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Giornata Internazionale della Felicità: la felicità è un diritto?

In occasione della Giornata Internazionale della Felicità 2026, celebrata il 20 marzo, l’associazione AMICA ha promosso un evento di grande valore culturale e sociale, articolato in una conferenza e nella premiazione di un premio letterario dedicato ai temi del benessere, della persona e della condivisione.

L’avvocato Maria Cristina Tabano ha preparato una trattazione del diritto alla felicità, analizzandone i fondamenti giuridici, le implicazioni sociali e il legame sempre più evidente con la tutela dell’ambiente e della salute.

Il diritto alla felicità nella Costituzione italiana

Sebbene la parola “felicità” non compaia espressamente nella Costituzione italiana, il suo significato è profondamente radicato nei principi fondamentali su cui si fonda la Repubblica. Come evidenziato dall’avv. Tabano, la Carta costituzionale è costruita attorno all’obiettivo di garantire il pieno sviluppo della persona umana, attraverso valori essenziali come l’uguaglianza, la libertà, la solidarietà e il diritto al lavoro.

In questo senso, il diritto alla felicità si configura come un diritto implicito ma concreto, che trova attuazione nella capacità dello Stato di rimuovere gli ostacoli economici e sociali che limitano la realizzazione individuale. Non si tratta quindi di un concetto astratto, ma di una condizione reale di benessere che coinvolge la dimensione personale, familiare e sociale

Felicità e benessere: una visione globale

Il documento richiama anche l’approccio delle Nazioni Unite, in particolare attraverso il World Happiness Report, che misura la felicità sulla base di indicatori concreti come salute, reddito, lavoro, istruzione e qualità delle relazioni sociali.

In questa prospettiva, la felicità non è solo una dimensione individuale, ma diventa un obiettivo collettivo e universale, riconosciuto anche dalla Risoluzione ONU che ha istituito la Giornata Internazionale della Felicità. La ricerca del benessere si lega così alla capacità di vivere in armonia con gli altri, accettando la diversità e valorizzando il senso di comunità

Ambiente, salute e qualità della vita

Uno degli aspetti più attuali affrontati dall’avv. Tabano riguarda il rapporto tra felicità e ambiente. Le più recenti pronunce delle corti internazionali sottolineano come la tutela dell’ambiente sia una condizione imprescindibile per il godimento dei diritti fondamentali, tra cui il diritto alla salute e alla vita privata.

I cambiamenti climatici, l’inquinamento e la gestione delle risorse naturali incidono direttamente sulla qualità della vita delle persone, rendendo evidente come la felicità sia strettamente connessa alla sostenibilità ambientale. In questo quadro, gli Stati sono chiamati a svolgere un ruolo attivo, adottando misure efficaci e garantendo un’informazione trasparente ai cittadini

Il principio di precauzione e la tutela del benessere

Un passaggio centrale del contributo riguarda il principio di precauzione, che rappresenta uno dei pilastri del diritto ambientale europeo. Secondo questo principio, le istituzioni devono intervenire anche in presenza di rischi solo potenziali per la salute e l’ambiente, senza attendere certezze scientifiche definitive.

Si tratta di un approccio che anticipa la tutela, ponendo al centro la protezione della persona e della collettività. In questo senso, il diritto alla felicità si traduce anche nella capacità di prevenire danni futuri e garantire condizioni di vita sicure e dignitose

Il diritto alla felicità nella giurisprudenza italiana

Dal punto di vista giuridico, il diritto alla felicità non è riconosciuto come diritto autonomo, ma trova tutela attraverso i diritti costituzionali. La giurisprudenza italiana ha chiarito che non esiste un generico diritto alla felicità, ma esiste il diritto a non subire lesioni che compromettano il pieno sviluppo della persona.

In particolare, il danno non patrimoniale può essere risarcito quando viene violato un interesse costituzionalmente rilevante, purché il pregiudizio sia concreto e dimostrabile. Questo conferma che la felicità, per essere tutelata, deve tradursi in situazioni reali e verificabili

Una visione etica: la cura della “casa comune”

Il contributo si conclude con un richiamo alla dimensione etica e culturale del tema, attraverso il pensiero di San Francesco e l’enciclica Laudato si’ di Papa Francesco. La tutela dell’ambiente, la giustizia sociale e la responsabilità verso le generazioni future emergono come elementi fondamentali per costruire una felicità autentica e duratura. La cura della “casa comune” non è solo una questione ambientale, ma rappresenta un percorso di consapevolezza e di equilibrio tra individuo, società e natura.

AMICA e la promozione del benessere collettivo

L’iniziativa promossa da AMICA si inserisce in un percorso più ampio di sensibilizzazione sui temi del benessere, dei diritti e della cultura. La conferenza e il premio letterario del 20 marzo 2026 hanno rappresentato un momento significativo di confronto e di crescita, confermando il ruolo dell’associazione nella promozione di valori fondamentali per la società contemporanea.

Il diritto alla felicità, come emerge dal contributo dell’avv. Tabano, non è un’utopia, ma un obiettivo concreto che passa attraverso la tutela dei diritti, la responsabilità individuale e collettiva e la costruzione di un futuro sostenibile.

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