il mondo, uno dei pochi esperti del Canada in medicina ambientale, sostiene che evitare le sostanze inquinanti e disintossicare il corpo sono i modi migliori per ridurre i sintomi delle sensibilità ambientali e che l’uso di farmaci neuroattivi rimane come un’ultima risorsa rischiosa.
“Non prescriverei mai antidepressivi o ansiolitici ad una persona elettrosensibile a meno che non sia ovviamente depressa o ansiosa o sia stata trattata con la psicoterapia o con alcuni strumenti di auto-gestione e non risponda ai trattamenti” sostiene il Dr. Roy Fox in un’intervista. “Prima di prescrivere questo tipo di farmaci, inoltre, bisognerebbe diagnosticare l’ansia o la depressione attraverso i criteri usuali e da questi dovrebbe risultare un problema clinico chiaramente significativo. Se devo prescrivere farmaci, devo considerare i limiti di tolleranza ai farmaci e, quindi, inizierò con un farmaco che conosco bene e che di solito è ben tollerato, anche a basse dosi. Un’alta percentuale di pazienti elettrosensibili hanno una tolleranza limitata ai farmaci e in particolare agli antidepressivi/ansiolitici. Gli effetti collaterali sono più frequenti in questi pazienti. Non sono a conoscenza di studi che suggeriscono che tali farmaci siano utili in questa situazione. ”

Un medico “sensibile”

Il Dr. Roy Fox, che è gastroenterologo e professore di geriatria presso l’Università Dalhousie di Halifax, in Nova Scotia, Canada, parla per esperienza. Nel 1990-1991, infatti, è stato tra le oltre 600 persone che si sono ammalate a causa della scarsa qualità dell’aria interna al Camp Hill Medical Centre, nei pressi di Halifax. Si pensa che la principale causa dei loro malesseri fossero i composti organici volatili neurotossici (COV), in particolare le miscele di ammine che erano state aggiunte alla caldaia come sostanze anticorrosive e che erano state accidentalmente introdotte nell’ambiente dell’ospedale per mezzo dell’umidificazione.

Più di 100 delle persone colpite, compreso il personale dirigenziale, come il Dr Fox, primo Direttore del Centro per la Salute dell’Anziano di Camp Hill, hanno sviluppato una condizione chiamata Sensibilità Chimica Multipla (MCS). Dopo cinque anni molti sono diventati disabili al punto da non essere in grado di esercitare un’attività professionale. Una parte significativa di coloro che si erano ammalati ha sviluppato anche l’ipersensibilità elettromagnetica (EHS), nota anche come Elettrosensibilità (ES).

Perdita di tolleranza

“La diminuzione della Elettrosensibilità è apparsa contemporaneamente al miglioramento della Sensibilità Chimica … Nei pazienti, [pochi], in cui la Sensibilità Chimica è stata identificata come un fattore importante, si è raggiunto un significativo miglioramento dei sintomi di Elettrosensibilità concentrando le terapie sull’abbassamento del carico tossico totale del corpo o l’uso di tecniche di desensibilizzazione per ridurre la sensibilità chimica e l’allergia ”, ha scritto il dottor Fox in un documento presentato nel 1997 al Simposio Annuale Internazionale sull’Uomo e l’Ambiente, che si è concentrato sulla bioelettricità. In quell’occasione spiegò in che modo si erano avvelenate le persone a Camp Hill: “Le ammine a carica negativa hanno un effetto più profondo sulle funzioni della membrana, come la permeabilità. Questi cambiamenti nella funzione della membrana (…) possono verosimilmente provocare delle funzioni alterate e delle risposte elettromagnetiche alterate.”
(In una lettera scritta ad un persona con Iper-Sensibilità Elettromagnetica, che l’ha trasmessa a noi, l’oncologo parigino Dr. Dominique Belpomme sottolinea che “la maggior parte degli organismi viventi – compresi i batteri – sono elettrosensibili. Ciò che caratterizza l’Elettrosensibilità è che certi organismi sensibili diventano più intolleranti ai campi elettromagnetici rispetto ad altri a causa di una prolungata esposizione agli stessi.” Il dottor Belpomme ha chiesto all’Organizzazione Mondiale della Sanità di smettere di usare il termine Ipersensibilità elettromagnetica e ha chiesto di adottare la definizione da lui coniata: Sindrome da Intolleranza al Campo Elettromagnetico).
Dopo l’avvelenamento a Camp Hill, il Dr. Fox ha completato una borsa di studio di un anno in Medicina Ambientale presso la Clinica di Salute Ambientale a Dallas (EHCD) e al Tri-City Hospital, Dallas, Texas. Il fondatore dell’EHCD, il chirurgo cardiaco Dr. William J. Rea, è co-autore del primo articolo scientifico che descrive un metodo efficace per valutare l’ipersensibilità al campo elettromagnetico. L’articolo fu pubblicato sul Journal of Bioelectricity nel 1991.

