Per un ambiente senza fragranze

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Elisabeth King
Our Toxic Times, agosto 2004, pubblicazione del Chemical Injury Information Network http://www.ciin.org
Adattato da the Age a Melbourne, luglio 2004
Traduzione a cura di A.M.I.C.A. – http://www.infoamica.it

Il tema della sensibilità ambientale sta emergendo come l’equivalente, nel nuovo millennio, delle campagne anti-fumo degli anni ’80. Non è così facile da regolamentare come il divieto di fumo anche se l’aumento delle evidenze scientifiche che mettono in correlazione le allergie ed altri sintomi ad una serie di odori rappresenta attualmente una delle più grandi sfide del prossimo decennio per i governi e per le imprese. Il problema riguarda i profumi emanati da una serie di prodotti, dai detersivi ai deodoranti. Proprio come oggi i lavoratori fanno causa alle aziende per gli effetti nocivi del fumo passivo sulla propria salute, potrebbe arrivare presto il giorno in cui spruzzare della colonia potrebbe essere considerato un pericolo. La diatriba sulla sensibilità alle fragranze, che gioca un ruolo centrale nella Sensibilità Chimica Multipla (MCS), è scoppiata ormai da un decennio, ma l’attenzione sul tema è cresciuta dal 2000.

Negli ultimi anni, infatti, un numero crescente di lavoratori sensibili alle fragranze ha richiesto negli USA la protezione in base alla Legge Americana sull’Invalidità (ADA), che regola le cause civili di lavoro.

Lady Mar, un’attivista per le campagne di carattere ambientale nel Regno Unito – che è apparsa sul programma della BBC Face Value – è quasi riuscita a bloccare l’uso eccessivo di profumi e colonie nella Camera dei Lord. Nel 2003 la Commissione Europea ha proposto una nuova legislazione chiamata R.E.A.CH. (Registrazione, Valutazione e Autorizzazione delle sostanze Chimiche) per identificare e gestire l’uso di tutte le sostanze chimiche nel mercato europeo. Le informazioni prodotte da R.E.A.CH. avranno un impatto globale a causa della struttura multinazionale delle case produttrici di cosmetici e di prodotti farmaceutici.

Il dott. Mark Donohoe, uno specialista australiano di problematiche ambientali, ritiene che la questione sia molto più grande delle campagne antifumo: “I fumatori erano già in minoranza quando venne formulata la legge antifumo ed era più facile perciò metterli all’angolo”. “ Le sostanze chimiche – aggiunge – sono praticamente ovunque negli uffici – fotocopie, detersivi, profumi personali e ambientali – ma, secondo me, ciò che spingerà il governo ad agire in Australia è che molte persone affette da MCS sono giovani, piene di talento e di energie che sarebbero perse se abbandonassero il lavoro”.

La Germania è il solo paese che ha una politica sanitaria nazionale per combattere gli effetti della MCS. Donohoe è un attivista che cerca di ottenere leggi simili in Australia e dice che si è ancora molto indietro rispetto all’Europa.

“C’è un numero crescente di datori di lavoro in molti stati che stanno già creando ambienti privi di fragranze su una base del caso individuale, ma spesso ci si rende conto che, dopo aver messo al bando gli abiti lavati a secco, le fragranze e i detersivi troppo profumati, non stanno meglio solo le persone con MCS, ma tutti si sentono molto meglio. Quella che comincia come una disposizione temporanea finisce per essere permanente a causa dell’aumento generale della produttività.

Alcuni composti delle fragranze sono naturali, ma oggi l’80% sono sintetici, molti dei quali di derivazione petrolchimica. Nei prodotti d’uso quotidiano – dai sanitari ai detersivi per lavatrice – si possono trovare oltre 5000 fragranze. I composti sintetici sono stati usati per le fragranze da oltre un secolo, ma le formulazioni dei profumi sono cambiate negli anni ’80 con lo sviluppo di sostanze sintetiche più potenti che possono essere usate a dosi maggiori. Nel frattempo gli esperti di marketing hanno cercato di sfruttare la ricerca psicologica sostenendo che i profumi possono cambiare la nostra percezione di certi prodotti e ambienti. I prodotti profumati sono aumentati, includendo le candele profumate, i deodoranti ambientali e persino i sistemi di condizionamento dell’aria che profumano l’ambiente.

Tuttavia, le fragranze non possono entrare nel corpo solo dal naso, ma anche attraverso la pelle (alcuni componenti sono stati scoperti nel latte materno) oltre che poter essere ingerite consumando cibo contenente additivi. Molte delle case produttrici di fragranze che guidano il mercato mondiale, infatti, guadagnano di più dal settore degli additivi alimentari che da quello delle acque di colonia. E’ proprio l’uso così cieco di fragranze che indebolisce la consistenza di studi, rapporti ed evidenze che individuano nelle fragranze la causa scatenante di patologie come emicrania, asma e allergie. Altri studi hanno messo in correlazione causale le fragranze con disturbi come confusione, depressione, vertigini, irritabilità, problemi riproduttivi, ipertensione ed irregolarità del battito cardiaco.

Secondo il rapporto Pretty Nasty, – realizzato da Healthcare Without Harm (Sanità senza pericoli), il British Women’s Environmental Network (la Rete delle Donne Britanniche Ambientaliste) e la Società Svedese per la Conservazione della Natura – l’ultima preoccupazione sono gli ftalati. Tali composti chimici si trovano in molti cosmetici – compresi profumi, spray per capelli, gel e deodoranti – così come in giocattoli, materiali per pavimenti e in prodotti farmaceutici. Gli ftalati sono stati usati per anni, ma sono state sollevate preoccupazioni di recente da studi animali che li mettono in correlazione con deficit alla nascita (atrofia dei testicoli) e con alcune forme tumorali, oltre che denunciarne la capacità di danneggiare gli estrogeni.

Nel 2003 nell’unione Europea sono stati messi al bando dei tipi di ftalati usati nei cosmetici e nelle fragranze. Sia Estee Lauder che Procter & Gamble hanno annunciato che smetteranno di usare gli ftalati sebbene non ritengano che siano dannosi per la salute umana. Tali annunci avvengono proprio in concomitanza alla legge finalizzata all’uso di ftalati introdotta in California all’inizio dell’anno. La legge è stata bloccata, ma sarà reintrodotta. Comunque i capi dell’industria cosmetica – come Gerald McEwen, vice-presidente del settore scientifico dell’Associazione Statunitense per la cosmetica, i prodotti da toilette e le fragranze – non sono convinti che gli esperimenti provino la pericolosità degli ftalati per la salute umana e ritengono che gli animali testati siano stati esposti a ftalati molto in eccesso rispetto ai livelli di esposizione normali negli umani. Ciononostante, è emersa la richiesta per una maggiore trasparenza nelle etichette.

Attualmente, le formulazioni delle fragranze sono considerate “segreti industriali” e ai produttori non è richiesto di rivelare le sostanze chimiche usate nei loro prodotti. Nel 2001 la Food and Drug Administration Statunitense ha avvisato che ci sono ancora pochi dati su come gli ftalati e altre fragranze chimiche influiscano sulla salute umana.

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