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Effetti dei campi elettromagnetici sulla salute

AMICA si occupa dal 2003 di ricerca, informazione e divulgazione scientifica sugli effetti biologici dei campi elettromagnetici, con particolare attenzione alle conseguenze dell’esposizione sulla salute e all’ipersensibilità elettromagnetica (EHS).

Il 22 e 23 maggio 2026, in occasione del 23° anniversario dalla sua fondazione, AMICA ha organizzato un convegno scientifico dedicato alle patologie ambientali, al quale hanno partecipato illustri esperti e ricercatori internazionali.

Tra questi, il professor Martin L. Pall, professore emerito della Washington State University (USA), da molti anni impegnato nello studio dei possibili meccanismi biologici attraverso i quali i campi elettromagnetici possono interagire con l’organismo.

Nel suo intervento, dedicato a campi elettromagnetici, canali del calcio e ipersensibilità elettromagnetica, Pall ha affrontato alcuni dei temi più dibattuti nella ricerca sui CEM: il ruolo della coerenza e della pulsazione dei segnali, i limiti delle attuali linee guida di esposizione e i meccanismi biologici che, secondo il modello da lui proposto, sarebbero coinvolti nell’ipersensibilità elettromagnetica (EHS) e nella sensibilità chimica multipla (MCS).

Dagli studi di Faraday alle tecnologie wireless

Nel 1831 il fisico britannico Michael Faraday pubblicò un lavoro nel quale mostrava che le correnti elettriche generano un campo elettromagnetico nello spazio circostante. Nel 1836 realizzò inoltre la prima gabbia di Faraday, destinata a schermare dalle forze elettriche esterne.

Il percorso scientifico proseguì nel corso dell’Ottocento fino allo sviluppo delle comunicazioni senza fili. Nel 1909 il Premio Nobel per la Fisica venne assegnato a Guglielmo Marconi e Karl Ferdinand Braun per il loro contributo allo sviluppo della telegrafia wireless.

Da allora le tecnologie basate sulla trasmissione senza fili si sono moltiplicate: radio, televisione, telefoni cellulari e cordless, comunicazioni satellitari, radar, smart meter, Bluetooth e Wi-Fi sono soltanto alcuni degli esempi che caratterizzano oggi l’ambiente quotidiano.

Il limiti ICNIRP proteggono la salute?

Secondo Pall, l’impostazione delle attuali linee guida dell’ICNIRP – associazione privata con sede a Monaco di Baviera a cui l’OMS fa riferimento in modo del tutto arbitrario – attribuisce un ruolo determinante agli effetti termici dell’esposizione e alla valutazione dell’intensità dei campi attraverso valori medi calcolati su determinati intervalli temporali.

Il ricercatore contesta questa impostazione, sostenendo che le caratteristiche fisiche dei segnali elettromagnetici prodotti dalle moderne tecnologie wireless non possano essere adeguatamente valutate considerando soltanto l’intensità media dell’esposizione.

La sua critica riguarda quindi un problema fondamentale: due esposizioni caratterizzate dalla stessa intensità media possono avere effetti biologici differenti se differiscono per altre caratteristiche del segnale.

Pall arriva a una conclusione particolarmente netta: a suo giudizio, le evidenze scientifiche relative agli effetti biologici dei campi elettromagnetici mettono in discussione i presupposti sui quali sono state costruite le linee guida di esposizione.

La pulsazione dei campi elettromagnetici

Il prof. Martin Pall distingue due tipi di pulsazione: gli impulsi estremamente brevi, da un nanosecondo a un millisecondo, sui quali EMF-Portal raccoglie oltre 300 studi, e la modulazione pulsata, utilizzata nelle tecnologie wireless per trasmettere informazioni.

Secondo Pall, numerosi studi mostrano che questi segnali possono produrre effetti biologici che non vengono adeguatamente rappresentati dal calcolo dell’intensità media su intervalli di diversi minuti. In particolare, nove revisioni della letteratura riporterebbero effetti biologici maggiori per i CEM pulsati o modulati rispetto a campi non pulsati della stessa frequenza e intensità media. Per Pall, questi risultati indicano che l’intensità media non dovrebbe essere considerata l’unico parametro rilevante nella valutazione degli effetti biologici dei CEM.

Ipersensibilità Elettromagnetica e Sensibilità Chimica Multipla

Secondo il Prof. Pall la Ipersensibilità Elettromagnetica (EHS) e la Sensibilità Chimica Multipla (MCS) non sono identiche, ma hanno delle analogie biologiche. Entrambe sono caratterizzate da un eccesso di calcio intracellulare, indicato come [Ca²⁺]i, e la loro cronicizzazione è collegata al cosiddetto ciclo NO/ONOO⁻.

Il Prof. Pall attribuisce inoltre un ruolo alle protein-chinasi CaMKII, PKA, PKC e Src, che parteciperebbero ai meccanismi responsabili dell’aumento della sensibilità.

La principale differenza riguarderebbe invece il bersaglio coinvolto: secondo l’ipotesi presentata, nell’EHS avrebbero un ruolo centrale i canali del calcio voltaggio-dipendenti (VGCC), mentre nella MCS sarebbero maggiormente coinvolti i recettori NMDA.

Si tratta di un modello con il quale il Prof. Pall propone quindi una spiegazione biologica capace di mettere in relazione due condizioni caratterizzate da agenti scatenanti differenti, ma da alcuni possibili meccanismi cellulari comuni.

Questo articolo presenta una sintesi dell’intervento del professor Martin L. Pall al Convegno AMICA del 22-23 maggio 2026. Per ricevere il libro degli Atti completi in formato cartaceo bisogna iscriversi ad AMICA ed effettuare un versamento di 20 euro (si può fare anche un versamento unico di 50 Euro).

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