Un centro medico unico

Nel 1994 il Dr. Fox è stato nominato Direttore ad interim del Centro di Salute Ambientale della Nuova Scozia, una struttura costata 2 milioni di dollari, costruita dalla Provincia con piastrelle in ceramica e altri materiali da costruzione sani tollerati dai pazienti chimicamente sensibili. È stato nominato direttore nel 1997 e oggi è Direttore Sanitario. Il Centro fa parte del Capital District Health Authority ed è stato ribattezzato Integrated Service Chronic Care, specializzato nel trattamento di soggetti con patologie croniche complesse come la Sindrome da Stanchezza Cronica, la fibromialgia e le Sensibilità Ambientali acquisite.

“Abbiamo sempre circa 600-700 pazienti alla volta.’ ‘Alcuni di loro provengono dal Quebec, che rimborsa le loro spese mediche, perché la provincia non ha alcun centro di trattamento simile. Il Dr. Fox ha ammesso che il fatto che i medici della Nuova Scozia fossero diventati ipersensibili “certamente è stato d’aiuto” nel convincere la provincia marittima a considerare più seriamente le malattie ambientali.

Un’ epidemia crescente

Il Dr. Fox ha dichiarato in un’intervista che la Sensibilità Chimica e l’Elettrosensibilità condividono caratteristiche comuni con altre condizioni cliniche che sono in gran parte causate dalle aggressioni ambientali sul sistema nervoso, come la Sindrome da Stanchezza Conica e la fibromialgia,. Si stima che il 5% dei canadesi abbia sofferto nel 2010 di almeno una o più patologie tra MCS, fibromialgia e Stanchezza Cronica e secondo uno studio che ha come coautore il medico di famiglia Lynn Marshall dell’ Università di Toronto e presidente dell’Istituto di Salute Ambientale del Canada, molti di questi soggetti sono troppo malati per lavorare a tempo pieno.
Nel 2007 Statistics Canada riportava che il 3% dei canadesi aveva ricevuto una diagnosi medica di Ipersensibilità Ambientale o MCS. Le indagini europee, inoltre, hanno rivelato che fino al 13% delle persone riferiscono di essere diventate elettrosensibili. Fino al 35% dei canadesi (2,3 miliardi di persone) sembrano essere diventate intolleranti ai campi elettromagnetici, secondo la tossicologa ambientale Magda Havas, un’esperta di effetti sulla salute dei campi elettromagnetici, in particolare di alte frequenze transitorie, una forma di interferenza elettrica comunemente chiamata “elettricità sporca”. “Quando abbiamo ripulito l’elettricità sporca nelle aule scolastiche, la salute di circa il 30% e il 35% degli insegnanti è migliorata”, aggiunge la Havas, Professore associato di Studi Ambientali e Risorse presso la Trent University, a Peterborough, Ontario. “Credo che tra l’1% e il 5% della popolazione sia estremamente sensibile e un altro 30% al 35% sia lievemente elettrosensibile.”

