Il dott. Dino Zuppa, Amministratore Delegato di Accessibility Standards Canada (ASC), ha presentato un intervento dedicato alla trasformazione delle conoscenze scientifiche sulla qualità dell’aria in standard di accessibilità applicabili e vincolanti. La sua relazione si è concentrata sul rapporto tra qualità dell’aria negli ambienti interni e inclusione delle persone con disabilità, in particolare di quelle affette da Sensibilità Chimica Multipla (MCS).
Zuppa ha illustrato uno studio finanziato da ASC e realizzato dalla Environmental Health Association of Québec (ASEQ-EHAQ), che ha confrontato la qualità dell’aria in 17 luoghi di lavoro con politiche scent-free (senza profumi) e 17 luoghi di lavoro privi di tali politiche. I risultati hanno evidenziato una riduzione del 70% delle concentrazioni totali di composti organici volatili (TVOC) negli ambienti in cui le politiche scent-free erano ben progettate e correttamente applicate. In questi contesti il benzene, sostanza classificata come cancerogena, risultava completamente assente, mentre altri composti organici volatili venivano ridotti fino all’80%.
Secondo Zuppa, la qualità dell’aria era particolarmente scadente negli ambienti sottoposti a frequenti pulizie con prodotti convenzionali, come bagni e sale per trattamenti, suggerendo che gli stessi prodotti utilizzati per la pulizia possano rappresentare una fonte significativa di esposizione chimica. Le politiche scent-free non apportano benefici soltanto alle persone con MCS, ma anche a soggetti affetti da emicrania, sindrome da stanchezza cronica e altre condizioni sensibili agli agenti ambientali.
I risultati dello studio evidenziano la necessità di considerare l’aria come una risorsa condivisa negli ambienti di lavoro e di standardizzare gli accomodamenti destinati alle persone con sensibilità ambientali, analogamente a quanto già avviene per altre forme di disabilità.
Passando dall’ambito della ricerca a quello normativo, Zuppa ha descritto le difficoltà che si incontrano nel trasformare le evidenze scientifiche in standard tecnici. Tra gli ostacoli individuati figurano la carenza di ambienti privi di profumi, la scarsa applicazione delle politiche esistenti, le etichette fuorvianti di alcuni prodotti e la persistenza di pregiudizi e stigmatizzazione nei confronti delle persone affette da MCS. Elementi progettuali come i sistemi di ventilazione e climatizzazione (HVAC), la scelta di materiali a basse emissioni e l’utilizzo di prodotti privi di fragranze dovrebbero, secondo il relatore, diventare requisiti tecnici misurabili e verificabili all’interno dei regolamenti edilizi e delle politiche di accessibilità.
Zuppa ha inoltre illustrato il ruolo di Accessibility Standards Canada, organismo federale incaricato di sviluppare standard di accessibilità, finanziare la ricerca, diffondere le conoscenze scientifiche e sostenere cambiamenti normativi e organizzativi. Ha sottolineato come oltre il 50% del personale dell’ente sia costituito da persone con disabilità e come quasi il 90% appartenga a gruppi tradizionalmente sottorappresentati, rendendo ASC una delle organizzazioni di standardizzazione più inclusive a livello internazionale.
L’impatto del lavoro svolto dall’ente va ben oltre il tema della MCS. Secondo Zuppa, gli standard sviluppati da ASC contribuiscono all’attuazione del 92% degli articoli della Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti delle Persone con Disabilità (CRPD) e supportano l’86% degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite.
Per trasformare la ricerca in applicazioni concrete, il relatore ha proposto un percorso articolato in tre fasi: standardizzare le conoscenze attraverso studi rigorosi e sottoposti a revisione scientifica, convertire le criticità sistemiche e progettuali in requisiti tecnici verificabili e utilizzare i processi di sviluppo degli standard di ASC per creare strumenti applicabili sia a livello nazionale sia internazionale.
Nella parte conclusiva dell’intervento, Zuppa ha spiegato come le esigenze delle persone con MCS stiano già venendo integrate nei nuovi standard canadesi relativi all’edilizia accessibile e agli ambienti costruiti. Tali standard interesseranno numerosi settori, tra cui edifici storici, servizi per l’infanzia, luoghi di lavoro, turismo e progettazione dei servizi pubblici.
Il messaggio finale è stato chiaro: la qualità dell’aria negli ambienti interni deve essere considerata una componente fondamentale dell’accessibilità. L’inclusione di criteri scent-free e di requisiti per materiali e prodotti a basse emissioni non rappresenta un beneficio esclusivamente per le persone con Sensibilità Chimica Multipla, ma un miglioramento per l’intera collettività. Attraverso un approccio collaborativo fondato sulle evidenze scientifiche, Zuppa immagina un futuro in cui l’aria pulita sia riconosciuta come un diritto fondamentale e il concetto stesso di accessibilità venga esteso a tutte le persone.