Fin dalla sua fondazione, AMICA ha scelto di non limitarsi alla tutela dei diritti delle persone affette da Sensibilità Chimica Multipla (MCS) e Ipersensibilità Elettromagnetica (EHS), ma di contribuire concretamente allo sviluppo della ricerca scientifica indipendente. Nel corso degli anni l’associazione ha sostenuto studi clinici, ricerche sperimentali e collaborazioni con università ed enti pubblici di ricerca che hanno portato alla pubblicazione di lavori su riviste scientifiche internazionali peer-reviewed.
Ripercorriamo questo percorso in ordine cronologico.
Alla ricerca di biomarcatori dell’Ipersensibilità Elettromagnetica (2014)
Per molti anni l’Ipersensibilità Elettromagnetica è stata considerata una condizione priva di evidenze biologiche oggettive. Lo studio pubblicato nel 2014 dal gruppo di Chiara De Luca ha rappresentato uno dei primi tentativi sistematici di individuare alterazioni metaboliche e genetiche nei pazienti.
Analizzando oltre 150 persone con EHS, i ricercatori hanno osservato alterazioni dello stress ossidativo, dei sistemi antiossidanti e di alcuni geni coinvolti nella detossificazione degli xenobiotici. La ricerca ha fornito elementi a sostegno dell’ipotesi che l’Ipersensibilità Elettromagnetica possa essere associata a modificazioni biologiche misurabili e meriti ulteriori approfondimenti scientifici.
(De Luca et al., Mediators of Inflammation, 2014).
Il primo grande progetto italiano sul Wi-Fi (2013-2014)
Nello stesso periodo AMICA ha promosso uno dei più importanti programmi italiani dedicati agli effetti biologici del Wi-Fi.
Grazie a un finanziamento dell’Otto per Mille della Tavola Valdese, l’associazione ha coinvolto ricercatori del CNR di Bologna, dell’Università dell’Insubria e della Sapienza Università di Roma per avviare una ricerca sperimentale che ha interessato anche alcune scuole italiane.
I risultati preliminari hanno costituito la base di un filone di ricerca che negli anni successivi avrebbe portato alla pubblicazione di studi internazionali sugli effetti biologici delle radiofrequenze.
Sensibilità Chimica Multipla: il ruolo di genetica e ambiente (2020)
La Sensibilità Chimica Multipla è una malattia complessa nella quale predisposizione genetica e fattori ambientali sembrano interagire tra loro.
Lo studio pubblicato nel 2020 dal gruppo di Alessandro Micarelli ha analizzato questa relazione concentrandosi sui disturbi olfattivi, uno dei sintomi più caratteristici della MCS.
I risultati mostrano che la qualità della vita dei pazienti è influenzata contemporaneamente dalle varianti genetiche degli enzimi coinvolti nella detossificazione e dalla storia delle esposizioni ambientali, confermando la natura multifattoriale della malattia.
(Micarelli et al., International Journal of Molecular Sciences, 2020).
Consenso Scientifico Italiano sulla Sensibilità Chimica Multipla (2021)
Dopo anni di ricerche e confronti tra specialisti, nel 2021 è stato pubblicato il primo Consenso italiano dedicato alla gestione clinica della MCS.
Coordinato da Giovanni Damiani, il documento riunisce dermatologi, allergologi, tossicologi, medici ambientali e altri specialisti con l’obiettivo di uniformare la diagnosi, il ricovero ospedaliero e l’assistenza ai pazienti.
Il Consenso rappresenta un importante punto di riferimento per il mondo sanitario italiano.
(Damiani et al., International Journal of Environmental Research and Public Health, 2021).
Il plasma convalescente nel trattamento della COVID-19 (2022)
Durante la fase più critica della pandemia, AMICA ha sostenuto anche la ricerca sull’impiego del plasma convalescente nei pazienti ricoverati per forme gravi di COVID-19.