Caratteristiche della Sensibilità Chimica

Nel 1999 sono stati identificati dai ricercatori sei criteri di consenso per la diagnosi di MCS, in base ai sintomi che si scatenano da un’esposizione chimica acuta o cronica:
• I sintomi sono riproducibili con esposizioni ripetute.
• La condizione si protrae per un periodo di tempo significativo.
• I livelli di esposizione che generano i sintomi sono inferiori a quelli comunemente tollerati rilevando così un aumento della sensibilità.
• I sintomi migliorano o scompaiono completamente quando le sostanze chimiche scatenanti vengono rimosse.
• Le risposte si verificano spesso a più sostanze chimiche non correlate tra loro.
• I sintomi coinvolgono più organi.

Iper-stimolazione del sistema nervoso centrale

Gli stessi criteri possono essere applicati alla Elettrosensibilità secondo il Dr. Fox: “Considero la Sensibilità Chimica e l’Elettrosensibilità non come malattie distinte e uniche, ma come la manifestazione di un cambiamento comune di fondo nel sistema nervoso centrale. Nella letteratura medica la sensibilità centrale o sindrome da sensibilizzazione sembrano essere un cambiamento fisiopatologico che comprendono la MCS, l’emicrania, il colon e la vescica irritabile, la fibromialgia, la Stanchezza Cronica e il dolore cronico difficili da trattare. Le persone colpite hanno una soglia più bassa [di tolleranza ai vari fattori di stress]e una più alta eccitazione del sistema nervoso. Una revisione di studi sulla sensibilizzazione del sistema nervoso centrale è stata scritta e pubblicata negli USA dal professore di reumatologia Muhammad B. Yunus. Una grande varietà di sintomi coinvolge questa sensibilizzazione, come ad esempio infezioni, disfunzioni endocrine, stress ambientale, stress psicosociale o infiammazione articolare cronica. I pazienti imparano a limitare la loro reattività evitando i fattori ambientali.
Ciononostante, non esiste un consenso medico sulla diagnosi e sul trattamento delle ipersensibilità ambientali, che molti medici considerano psicosomatiche. “Posso confermare, ha detto il Dr. Fox, che il 90% dei pazienti che si rivolge al nostro Centro ha una storia che conferma la loro sensibilità ambientale, il 10% dei quali ha avuto nella propria storia clinica delle reazioni gravi, alcuni con anafilassi o asma grave. Gli ipersensibili non soffrono di malattie mentali più di altri gruppi di pazienti Il Dr. Fox è categorico nell’affermare che l’Elettrosensibilità non ha un’origine psicosomatica. “Non è una fobia”, ha dichiarato questo medico autore di oltre 110 pubblicazioni scientifiche. “Da quando mi occupo di queste patologie la diagnosi di malattia psicosomatica o somatoforme mi ha sempre infastidito. La gente è così lineare, c’è solo il bianco e il nero nel loro modo di pensare”.

Impatto psicologico

Il Dr. Fox, però, capisce anche il motivo per cui i medici tendono a rappresentare una tale diagnosi di malattia psicosomatica: “E ‘molto difficile quando non vi è alcuna conferma oggettiva o un trattamento immediato”. Aggiunge che “Anche se la causa delle malattie ambientali non è psicologica, non è possibile ignorare l’impatto psicologico che queste hanno quando improvvisamente si diventa sensibili ai prodotti di uso quotidiano nella vita moderna. Abbiamo pazienti in cui i problemi psicologici sono importanti, ma è un numero molto piccolo, meno del 5%, ha una diagnosi psichiatrica chiara come caratteristica clinica più importante. Si tratta della stessa percentuale presente nella popolazione generale. Tuttavia, nel restante 95% dei pazienti, i problemi psicologici possono contribuire allo stato di salute e limitare il potenziale di guarigione. Se si abbassa lo stress dovuto all’isolamento, ai problemi finanziari, ecc. si può aiutare il paziente. Quando il sistema nervoso, per reagire alle sollecitudini dovute all’ambiente, si trova in uno stato elevato di eccitazione, l’organismo lo interpreta come ansia. Ma qualsiasi tipo di problema di salute che compromette la capacità complessiva del corpo di funzionare in modo normale crea uno stress e altera le funzioni del sistema nervoso centrale. Delle minacce alla persona innescano un elevato stato di eccitazione del sistema nervoso centrale che porta a delle risposte iperprotettive. L’aumento della sensibilità è davvero un meccanismo di superprotezione dei sistemi di auto-protezione. La vulnerabilità allo stress ambientale varia le persone ne vengono colpite in modi diversi. Sono interessati, infatti, sistemi multi organo e la maggior parte dei nostri pazienti ha diagnosi multiple.”
Nonostante lo studio del dottor Rea del 1991 e uno come coautore del 2011 del biofisico Dr. Andrew Marino che insegna medicina presso la Louisiana State University, l’Organizzazione Mondiale della Sanità si trincera ancora dietro la sua affermazione del 2005 che ”non vi è alcuna base scientifica per collegare i sintomi della Ipersensibilità Elettromagnetica alla esposizione ai campi elettromagnetici.’ Il Dr. Fox e migliaia di altri medici di tutto il mondo sostengono, invece, che i sintomi sono effettivamente collegati alle esposizioni elettromagnetiche (si consultino i siti della Commissione Internazionale per la Sicurezza elettromagnetica (ICEMS) e della Mobile Phone Task Force).

