Sensibilità Chimica Multipla e Coronavirus: che fare?

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Le ultime vicende riguardanti l’arrivo in Italia e la diffusione del Coronavirus fanno emergere l’importanza di potersi rivolgere al Pronto Soccorso per avere cure specifiche e tempestive in caso di infezione, questa come qualsiasi altra.

Ad oggi le statistiche italiane mostrano che solo una minima parte dei soggetti contagiati da COVID19 ha bisogno di un ricovero ospedaliero e che una percentuale del 5% ha bisogno di un ventilazione forzata e quindi di un ricovero in rianimazione.

La situazione appare sotto controllo, ma per i pazienti affetti da Sensibilità Chimica Multipla questo virus comporta un nuovo rischio con cui bisogna fare i conti per il semplice fatto che mancano strutture ospedaliere in grado di offrire un ricovero in sicurezza per questi pazienti. Si intende per “ricovero in sicurezza” quello in ambienti privi di contaminazione chimiche. 

Il Consenso Italiano sulla MCS che è stato scritto dal Gruppo di Studio Italiano sulla MCS nel 2019, e consegnato al Ministero della Salute con la richiesta di aggiornare i Livelli Essenziali di Assistenza, fornisce molte indicazioni basate sui protocolli statunitensi di pronto soccorso e accoglienza ospedaliera per MCS. Alcuni ospedali italiani li hanno già adottati – alcuni occasionalmente altri regolarmente – come il G.B. Grassi di Ostia (Roma), il San Filippo Neri di Roma, l’Ospedale di Cona (FE) e quello di Lecce, e la Asl di Bolzano.

Cliccando qui potete scaricare la Diffida ad adempiere alla realizzazione di percorsi di Pronto Soccorso e di ricovero per pazienti affetti da Sensibilità Chimica Multipla (MCS) che è un facsimile di lettera che ogni persona affetta da Sensibilità Chimica Multipla (MCS) può inviare all’Assessore alla Salute della sua regione e al Direttore della sua ASL di competenza per chiedere l’immediata adozione di protocolli ospedalieri.

Associazione AMICA

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