Lo studio, coordinato dal Prof. Massimo Franchini, ha analizzato l’esperienza dell’ospedale di Mantova, dove tra aprile 2020 e aprile 2021 sono stati trattati con plasma convalescente 405 pazienti ospedalizzati. In quegli anni operava nell’ospedale anche il Dott. Giuseppe De Donno che si è speso senza sosta per la ricerca sulle terapie contro il Covid-19. Complessivamente sono state trasfuse 657 unità di plasma contenenti anticorpi neutralizzanti contro il SARS-CoV-2.
La mortalità osservata entro 28 giorni è stata del 12,6%. I risultati hanno indicato un esito più favorevole nei pazienti più giovani, con una malattia meno avanzata e trattati precocemente con plasma ad alto titolo anticorpale. L’efficacia risultava infatti maggiore quando la terapia veniva somministrata entro sette giorni dall’inizio dei sintomi e con una concentrazione elevata di anticorpi neutralizzanti.
Anche il profilo di sicurezza è risultato favorevole: le reazioni avverse hanno interessato l’1,3% delle unità trasfuse e sono state tutte di lieve entità. Gli autori hanno concluso che il plasma convalescente poteva rappresentare un trattamento sicuro e potenzialmente efficace soprattutto quando somministrato precocemente e ad alto titolo anticorpale.
Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica internazionale Life, ringrazia espressamente AMICA per il sostegno fornito alla ricerca.
(Franchini et al., “Plasma convalescente per i pazienti ospedalizzati con COVID-19: l’esperienza di un singolo centro”, 2022).
Effetti genetici del Wi-Fi (2022)
L’impegno di AMICA nella ricerca sulle radiofrequenze ha trovato un importante risultato nella pubblicazione dello studio guidato da Ugo Cappucci, che all’epoca collaborava con la Prof.ssa Lucia Piacentini presso l’Istituto di Genetica della Sapienza di Roma. Con loro ha lavorato anche il Dott. Fiorenzo Marinelli, biologo, già ricercatore dell’Istituto di Genetica Molecolare del CNR di Bologna e responsabile delle ricerche di AMICA.
Utilizzando la Drosophila melanogaster come modello sperimentale, i ricercatori hanno osservato che l’esposizione cronica ai campi elettromagnetici del Wi-Fi è associata ad alterazioni dell’espressione genetica, instabilità genomica, aumento dello stress ossidativo e modificazioni comportamentali.
Questo lavoro rappresenta uno dei principali risultati scientifici del programma di ricerca promosso dall’associazione sul Wi-Fi. (Cappucci et al., Cells, 2022).
La ricerca sui pazienti
Accanto agli studi pubblicati su riviste internazionali, AMICA ha promosso anche ricerche osservazionali. Nel 2006 l’associazione ha realizzato una delle prime indagini italiane sulla qualità della vita delle persone affette da Sensibilità Chimica Multipla, documentando le difficoltà di accesso alle cure, l’isolamento sociale e le conseguenze lavorative della malattia. Questa raccolta di dati ha rappresentato una preziosa base conoscitiva per le successive attività scientifiche e istituzionali dell’associazione.
Ricerche in corso
AMICA ha completato uno studio sul rapporto tra esposizioni e sintomi nei pazienti con Ipersensibilità Elettromagnetica, ma l’articolo non è ancora stato pubblicato per alcune obiezioni dei referee (alcune a nostro avviso del tutto pretestuose), che hanno richiesto ulteriori valutazioni, ma lo studio è pronto e sarà pubblicato.
AMICA, inoltre, ha appena (giugno 2026) ricevuto parere favorevole dal Comitato Etico della ASL di Roma per iniziare uno studio osservazionale sulla Sensibilità Chimica Multipla che aiuterà a focalizzare meglio le caratteristiche dei pazienti e le loro esigenze primarie. Il coordinatore della ricerca è il Dott. Fiorenzo Marinelli. A settembre inizierà il reclutamento dei pazienti.