Difficile da dimostrare scientificamente

Il Dr. Fox ha visto pazienti con gravi problemi di Elettrosensibilità, nota anche come sensibilità alle microonde o sensibilità elettrica, ma sostiene che sia davvero una patologia molto difficile da dimostrare esponendo i pazienti ai campi elettromagnetici in laboratorio, come gli stessi dottori Rea e Marino hanno affermato. “Ho provato a condurre questo tipo di esposizioni qui nella Clinica di Dallas ma è molto difficile eliminare la presenza dei campi elettromagnetici nel mondo moderno.” Un collega del Laboratorio di Ricerca sulle microonde/radiofrequenza e comunicazioni wireless presso il Dipartimento di Ingegneria Elettrica e Ingegneria Informatica della Università Dalhousie ha una camera dove sono eliminate le microonde. “Tuttavia, abbiamo trovato molto difficile testare lì i nostri pazienti: i materiali da costruzione, infatti, non sono idonei ed emettono vapori tossici che sono gli stessi che li hanno fatti ammalare.”
“Il sistema nervoso di ogni specie vivente, compreso l’Uomo, è in grado di rilevare i campi elettromagnetici, ma nella maggior parte degli esseri umani questa capacità non è stata sviluppata”, ha aggiunto il Dr. Fox. “Gli umani non hanno appreso ad essere consapevoli della presenza dei campi elettromagnetici perché storicamente non era utile, ma quando il sistema nervoso centrale rileva un cambiamento, ad esempio quando si entra in un forte campo elettromagnetico che viene interpretato come una minaccia, va in eccitazione e risponde fuggendo o combattendo.”
Nella vita moderna abbassare la risposta alla minaccia, evitando l’esposizione agli inquinanti, è molto difficile da attuare. “Molti aspetti della vita moderna possono innescare questo elevato stato di eccitazione, come la muffa o qualsiasi cosa che il corpo percepisce come dannoso. Il nostro approccio alle persone con sensibilità ambientale è conoscere e insegnare alle persone come limitare la loro esposizione così da abbattere il loro livello di eccitazione”.
Un paziente molto malato che aveva lavorato a Camp Hill e aveva lavorando stando molte ore al computer in un’industria di produzione di energia elettrica, ha detto al Dr. Fox che si scaricava a terra. Cercò dei dispositivi di messa a terra, sostenuti dalla ricerca scientifica, e provò lo Chi Gong. Questo contribuì ad alleviare i suoi sintomi.

La rana nell’acqua calda

Le persone con un costante stato di iper-eccitazione del sistema nervoso centrale soffrono di più. “Quando aumentano le esposizioni, il sistema nervoso, che è una rete molto complessa, passa dall’ordine ad uno stato di caos. Ciò che diamo per scontato come esseri umani diventa perturbato: il cervello si annebbia, spiacevoli esperienze sensoriali in tutto il corpo, dolore, mancanza di coordinazione, anticipazione delle reazioni e paura.” Il Dr. Fox paragona la nostra reazione ai livelli sempre crescenti di campi elettromagnetici di fondo come la proverbiale rana messa in una pentola con dell’acqua che lentamente si riscalda e dove rimane fino a finire cotta. La maggior parte delle persone si sono adattate e tollerano il progressivo aumento rimanendo nella pentola, mentre oggi l’aumento delle radiofrequenze pulsanti sta facendo saltare sempre più persone fuori dalla pentola come se fossero nell’acqua bollente.

Il medico, McGill non è d’accordo

Il dott. Gilles Thériault, professore di epidemiologia occupazionale presso la McGill University e medico all’ Environmental Health Clinic del Montreal Chest Institute è uno dei rari medici esperti di campi elettromagnetici del Quebec. Egli non è d’accordo con gli scienziati dell’ICEMS e con gli autori del più recente rapporto BioInitiative del 2012 (tra cui il suo collega fisico Paul McGill Héroux) secondo i quali i campi elettromagnetici potrebbero causare o favorire molte malattie tra cui il cancro.
L’anno scorso, il dottor Thériault ci ha scritto via e-mail: “Sono ancora del parere che non vi sia alcuna prova scientifica per giustificare le preoccupazioni sugli effetti dei campi elettromagnetici sulla salute umana. Sono anche del parere che vi è una mancanza di conoscenza e mi dispiace che ci siano poche risorse finanziarie per condurre studi da ricercatori indipendenti. A proposito della Elettrosensibilità, la maggior parte dei pazienti che vedo nella clinica accusano sintomi che attribuiscono ai campi elettromagnetici o all’esposizione alle radiofrequenze. Il nostro ruolo è quello di indirizzarli verso un’adeguata assistenza clinica per curare le loro malattie di base.’ Il Dr. Thériault, inoltre, ci ha scritto che l’ultima cosa che consiglia ai suoi pazienti è quella di evitare di esporsi agli inquinanti che ritengono li danneggi per evitare di aggravare la loro paura e la percezione dell’intolleranza all’ambiente.
Il Dr. Roy Fox sostiene che tale approccio sia “giusto, ma limitante. E ‘molto importante non insegnare alla gente a ritirarsi a vivere su un’isola deserta. Le persone che sono malate sono molto convinte di quello che le sta ammalando e vogliono cambiare il mondo. Questo è difficile, perché se l’unica risposta per loro è che tutti smettano di usare il telefono cellulare è impossibile e non miglioreranno mai. Ma quando ti ammali e quello a cui ti esponi ti fa peggiorare, è necessario ridurre l’esposizione in modo che il tuo corpo possa concentrarsi sulla guarigione. Noi ancora insegniamo ai nostri pazienti come ridurre le sostanze chimiche e l’esposizione elettromagnetica e, quando lo fanno, la loro salute migliora. ”

Anche la Dr.ssa Brundtland è elettrosensibile

La sfida è che i campi elettromagnetici sono onnipresenti e che sempre più persone dalla fine del secolo scorso, riferiscono di essere particolarmente ipersensibili alle emissioni delle microonde dei telefoni cellulari e ad altri dispositivi wireless, tra cui i ripetitori di telefonia mobile, le antenne radiotelevisive e quelle dei radar situate a distanza di molti chilometri. La Dr.ssa Gro Harlem Brundland, ex premier della Norvegia ed ex direttore esecutivo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, sostiene di soffrire di mal di testa causato da telefoni cellulari se sono situati a 3/4 metri di distanza da lei, accesi anche se non in uso. (Ecco la sua storia che ha raccontato di Magda Havas davanti ad un pubblico dell’Ontario nel mese di aprile 2012).
Questa è una delle ragioni per cui nel Centro del Dr. Fox non sono utilizzati i dispositivi senza fili. “Non abbiamo Wi-Fi nel nostro Centro e incoraggiamo le persone a tenere spenti i loro telefoni cellulari mettendoli in modalità aereo. Quando abbiamo costruito la clinica, abbiamo costruito alcune stanze prive di elettricità. Abbiamo le luci fluorescenti, ma i medici le lasciano spente. Negli ultimi 10 anni, tutte le cartelle cliniche sono diventate elettroniche, in modo da usare il computer tutti i giorni, ma non il Wi-Fi. Non ne sentiamo la necessità. ”

U di T: lo stesso approccio

Il gruppo del Dr. Marshall presso l’Ospedale Women’s College dell’Università di Toronto usa lo stesso approccio. Come il sito dell’ospedale spiega: “Noi della Environmental Health Clinic riteniamo che non siano ancora noti i veri limiti di sicurezza per i computer senza fili (Wi-Fi) e i telefoni cellulari e, quindi, sarebbe saggio applicare il principio di precauzione. L’Ufficio di Salute Pubblica di Toronto produce informazioni su questo argomento e pubblica una guida dal titolo “Uso del cellulare da parte dei bambini e dei giovani’.’ Questa guida parla della radiofrequenza (RF) e della esposizione a microonde. “… Alla luce dei limiti della ricerca, non possiamo escludere la possibilità che i bambini richiedano una maggiore protezione dall’esposizione alla radiofrequenza. Nel 2005 l’Ufficio di Salute Pubblica di Toronto ha iniziato a promuovere, tra diverse altre pratiche importanti, la consapevolezza tra i genitori di quanto sia necessario ridurre al minimo l’uso dei telefoni cellulari per i bambini (…).
Coerentemente ai messaggi del Ministero britannico della Sanità, l’ufficio della Salute Pubblica di Toronto raccomanda che i bambini, in particolare i bambini pre-adolescenti usino, quando possibile, i telefoni fissi, usando i telefoni cellulari solo per emergenze, limitando la durata delle chiamate e utilizzando l’auricolare o il vivavoce, quando possibile. Il dr Fox va oltre e sostiene che: “Abbiamo bisogno di regole e limiti di esposizione, tra l’altro, così i bambini non passano ore al telefono cellulare.”

Supporto da parte della Provincia

Nonostante la mancanza di consenso scientifico sulle cause e sulle cure delle malattie ambientali, l’approccio dell’équipe del Dr. Fox è stata sostenuta dal governo della Nuova Scozia e dalla popolazione: “Nel corso degli anni, ci sono state molte polemiche, ma ci sembra di godere oggi di una maggiore accettazione perché la gente ha visto che stiamo cercando di aiutare le persone, con un approccio razionale. Per alcune cose non abbiamo il supporto di prove scientifiche per aiutarci a comprendere.”
Il Dr. Fox sostiene che la gente dovrebbe considerare non solo l’impatto dell’inquinamento sul sistema nervoso centrale, ma anche l’impatto del ritmo frenetico della vita moderna. “Ci sono una serie di cose che provocano elevati livelli di stimolazione nell’Uomo. Quando cerchiamo di aiutare i nostri pazienti, una delle cose più difficili è quella di far rallentare i loro ritmi. Il modo in cui utilizziamo i nostri apparecchi (apparecchiature), ci costringe a seguire un’accelerazione e a limitare i tempi di rilassamento. Ho pensato e insegnato ai pazienti il modo di calmare la mente, come attraverso la frequenza cardiaca. Sulla base dei programmi dell’Istituto di HeartMath che ha condotto una buona ricerca al riguardo ed ha sviluppato strumenti elettronici interessanti per usare il biofeedback, questo approccio alla gestione delle emozioni e dello stress ha una grande quantità di prove a sostegno in studi accreditati in letteratura. Insegniamo anche la consapevolezza ed usiamo un approccio basato sul lavoro di Jon Kabat Zinn, supportato anche dalla documentazione di efficacia pubblicata su studi accreditati in letteratura. Consiglio anche il Qi Gong, il Tai Chi, lo yoga e altre tecniche per scaricare le energie. Come medico cerco di stabilire, ovviamente, se le persone presentano sintomi di depressione e, se li trovo, chiedo l’aiuto dei miei colleghi. Va, inoltre, notato che essere elettrosensibili non esclude che si possa soffrire contemporaneamente anche di ansia o di depressione. Il trattamento comprenderà tutto ciò che è appropriato. Ad alcune persone che non accettano l’aiuto e propendono per un approccio di autogestione sarà prescritto un ansiolitico, che può aiutare quando i sintomi sono molto disturbanti. Questa, tuttavia, non deve essere una terapia primaria e nella mia esperienza l’approccio con psicofarmaci non “cura” mai il problema”.
Il gruppo del Dr. Fox tratta i suoi pazienti in modo olistico: “Trattiamo le persone nel loro insieme, garantendo loro una buona dieta equilibrata che non contiene ciò a cui il loro corpo non può adattarsi. Il nostro approccio è quello di portare le persone ad uno stato di salute ottimale in modo che possano sfruttare la propria capacità di ripristinare l’equilibrio. E funziona: anche se non si riesce ad eliminare le sensibilità ambientali, i pazienti generalmente reagiscono meno e gestiscono, in modo più efficace, i loro sintomi che man mano diminuiscono, ”.
Quando abbiamo chiesto al Dr. Fox perché non prescrivesse vitamine e integratori, come fa il Dr. Rea a Dallas, ci ha risposto: “L’approccio della Clinica per la Salute Ambientale di Dallas è uno dei tanti. Naturopati e medici ambientali prescrivono degli integratori di nutrienti, vitamine e minerali che sono utili alla disintossicazione. Ci sono poche prove che questo approccio migliori la terapia. Nella mia esperienza, in pazienti molto sensibili, questo approccio peggiora la loro condizione. Alcuni dei prodotti consigliati sono costosi e preferisco che le persone con risorse limitate spendano i loro soldi su cose durature per il loro miglioramento della salute, come i cambiamenti nella loro casa, la pulizia ambientale, i cambiamenti nella dieta e l’acquisto di prodotti personali, così che gli individui possano disintossicarsi con delle spese gestibili. Ad alcuni pazienti proponiamo la sauna e somministriamo il magnesio per via endovenosa per offrire sollievo dalla fatica e dal dolore perché sembrano esserne carenti. Alcuni degli altri trattamenti offerti a Dallas hanno un riscontro troppo limitato per poterne sostenere l’impiego. Molti trattamenti sono utilizzati per influenzare il sistema immunitario, ma vi sono scarse prove per sostenere che il sistema immunitario sia danneggiato o carente in questi pazienti. Ci si potrebbe chiedere perché Dallas e vari approcci naturopatici non si indirizzano verso la cura dell’intera persona o verso il problema della iper-sensibilità del un sistema nervoso.”
La sauna secca ad infrarossi aiuta a disintossicare il corpo, perché il sudore spesso contiene neurotossine come pesticidi e metalli pesanti. Questi “attraggono e aumentano le frequenze elettriche come un parafulmine”, secondo la nutrizionista Brian Clement, direttrice del centro di fama mondiale Ippocrate Health Institute, in Florida, fondato nel 1956 da Ann Wigmore, pioniera del vivere vegano e di una dieta ricca di enzimi integrata all’esercizio fisico, al pensiero positivo e alle terapie non invasive.
Il Dr. Fox ci ha lasciato, infine, con questo saggio consiglio: “Creare uno spazio nella propria vita non significa smettere di essere attivi, ma imparare a camminare da soli, per rispondere alle domande con la capacità del vostro corpo. Per fare questo, è necessario diventare consapevoli di tali capacità. ”

Autore: André Fauteux giornalistsa specializzato in sanità ed econologia dal 1990. Nel 1994 ha lanciato la prima rivista canadese su tali materie: “la Maison du 21e siècle”, di cui è editore e redattore capo.

Traduzione di Francesca Romana Orlando, giornalista professionista esperta di divulgazione scientifica per AMICA

Pubblicato sul sito di AMICA con il permesso dell’autore.
Divieto di riproduzione non autorizzata.
Articolo originale: https://maisonsaine.ca/sante-et-securite/electrosmog/ehs-royfo.html

 

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